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Fed e petrolio pesano sui listini Ue, Milano chiude a -0,78%, male Saipem

di A. Fontana e C.Poggi


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4' di lettura

Dopo la sosta per il primo maggio, i listini europei hanno ripreso le attività per la prima giornata di contrattazione del mese scontando la delusione per le parole del presidente della Fed Jerome Powell, che è sembrato escludere un possibile taglio dei tassi (invocato a gran voce da Donald Trump) avendo legato l’indebolimento dell’inflazione a fattori temporanei. Proprio per questa medesima ragione, i mercati non hanno brindato ai dati migliori delle attese giunti dagli Usa, dove la produttività del primo trimestre è cresciuta al ritmo più forte dal 2010 (+3,6%) e bene sono andati sia gli ordinativi alle fabbriche di marzo che l’indice Ism di New York. Al termine degli scambi a Milano il Ftse Mib ha ceduto lo 0,78% mentre fra le altre principali piazze finanziarie, Francoforte ha chiuso sulla parità mentre Parigi ha ceduto lo 0,85% e Londra lo 0,48%. In difficoltà Madrid (-1,63%) dopo che le elezioni legislative hanno lasciato in eredità un quadro di difficile governabilità per il paese nonostante la chiara vittoria dei socialisti. A Milano hanno chiuso in netto ribasso i titoli dei produttori di infrastrutture per il settore petrolifero, Saipem (-4,14%) e Tenaris (-2,87%) dopo la netta flessione del prezzo del greggio.

Male Ferragamo dopo nota Jefferies, misti i bancari
A Milano Salvatore Ferragamo ha chiuso in calo del 2,6% dopo che, in un ampio report sul settore lusso, gli analisti di Jefferies danno una raccomandazione "underperform" sul titolo perché ancora non si vedono interventi da parte del management che possano invertire il trend di perdita di quote di mercato. Nel comparto bancario, Unicredit ha chiuso a +0,39% grazie anche alla decisione di Ubs di confermare in un rapporto la raccomandazione di “buy”. In positivo anche Mediobanca (+0,57%) e Banca Generali (+0,72%) mentre Bper Banca ha ceduto l’1,61% e FinecoBank il 2,64%. Poco mossa Intesa Sanpaolo che ha terminato a -0,43%. Oggi il Cda di Intesa Sanpaolo ha nominato all’unanimità Carlo Messina Consigliere Delegato e Ceo, delegando i poteri necessari ed opportuni ad assicurare unitarietà alla gestione della società. Denaro su Tim e sulla controllata Inwit: avanza il riassetto delle torri e l'asse con Vodafone che potrebbe aprirsi anche a un altro partner come F2i o Cellnex.

Il cambio euro / dollaro

Fiat paga il calo Chrysler in Usa, oggi le vendite Italia
Seduta difficile per Fiat Chrysler Automobiles dopo il calo delle immatricolazioni di Chrysler negli Stati Uniti e in attesa dei dati sulle vendite in Italia. I titoli del gruppo hanno chiuso in ribasso dell'1,34% dopo essere arrivati a perdere quasi il 3%. In aprile le vendite di Fiat Chrysler negli Usa sono calate del 6,1%, facendo registrare la flessione più marcata tra le case costruttrici e segnando una performance peggiore del -4% complessivo del mercato. In Canada, inoltre, le consegne sono scese del 10%. «Il dato è inferiore alla nostra stima di consegne per l'intero 2019 nell'area Nafta (di cui nel 2018 gli USA rappresentavano l'88% e il Canada il 9%), pari a circa +3%», notano gli analisti di Equita sim, che tuttavia al momento non modificano la stima, «considerando che nel corso dell'anno» Fca «beneficerà del contributo del nuovo Jeep Gladiator». Gli esperti ricordano che «il trend nel Nafta è fondamentale perche' genera il 90% dell'ebit di gruppo».

Balzo del 17,8% per Safilo Group

Nel listino allargato balzo del 17,8% per Safilo Group dopo che nell’assemblea degli azionisti che si è tenuta il 30 aprile, l’amministratore delegato Angelo Trocchia ha dichiarato che il gruppo sta procedendo speditamente sulla strada della riduzione dei costi e della crescita dei ricavi. Qualche giorno fa Safilo ha inoltre siglato un accordo di joint venture in Corea del Sud con Parma International.

La Fda apre alla sigaretta che non brucia, volano Gima Tt e Ima

Giornata di forti rialzi anche per Gima It (22,8%) e sulla controllante Ima (+7%), che fa capo alla famiglia Vacchi, dopo che l’americana Food and Drug Administration ha dato il via libera anche negli Usa alle "sigarette che non bruciano" prodotte dalla Philip Morris. Gima Tt, infatti, è specializzata nella realizzazione di linee di packaging innovative per il mercato del tabacco e fornisce a Philip Morris i macchinari per il packaging dei prodotti IQOS, le sigarette che non bruciano.

Germania, giù le vendite al dettaglio a marzo
A marzo scorso le vendite al dettaglio in Germania sono diminuite dello 0,2% su mese e del 2,1% su anno. La performance negativa segue al precedente aumento, a febbraio scorso, dello 0,5% su mese e del 4,4% su anno. Gli analisti per marzo
prevedevano una riduzione delle vendite piu' ampia a livello congiunturale (-0,5%), e meno decisa a livello tendenziale (-1,7%).

Usa: corre produttività I trimestre, deludono richieste sussidi

La produttività del settore manifatturiero è cresciuta al ritmo del 3,6% nel corso del primo trimestre contro attese di un incremento più contenuto, pari al 2,4%. si tratta della miglior performance su base annuale dal terzo trimestre del 2010. Sul fronte del mercato del lavoro, invece, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono rimaste invariate a 230.000 unità nel corso dell'ultima settimana mentre il consensus si attendeva un ribasso a quota 2150.000 unità. Bene invece l'indice Ism New York salito a 77,3 punti a maggio dai 66,9 del mese precedente. Le attese erano per un calo a quota 66,7 punti. In rialzo infine dell'1,9% gli ordini alle fabbriche in marzo, sopra le attese del consensus a 1,5%.

Cambio euro/dollaro chiude a 1,1181
Sul mercato valutario, il dollaro ha solo temporaneamente beneficiato delle dichiarazioni di Powell. Il cambio euro/dollaro è tornato sotto 1,12 già ieri sera e ha chiuso oggi a 1,1181. In forte calo il prezzo del petrolio dopo il balzo delle scorte Usa nella scorsa settimana (+9,9 milioni di barili) e il nuovo record di produzione degli Stati Uniti (12,3 milioni di barili al giorno), fattori che hanno compensato i fattori rialzisti costituiti dalle sanzioni all'Iran e dalla crisi venezuelana. A New York in chiusura il greggio Wti ha chiuso in calo del 3,95% a 61,09 dollari il barile.

BTp, spread chiude in lieve calo a 252,5 punti
Chiusura in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il titolo tedesco di pari scadenza ha terminato infatti a 252,5 punti mentre il rendimento del decennale è sceso a 2,55% da 2,57 martedì sera.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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    Corrado PoggiRedattore Radiocor

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese, francese e spagnolo

    Argomenti: Bce, politica monetaria, società di rating, compagnie farmaceutiche, trasporti e auto

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