EUROPA

Ue, bocciati i 2 candidati commissari per Ungheria e Romania. Budapest propone Verhelyi

La Commissione giuridica dell’Eurocamera ha confermato il veto ai due candidati Plumb e Trocsanyi, ritenuti «inadatti» per conflitto di interesse rispetto ai portafogli assegnati da von der Leyen. Ora la presidente dell’esecutivo Ue dovrà scegliere in corsa due alternative

di Alb.Ma.


La squadra dei nuovi commissari Ue di Ursula von der Leyen

2' di lettura

La Commissione giuridica dell’Europarlamento ha ritenuto inadatti i due commissari designati da Romania e Ungheria, Rovana Plumb e Laszlo Trocsanyi, per «conflitti di interesse» rispetto alle deleghe decise dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Plumb e Trocsanyi, in corsa per i portafogli di Trasporti e Allargamento, non potranno così accedere alla fase di audizioni dei vari commissari che si svolge a Bruxelles dal 30 settembre all’8 ottobre. Il portavoce del Parlamento europeo, Jaume Duch, ha scritto via Twitter che i due commissari sono «inidonei a esercitare le proprie funzioni al senso dei Trattati e del Codice di condotta».

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Ora la palla passa a von der Leyen, costretta a individuare due candidature alternative in tempi rapidi: l’intera squadra delll’esecutivo Ue dovrà passare per il voto finale dell’Eurocamera il 23 ottobre ed entrare, eventualmente, in carica il 1 novembre 2019.

L’ostacolo sulla doppia candidatura dall’Est
Il via libera della Commissione giuridica, in gergo «Juri», è un passaggio fondamentale per accedere alle audizioni riservate ai 26 commissari dell’esecutivo. Gli eurodeputati avevano già sospeso le pratiche di Plumb e Trocsanyi, rilevando un conflitto di interesse innescato rispettivamente da «prestiti sospetti» e i legami troppo stretti con uno studio di avvocati. Nel dettaglio Plumb, socialdemocratica, è accusata di aver spinto il governo a una scelta favorevole a una società ritenuta vicina all’ex leader del suo partito, Liviu Dragnea. Trocsanyi, già ministro della Giustizia nell’esecutivo di Viktor Orban, ha conservato interessi nel suo studio legale ed è, comunque, nel mirino dei vertici europei per un pacchetto di riforme approvate da Budapest e giudicate lesive per lo stato di diritto Ue.

Ufficialmente i due commissari avrebbero avuto un margine di circa 48 ore per chiarire la propria posizione, ma quanto pare le spiegazioni fornite (se ce ne sono state) non hanno convinto i membri della Commissione parlamentare. Von der Leyen potrebbe decidere di confermare la sua scelta, andando incontro però a uno stop quasi certo dell’Eurocamera. Fra le ipotesi che si profilano ora sul suo tavolo ci sono la selezione d’urgenza di altri due nominativi, il cambio dei portafogli assegnati ai due paesi o la soluzione, irrituale,di arrivare al voto in plenaria con due commissari «non auditi» sui 26 designati da von der Leyen.

L’Ungheria propone Verhely. Orban: contro Trocsanyi un partito pro-migranti
Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha preso atto dello stop al suo candidato, avanzando come alternativa l’attuale rappresentante di Budapest presso la Ue Oliver Verhelyi. Il veto sulla sua scelta ha comunque creato qualche malumore nell’esecutivo magiaro, già in rotta di collisione con i vertici europei per le «ingerenze di Bruxelles» sulla linea politica dell’esecutivo. Il portavoce del governo Zoltan Kovacs ha scritto su Twitter che i«il vero crimine di Trocsanyi è che ha contribuito a proteggere l'Ungheria dalle migrazioni», accusando della sua bocciatura i «i partiti a favore dell’immigrazione».

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