ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Wall Street chiude in rosso, giù i titoli tech. Meglio le Borse Ue

I prezzi alla produzione americani salgono meno delle previsioni e danno un altro segnale sul possibile picco raggiunto dell'inflazione

di Andrea Fontana e Flavia Carletti

Aggiornato alle 17,20

La Borsa, gli indici del 13 gennaio 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Con un colpo di reni nel finale mercati azionari europei chiudono quasi tutti in rialzo al termine di una seduta di alti e bassi che ha avuto per protagonisti il settore auto e le banche, mentre il dollaro ha perso ancora terreno nei confronti della moneta del Vecchio Continente complici dati Usa sui prezzi alla produzione inferiori alle previsioni.

Il FTSE MIB di Milano, con la produzione industriale italiana di novembre (+1,9%) sopra i livelli pre Covid è stato tra i migliori, in rosso il CAC 40 di Parigi insieme a Zurigo.

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Wall Street in rosso, Ford supera i 100 mld di capitalizzazione
Wall Street
ha progressivamente perso slancio nel corso della seduta, finendo per chiudere negativa. Il Dow Jones ha perso lo 0,48% a 36.115,27 punti, il Nasdaq ha ceduto il 2,51% a 14.806,81 punti mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l’1,42% a 4.659,25 punti. Le richieste di sussidi di disoccupazione (in rialzo a 230.000 unità, peggio delle attese) e i prezzi alla produzione saliti del 9,7% su base annuale, un record. Il movimento dei prezzi alla produzione su base mensile è stato inferiore alle previsioni (+0,2% rispetto a stime di +0,4%) e questo fa sperare gli investitori che l'infazione inizi a rallentare.Il tema dei rialzi dell'inflazione resta dunque osservato speciale. Il dato negli Stati Uniti relativa al mese di dicembre si è attestato mercoledì al 7% (il livello più alto dal 1982 e oltre il 6,8% di novembre), ma non ha spaventato i mercati e ha confermato agli investitori le parole del presidente della Fed Jerome Powell, cioè che la Banca centrale punta a frenare l'aumento dei prezzi senza danneggiare l'economia e che ogni mossa sarà parametrata all'andamento dei dati e della ripresa. Lo stesso farà Lael Brainard, attesa in Senato per l'audizione per la conferma della sua nomina alla vicepresidenza della Fed.

Prosegue la corsa a Wall Street del titolo di Ford Motor, che ha aggiornato il proprio record
degli ultimi 20 anni a 25,87 dollari per azione, superando per la prima volta i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione. I recenti guadagni sono stati alimentati dai piani di Ford per aumentare la produzione di veicoli elettrici, compresa quella del crossover Mustang Mach-E e della versione elettrica del pickup F-150, disponibile dalla prossima primavera. Ford ha quindi staccato General Motors, che ha una capitalizzazione di circa 90 miliardi; Tesla,
invece, vola oltre i 1.000 miliardi. Nell'ultimo anno, il titolo di Ford ha guadagnato il 150%.

Bce: inflazione sopra 2% in 2022, pronti a adeguare strumenti

Non ha inciso sull'andamento dei mercati il bollettino pubblicato dalla Bce. L'Eurotower ha sottolineato che «la ripresa dell’economia prosegue nell’area dell’euro. La crescita è in via di moderazione, ma nel corso di quest’anno dovrebbe tornare a segnare un vigoroso recupero». Restano comunque rischi legati all'inflazione, che è ulteriormente salita al 4,9% a novembre e rimarrà oltre il 2% per la maggior parte del 2022, pur se con una progressiva moderazione. Per questo, «il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno e in qualsiasi direzione, per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% nel medio termine».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Attenzione sui bancari, scattano St e Iveco

Guardando ai titoli, a Piazza Affari, gli acquisti hanno premiato Iveco Group, in una seduta positiva per il comparto auto europeo, con Stellantis - che beneficia del giudizio positivo di Jefferies - e Cnh Industrial. Bene anche Stmicroelectronics che segue il buon andamento dei tech e in particolare del comparto semiconduttori, dopo che la taiwanese Tsmc ha indicato di stimare un forte aumento della domanda di chip. Bene la coppia Banca Pop Er-Unipol che ha ottenuto di trattare in esclusiva per l'acquisizione di Carige nei giorni scoris. Vendite su Diasorin, ai minimi da giugno 2021. Giù anche Interpump e Ferrari.

Dollaro debole, l'euro torna a 1,145 sul biglietto verde

L'inflazione Usa ha rispettato le attese, pur segnando un balzo del 7% nel mese di dicembre, a livelli che non si vedevano dai primi anni 80, e questo è bastato per far ripiegare il dollaro sui minimi da metà novembre. Ne ha approfittato l'euro, tornato a 1,1464sul biglietto verde. Dollaro in calo anche contro yen intorno a quota 115.

"I mercati stavano già ricalibrando le aspettative dopo che il presidente della Fed Jerome Powell ha usato un tono meno aggressivo di quanto ci si aspettasse nel suo intervento al Senato all'inizio della settimana - ha commentato Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades - A ciò si sono aggiunti i dati sull'inflazione statunitense di ieri, che non sono riusciti a sorprendere al rialzo, ancora una volta facendo pressione sul dollaro. Con tre rialzi dei tassi di interessi quest'anno già prezzati nel valore della valuta e il miglioramento delle prospettive per la ripresa economica globale – non dobbiamo dimenticare che il dollaro tende a fare bene quando le economie globali soffrono – potrebbe esserci spazio per un'ulteriore debolezza del dollaro nel breve termine".

BTp: assegnati 3,5 mld triennali, tasso torna positivo a 0,14%

Buona domanda e rendimenti in rialzo per i BTp assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la terza tranche del BTp a 3 anni scadenza 15/12/2024 per 3,5 miliardi a fronte di una richiesta pari a 4,844 miliardi. Il rendimento e' salito di 24 centesimi, tornando in positivo per la prima volta dal 2020 e attestandosi allo 0,14%. Collocata anche la terza tranche del BTp a 7 anni scadenza 15/02/2029: a fronte di richieste per 5,284 miliardi l'importo emesso e' stato pari a 3,5 miliardi mentre il rendimento, in rialzo di 29 centesimi sull'asta del mese scorso, si e' attestato allo 0,89%. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 17 gennaio.

Spread stabile a 137 punti, rendimento all'1,29%

Netto recupero per i corsi dei BTp scambiati sul secondario telematico nella seconda parte della seduta. I titoli italiani si sono apprezzati con il conseguente calo dei rendimenti e lo spread dei decennali si è ristretto rispetto all'indicazionen di apertura tornando ai livelli della vigilia. Nel finale il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (IT0005436693) e il pari scadenza tedesco è indicato a 138 punti base dai 140 dei primi scambi di stamani e sullo stesso livello del closing della vigilia. In flessione il rendimento del BTp decennale benchmark all'1,29% dall'1,36% dell'apertura (1,33% al closing di mercoledi'). Si apprezzano anche i Bonos decennali che hanno uno spread di 70 punti base con i Bund.

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