la giornata dei mercati

Europa chiude contrastata. Milano indebolita (-0,44%) dalle banche

di Eleonora Micheli

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4' di lettura

Chiusura contrastata per le Borse europee(segui qui gli indici), rimaste per tutta la seduta con il fiato sospeso nell’attesa della pubblicazione delle minute della Federal Reserve, dalle quali potrebbero emergere indicazioni sulle future mosse dell’istituto centrale americano sui tassi di interesse. L'istituto centrale Usa dovrebbe provvedere a un ulteriore innalzamento dei tassi di interesse entro fine anno. Intanto gli economisti si interrogano anche sulle decisioni che prenderà la Banca centrale europea, che potrebbe dare una stretta il prossimo anno, almeno secondo alcuni analisti, anche se il numero uno, Mario Draghi, nei giorni scorsi, ha ribadito che l'istituto centrale dovrà procedere con cautela, dal momento che le spinte inflazionistiche rimangono deboli. Comunque un appuntamento chiave sarà quello del prossimo 20 luglio, quando si riunirà il consiglio direttivo della Bce. Nel pomeriggio ha destato preoccupazione il nuovo scivolone del greggio, innescato anche dall’ipotesi che la Russia non appoggi più la politica di tagli alla produzione. Sullo sfondo, inoltre, rimane anche la tensione creata in Nord Corea dal nuovo test missilistico. Milano ha perso lo 0,44%.

Banche deboli, Bper e Banco Bpm le peggiori, continua a correre Carige
A Piazza Affari hanno registrato un andamento contrastato le azioni delle banche, nel giorno dell’annuncio del piano di salvataggio di Banca Mps, che prevede la chiusura d 600 filiali e la riduzione del personale per 5.500 posti entro il 2021.

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La banca riceverà 8,1 miliardi di euro di fondi dei quali 5,4 miliardi messi sul piatto dallo stato che diverrà il primo azionista, con una quota del 70%. Tra le azioni delle banche quotate a Milano, Banca Pop Emilia Romagna e Banco Bpm hanno perso oltre il 2%. Intesa Sanpaolo ha arginato i danni allo 0,2% e Ubi Banca allo 0,29%. Fuori dal paniere principale le Bca Carige hanno guadagnato un ulteriore 5,5%, ancora sull’onda del piano di rilancio annunciato nei giorni scorsi che prevede un rafforzamento patrimoniale per 700 milioni, dei quali 500 milioni rinvenienti da un aumento di capitale e 200 milioni da cessioni. Proseguirà inoltre il processo di deconsolidamento delle sofferenze, con nuove dismissioni per un ammontare di circa 1,2 miliardi

La flessione del greggio pesa sui petroliferi

La frenata del valore del greggio ha pesato sui titoli petroliferi: Eni ha lasciato sul parterre l’1,4%, Saipem il 2,7% e Tenaris l'1,35%. Saipem ha risentito anche del taglio del giudizio da parte di Barclays da ‘overweight’ a 'equal weight’ con una sforbiciata anche al target da 5,50 a 4,10 euro.

Italgas e Terna sotto la lente

Sono rimaste sotto la lente le Italgas (-1,39%), nell’attesa di capire se l’azienda comprerà Gas Natural visto che, secondo indiscrezioni, sarebbe in short list insieme a 2i Rete gas.

Sono inoltre rimaste sotto i riflettori le Terna (inv), all’indomani dell’annuncio del finanziamento dell’interconnettore Italia-Francia. La società realizzerà la parte italiana del progetto.

Bene Moncler e Ynap, a Parigi gettonate le Lvmh

Sono state gettonate le Yoox Net-A-Porter (+4,49%) e le Moncler (+1,12%), beneficiando del giudizio di ‘Buy’ espresso dagli esperti di Jefferies. Il lusso è andato bene anche a Parigi, dove Lvmh è salita dello 0,8%, dopo che è emerso che la famiglia Arnault detiene ormai il 94,22% del capitale della Christian Dior (+1,87%), che controlla il colosso del lusso.

Atlantia in retromarcia nell'attesa mosse su Abertis

Atlantia ha perso lo 0,12%, mentre il mercato si interroga sull’esito dell’opas lanciata su Abertis, dopo che la stampa spagnola ha indicato che il fondo infrastrutturale di Jp Morgan starebbe valutando di creare un consorzio con Globalvia (fondo infrastrutturale controllato da fondi pensione uk, olandesi e canadesi) per lanciare un'offerta sul 100% di Abertis in competizione con la proposta lanciata dall’azienda italiana che fa capo ai Benetton. Tra l’altro la presenza di Globalvia nel consorzio potrebbe facilitare l'operazione visto che l’azienda già gestisce autostrade e linee di metro e tram in Spagna. In Spagna le Abertis sono salite dell'1,33%.

Spread BTp/Bund in area 166 punti base. Rendimenti in rialzo
In leggero rialzo lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario dei titoli di Stato, che ha terminato in area 166 punti, In salita anche il rendimento dei decennali italiani, che si sono portati al 2,14%, mentre gli investitori continuano a interrogarsi sulle future mosse della Banca centrale europea. Secondo i trader l'istituto di Francoforte potrebbe rivedere la propria politica espansiva già a inizio 2018, nonostante il numero uno, Mario Draghi, abbia dichiarato che qualsiasi mossa dovrà essere impostata alla prudenza, visto che le mosse inflazionistiche rimangono modeste.

Europa, rallenta l'attività nei servizi a giugno
A giugno si assiste ad un rallentamento ai minimi in cinque mesi del tasso di espansione dell’attività del settore terziario dell’Eurozona, come registrato dall’indice Pmi Markit dell’Attività Terziaria finale posizionatosi su 55,4, in flessione da 56,3 di maggio ma superiore rispetto alla precedente stima flash di 54,7. La lettura media dell’intero secondo trimestre ha segnato un valore record in più di sei anni. I valori di crescita di giugno sono rallentati in Germania (minimi in cinque mesi), Francia (minimi in due mesi), Italia (minimi in tre mesi) e Irlanda (minimi in sette mesi). Il settore terziario spagnolo è invece aumentato al ritmo più rapido da agosto 2015 e più rapidamente delle altre nazioni monitorate dall’indagine. In calo a giugno anche l’indice Pmi della Produzione Composita nell’Eurozona, ai minimi in quattro mesi con 56,3, risultando però superiore alla precedente stima flash di 55,7 e solo leggermente inferiore ai record in sei anni di aprile e maggio di 56,8. La lettura media dell’intero secondo trimestre di 56,6 risulta dunque essere la migliore dai primi 3 mesi del 2011.

Giornata volatile sui cambi, debole il petrolio

Grande volatilità sull’arena dei cambi: l’euro, dopo essere scivolato in mattinata sotto la soglia di 1,13 sul dollaro, si è riportato a 1,1335 dollari (segui qui l'andamento dell'euro contro le principali divise e qui quello del dollaro). Il petrolio, che questa mattina era ben impostato, ha imboccato con convinzione la strada del ribasso nel pomeriggio, pagando dazio alle indiscrezioni in base alle quali la Russia sarebbe contraria a ulteriori tagli della produzione eventualmente adottati da parte dell’Opec (segui qui l'andamento di Brent e Wti). Intanto è già scattato il conto alla rovescia per la data del 24 luglio, quando la Russia ha in programma di ospitare un incontro a San Pietroburgo di alcuni ministri dei Paesi membri Opec e di altri petro-Stati non aderenti al cartello.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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