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Europa contrastata non segue Wall Street. A Piazza Affari giù Unicredit

di E. Micheli e P. Paronetto


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(REUTERS)

4' di lettura

Chiusura contrastata per le Borse europee (qui l'andamento degli indici), che non approfittano dell'andamento positivo di Wall Street (che poi chiude in altalena, con il Dow Jones che sale dello 0,64%, il Nasdaq perde lo 0,05%e lo S&P 500 avanza dello 0,21%), che approfitta da parte sua delle voci su un possibile accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina e delle indicazioni positive sul mercato del lavoro statunitense. I listini continentali sono stati penalizzati dai realizzi dopo quattro sedute consecutive di rialzi e dalle incertezze sulla Brexit. A Piazza Affari il FTSE MIB ha così terminato la giornata in calo dello 0,23%. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, debole A2a, che ha deluso il mercato con i target del piano industriale inferiori alle attese. Giù anche Tenaris e Saipem, mentre ha guadagnato terreno la Juventus Fc (+1,9%), che si avvicina alla vittoria matematica del campionato di Serie A. Occhi puntati su Unicredit (-0,75%) penalizzata dalle indiscrezioni che la vogliono interessata a presentare un'offerta per Commerzbank nel caso in cui naufragasse l'aggregazione allo studio con Deutsche Bank.

Sul fronte macroeconomico, dalle minute dell'ultima riunione del Consiglio direttivo della Bce, quella del 6 e 7 marzo, è emersa un'apertura a misure di stimolo più aggressive per supportare l'economia europea. Dagli Stati Uniti, intanto, sono giunte buone notizie dal mercato del lavoro: le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scesi sui minimi del dicembre 1969 (202mila), una buona premessa per il rapporto sull'occupazione americana di marzo in arrivo domani. A livello aziendale, Tesla cede quasi il 9% dopo un crollo delle consegne nel primo trimestre.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Unicredit debole su ipotesi interesse per Commerzbank
Il focus dei mercati è rimasto sulle banche, dopo le indiscrezioni di Ft su un interesse di Unicredit per Commerzbank. Secondo il quotidiano britannico l’istituto guidato da Jean Pierre Mustier starebbe preparando un'offerta multimiliardaria per Commerzbank da mettere sul piatto nel caso in cui non riuscisse ad andare in porto l’aggregazione tra Commerzbank e Deutsche Bank.
Il piano di Unicredit, ha indicato sempre Ft, prevede di fondere Commerzbank con la banca già detenuta in Germania, Hypovereinsbank, mantenendo l'istituto quotato a Francoforte e anche la sede della nuova entità in Germania. Unicredit rimarrebbe invece quotata a Milano, città dove ha la propria sede. A Francoforte le azioni Commerzbank hanno guadagnato il 2,8%. A Piazza Affari positive le altre banche, grazie alle indicazioni arrivate dalla Bce.

St ancora sotto i riflettori, male A2a
Bene Stmicroelectronics e sono ontinuate a salire le Azimut, che da inizio anno stanno vantando una volata quasi del 70 per cento. Non si arresta invece il flusso di vendite su A2a, anche se proprio ieri la società ha annunciato di avere chiuso il 2018 con un utile netto record a 344milioni di euro, in rialzo del 17 per cento. Il mercato, però, è rimasto deluso per le linee guida contenute nel piano al 2023. Hanno ingranato la retromarcia anche le Fiat Chrysler Automobiles, all’indomani delle dichiarazioni del numero uno di Psa, Carlos Tavares, che ha negato trattative in corso per una fusione o un’acquisizione. Hanno Rialzato la testa le Telecom Italia dopo la debolezza delle ultime sedute.

Italgas debole nel giorno dell'assemblea
Italgas ha perso terreno nel giorno dell'assemblea, nel corso della quale è emerso che l'azienda si aggiunge ai soggetti interessati al riassetto Ascopiave, il principale deal del settore energetico italiano del 2019. «Stiamo guardando il dossier. Ritengo faremo un’offerta non vincolante per il pacchetto di distribuzione gas: offriremo un progetto industriale, stiamo studiando delle strutture affinché entrambe le società possano creare valore da una partnership», ha dichiarato Paolo Gallo, Ceo di Italgas, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine dell’assemblea dei soci. «Non possiamo non guardare a un operatore di queste dimensioni, abbiamo ricevuto l’information memorandum e offriremo un progetto industriale», ha aggiunto il manager.

Dalle Minute della Bce si apre a misure di stimolo più aggressive
Dalle minute dell'ultima riunione del Consiglio direttivo della Bce, quella del 6 e 7 marzo, è emerso che i governatori della Bce hanno discusso di misure di stimolo più aggressive per supportare l'economia europea in fase di netto rallentamento nel corso dell'ultima riunione del consiglio. I documenti hanno rivelato che alcuni governatori temono che il rallentamento possa essere più di un semplice "soft patch" e che possa protrarsi più a lungo del previsto. Questo è stato uno dei motivi che ha spinto l'Eurotower a indicare che i tassi rimarranno a zero per tutto l'anno.

Euro in lieve calo, sterlina debole. Petrolio poco mosso
Sul mercato dei cambi, euro in flessione sul dollaro a 1,1219 (1,1231 la chiusura di ieri). La moneta unica vale anche 125,15 yen (125,21), mentre il rapporto dollaro/yen è a 111,55 (111,49). Perde terreno la sterlina, indicata a 0,8586 per un euro (0,8520) e 1,3069 dollari (1,3140). Poco mosso, infine, il prezzo del petrolio: il future maggio sul Wti cede lo 0,11% a 62,39 dollari al barile, mentre la consegna giugno sul Brent si attesta a 69,45 dollari (+0,2%).

Spread a in lieve calo a 266 punti base
Sull'obbligazionario, chiusura in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts, in una seduta senza spunti particolari. Il differenziale di rendimento tra il nuovo BTp decennale benchmark con scadenza agosto
2029 e il titolo tedesco con scadenza febbraio 2029 è indicato nel finale a 266 punti base dai 271 punti dell'apertura e i 269 del finale di ieri. Il rendimento dei
decennali italiani scende al 2,66% dal 2,69% del riferimento della vigilia.

Negli States le richieste alla disoccupazione ai minimi dal '69
Negli States sono diminuite le richieste alla disoccupazione-10mila a 202mila richieste iniziali sussidi lavoro, meglio delle stime . Nei sette giorni conclusi il 30 marzo scorso, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso battendo
le stime degli analisti. Secondo quanto riportato dal Dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 10.000 unità a 202.000 unità, contro attese per un dato a 218.000 unità. Si tratta del livello piu' basso dal 6 dicembre del 1969, quando la forza lavoro e la popolazione americana erano molto più bassi. La media delle ultime quattro settimane, è scesa di 4.000 unità 213.500.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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