la giornata dei mercati

Europa chiude al palo, a Milano si accende Ferragamo

di Eleonorra Micheli


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5' di lettura


Borse europee al palo (segui qui i principali indici), risentendo ancora una volta dei timori innescati dalle tensioni tra Corea del Nord e Stati Uniti. Gli indici hanno chiuso sopra i minimi di giornata incoraggiati dalla performance di Wall Street, partita al rialzo. A Milano il FTSE MIBha terminato le contrattazioni in progresso dello 0,18%. Intanto l'euro rimane sotto la soglia di 1,18 dollari (segui qui i principali cambi).

Ferragamo spinta da Deutsche Bank
A Piazza Affari si sono messi in evidenza i titoli di Salvatore Ferragamosaliti del 2,9%, sulla spinta di un report favorevole di Deutsche Bank che vede nella società una nuova storia di successo nel mondo della moda dopo il rilancio di Gucci. In più gioca a favore anche il buon riscontro che la società ha incassato dopo la sfilata evento che si è tenuta sabato sera a Piazza Affari.

Tra ieri e oggi le azioni hanno guadagnato quasi il 6%. Da maggio, tuttavia, i titoli della casa fiorentina hanno sofferto: esattamente dal 10 maggio al 21 settembre, pochi giorni prima della sfilata di sabato scorso, le Ferragamo hanno accusato un ribasso del 24% circa, andando in controtendenza con il listino. Del resto, prima in occasione dell’assemblea dei soci della scorsa primavera, poi durante un incontro con investitori a Parigi il numero uno della maison di Firenze, Eraldo Poletto, insediatosi nell’agosto 2016, era stato chiaro e aveva preannunciato che il 2017 sarebbe stato un anno di transizione per Salvatore Ferragamo, società intenta in un’azione di rilancio del proprio marchio e di conquista di nuove quote di mercato, soprattutto nel settore delle scarpe e della pelletteria. Di recente, in effetti, la casa ha vissuto una piccola rivoluzione: non solo lo scorso agosto è arrivato un nuovo ad, in sostituzione di Michele Norsa, rimasto a capo dell’azienda per dieci anni, ma c’e’ stato un vero e proprio ricambio negli ufficio creativi, dopo l'uscita di Massimiliano Giornetti nel marzo 2016. Se circa un anno fa è stato nominato prima Paul Andrew nuovo design director delle calzature Donna, poi Fulvio Rigoni come Design Director della collezione di ready to wear femminile, lo scorso novembre il gruppo toscano ha assunto Guillaume Meilland nel ruolo di Design Director del prêt-à-porter Uomo. nel settore della moda hanno fatto bene anche le Yoox Net-A-Porter Group (+2,1%), sull’onda di un report favorevole di Hsbc. Hanno invece tirato il freno a mano leMonclerr (-1,3%).

Giù Mediaset in attesa dei conti, occhi puntati su Telecom

Mediaset ha perso lo 0,89%, nell’attesa della semestrale diffusa a Borsa chiusa. Telecom Italiaha guadagnato lo 0,19%, mentre continua ad aleggiare l’incertezza legata all’eventuale esercizio della Golden Power, dopo che il Comitato chiamato a decidere se ci sono gli estremi perché il Governo la eserciti ha rinviato la riunione il prossimo 28 settembre, il giorno successivo al bilaterale Francia-Italia. Ed ancora, il prezzo del greggio, stabile ben al di sopra dei 50 dollari al barile, ha favorito ordini in acquisto su Eni (+0,36%).Saipem ha invece chiuso al palo.

Leonardo elettrizzata da parole Profumo, bene Bper

Leonardo - Finmeccanica ha guadagnato l'1,5%, dopo che l'ad, Alessandro Profumo ha auspicato ricavi superiori alle precedenti stime
di crescita del 3-5% sul lungo termine. «Mauro Moretti - ha spiegato il manager - aveva detto di voler crescere un pò più del mercato e aveva dato una guidance di ricavi tra il 3 e il 5%, io spero che riusciremo ad andare sopra». Sono andate bene le azioni delle ex banche popolari, con Banca Pop Er in progresso del 2,95%, Banco Bpmdel 2,39% e Ubi Banca dello 0,4%.Unicredit, invece, ha perso lo 0,23%, mentre Intesa Sanpaolo ha guadagnato lo 0,6%.

