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Il petrolio frena le Borse europee, Piazza Affari giù con oil e banche

di Paolo Paronetto ed Enrico Miele


6' di lettura

Battuta d’arresto per le Borse europee che hanno chiuso in rosso la seduta (qui l'andamento degli indici) tra i timori della guerra commerciale sull’asse Washington-Pechino e il brusco calo del petrolio. A farne le spese il FTSE MIB, l’indice peggiore del Vecchio Continente, che ha chiuso in ribasso dello 0,71% trascinato giù dalle vendite sui settori oil e banche. I titoli degli istituti di credito sono quelli che più stanno risentendo della possibile procedura d’infrazione Ue contro l’Italia, che a Bruxelles ritengono «giustificata». E così lo spread – termometro del rischio Paese – risale in area 267 punti. Intanto viaggia sulla parità Wall Street tra tensioni commerciali e le speranze di un taglio dei tassi della Fed, mentre il petrolio scivola del 3% dopo la conferma del balzo in avanti delle scorte settimanali Usa cresciute di 2,2 milioni di barili (contro stime in calo). Ma a tirare il fiato sono tutte le principali Borse europee. In scia con Milano hanno chiuso in ribasso anche Parigi (-0,6%), Madrid (-0,47%), Londra (-0,4%) e Francoforte (-0,33%). A fare i conti con i ribassi del greggio è l’intero settore, tanto che l’indice Euro Stoxx 600 dell’energia è il peggiore (-2,1%) seguito a ruota da banche (-1,1%), costruzioni (-1%) e auto (-0,7%).

Sullo sfondo resta la guerra commerciale, con la Casa Bianca che ieri è tornata a esprimere fiducia su un accordo sulla Cina, avvertendo tuttavia che non potrà arrivare in occasione del G20 di fine mese in Giappone. Quanto all'Italia, il Comitato economico e finanziario Ue ha invitato Roma a «prendere le misure necessarie per assicurare il rispetto con i requisiti del patto di stabilità in accordo con il processo di procedura per deficit eccessivo». L'organismo di cui fanno parte i massimi responsabili tecnici dei ministeri del Tesoro della Ue condividono quindi la linea dell'esecutivo Ue e ritengono che la procedura sul debito italiano sia «giustificata». Resta tuttavia aperta la via del dialogo: «Ulteriori elementi che l'Italia può porre più avanti potrebbero» infatti «essere presi in considerazione dalla Commissione e dal Comitato».

A Piazza Affari hanno sofferto i titoli energetici: ko Saipem e Prysmian
Tra le blue chip milanesi hanno perso terreno Tenaris (-4,3%) anche alle prese anche con il delisting dalla Borsa Argentina, Saipem (-3,6%), Prysmian (-1,7%) ed Eni (-1,6%). Le vendite hanno penalizzato il mondo del credito, da Banco Bpm (-2,2%) a Unicredit (-2,1%). Sul fronte opposto bene Azimut (+1,7%) dopo la raccolta di maggio e Banca Generali (+0,6%) in vista di una possibile acquisizione della filiale svizzera della danese Saxo Bank (indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore). Limita le perdite Italgas (-0,8%) nel giorno della presentazione del nuovo piano che rivede al rialzo tutti i target.

Tenaris chiude in rosso su ipotesi addio Argentina
Tenaris, oltre ai cali del petrolio, in mattinata ha annunciato che convocherà un’assemblea degli azionisti per approvare la revoca dalla quotazione della società dal Borsa di Buenos Aires, uscendo così penalizzata dalla seduta. Le vendite hanno poi toccato Pirelli & C (-2,8%) e Buzzi Unicem (-2,5%). Idem nel settore del credito, in rosso senza eccezioni, anche con Ubi Banca (-2%) e Intesa Sanpaolo (-1%). Dopo una prima parte di seduta positiva, ha perso sempre più terreno Telecom Italia (-1,1%) dove si moltiplicano le ipotesi sulle valutazioni miliardarie di Open Fiber.