Luxottica frena dopo posizione Ue

Luxottica Group ha frenato sul finale, dopo che l’Antitrust europeo ha sollevato dubbi sull’operazione di fusione con Essilor,

che minaccia la concorrenza nel settore delle lenti ottiche. Per altro l’Antitrust a questo punto intende estendere le indagini al mercato delle montature per occhiali.

Carraro giù nel giorno del piano
Fuori dal paniere principale Carraro ha lasciato sul parterre il 4,5% nel giorno della presentazione del piano industriale, nonostante il gruppo punti a un aumento del fatturato del 3,8% nel periodo 2016-2021 a 670 milioni di euro e a una crescita dell'Ebitda pari al 9,3% a 75 milioni. Il nuovo piano prevede anche il ritorno al dividendo, che mancava dal 2007. Le azioni, però, da inizio anno hanno messo a punto un rialzo del 219%. Sono invece volate del 30% leVisibilia Editore.

Pieno in asta Btp indicizzati e Ctz, tassi giù
Il Tesoro ha assegnato oggi tutti i Btp indicizzati all'inflazione dell'Eurozona e Ctz con tassi in calo. Nel dettaglio, ha venduto 791 milioni di euro di Btp indicizzati, scadenza 2022, con un rendimento pari a -0,23% (-21 cent) e 709 milioni di euro di Btp indicizzati, scadenza 2032, con un rendimento dell'1,32%. Buona la domanda per entrambi i titoli. Assegnati anche Ctz, scadenza 2019, per 1,5 miliardi con un tasso in discesa a -0,22% (-8 cent) e a fronte di richieste per
2,998 miliardi.

Dati a luci e ombre dagli Stati Uniti

Ad agosto le vendite di case nuove negli Stati Uniti hanno continuato a calare, dopo il ribasso del mese precedente, portandosi al minimo da dicembre. Secondo quanto riportato dal Dipartimento del Commercio americano, il dato è' sceso del 3,4% rispetto al mese precedente a 560.000 unità. La statistica è peggiore delle attese, visto che per agosto gli analisti attendevano un rialzo del 3,5%. Le vendite sono comunque aumentate del 7,5% nei primi otto mesi dell'anno. A settembre l'attività manifatturiera ha accelerato il passo e si è confermata a livelli associati con un'espansione dell'attività economica. L'indice redatto dalla Federal Reserve di Richmond si è attestato in aumento a 19 punti, dai 14 punti del mese precedente. Infine è calata cala la fiducia dei consumatori stimata dal Conference Board: a settembre l'indice si è attestato a a 119,8 punti . Il livello è comunque sopra le attese.

Tokyo frenata da tensioni geopolitiche (-0,33% Nikkei)
Seduta nervosa per la Borsa di Tokyo orientata al ribasso fin dai primi scambi. Il listino ha infatti imboccato un sentiero ribassista sulla scia delle ultime dichiarazioni minacciose del dittatore nord coreano Kim nei confronti degli Stati Uniti. Il movimento ribassista è stato amplificato dal rialzo dello yen contro il dollaro Usa. Anche l'esito delle elezioni in Germania ha influenzato negativamente gli scambi a giudizio degli operatori mentre sul mercato dei cambi lo yen si è apprezzato anche contro l'euro. Nel finale l'indice Nikkei dei 225 titoli guida ha chiuso a 20.330,19 punti, in calo di 67,39 punti (-0,33%) dopo che lunedì aveva ritoccato i massimi da due anni. Finale sui livelli della vigilia, invece, per l'indice Topix del listino principale a 1.672,74 punti (invariato).
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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