Seduta ok per Mediaset dopo parole apertura del ceo di Prosiebensat
Fuori dal paniere principale ha invece guadagnato il titolo Mediaset (+1,4%) dopo le parole di apertura pronunciate dal numero uno di Prosiebensat1 Media, Max Conze, che ha definito positivamente l’ingresso nel capitale della tv tedesca da parte del Biscione: «Siamo felici di questo investimento finanziario: è un segno positivo e una dimostrazione della fiducia nella nostra strategia e nel nostro team dirigenziale». Ima ha chiuso in frenata dell’1,5% all’indomani dell’annuncio, a mercati chiusi, del piano di fusione per incorporazione con la controllata Gima Tt, che vedrà un rapporto di cambio fissato in 11,4 nuove azioni Ima per 100 azioni Gima Tt (premiata invece dal mercato con un +6,2%).

Andamento dello spread Btp / Bund

Italgas limita perdite dopo nuovo piano con target al rialzo
La debolezza del prezzo del petrolio e le conseguenti vendite sui titoli del settore energetico hanno così penalizzato Italgas dopo la pubblicazione del nuovo piano industriale. Le quotazioni, del resto, venivano da un periodo positivo che aveva portato il titolo a toccare il nuovo massimo storico venerdì scorso. La società in mattinata ha reso noto di prevedere per il 2019 investimenti tecnici per circa 700 milioni, mentre i ricavi sono attesi pari a circa 1,2 miliardi, con un ebitda tra 840 e 860 milioni e un ebit tra 460 e 480 milioni. L'intero piano al 2025, d'altra parte, prevede un incremento di 500 milioni degli investimenti (+12,5% a 4,5 miliardi) rispetto al precedente e punta su quattro direttrici strategiche: innovazione e trasformazione digitale, realizzazione della rete di distribuzione ad alta tecnologia in Sardegna, M&A e ulteriore crescita organica. Confermata la politica dei dividendi, mentre sull'arco di piano sono stimate efficienze per 160 milioni anche grazie alla riduzione dei costi operativi. Il piano, ha sottolineato l'a.d. Paolo Gallo, «rivede al rialzo tutti i principali target con la conferma dell'attuale politica dei dividendi che si è dimostrata particolarmente remunerativa per i nostri azionisti». «Il piano di investimenti è ben superiore alle nostre stime così come il piano di taglio costi, che porta ad una potenziale crescita dei risultati superiore alle stime», hanno notato gli analisti di Equita.

Banca Generali chiude in rialzo su ipotesi Saxo
Ha guadagnato terreno in controtendenza Banca Generali che, secondo le indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore, potrebbe acquisire la filiale svizzera della danese Saxo Bank. Si tratterebbe, spiega il quotidiano, di una soluzione che consentirebbe a Banca Generali di ottenere la licenza bancaria in territorio elvetico, così da poter procedere con il progetto di esportare il modello di business nel private banking nella Confederazione, dove l'istituto guidato dall'a.d. Gian Maria Mossa ha gia' acquisito nei mesi scorsi il wealth manager Valeur. Un'operazione che «avrebbe senso strategicamente», secondo gli analisti di Equita. Nel resto del listino milanese, in evidenza Kolinpharma, Mondo Tv France ed Eukedos, mentre perdono terrenoCasta Diva Group, Biesse e Neurosoft.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Lo spread ha chiuso in netto rialzo a 267 punti, euro resta sopra soglia 1,13
Ha chiuso in netto rialzo lo spread BTp/Bund dopo il recupero dei giorni scorsi. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco, che ieri in chiusura aveva aggiornato i minimi da inizio maggio a 255 punti base, ha terminato la seduta a 267 punti. In forte aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato al 2,44% in chiusura dal 2,32% della vigilia. Questo mentre in mattinata il Tesoro ha assegnato in asta BoT annuali scadenza 12 giugno 2020 (tranche 1) per 6,5 miliardi, a fronte di richieste per 9,993 miliardi (rapporto di copertura 1,54). In calo allo 0,069% il rendimento (-5 punti base). Sul mercato dei cambi, l'euro ha consolidato le posizioni sopra la soglia di 1,13 dollari e vale 1,1321 (da 1,1315 ieri in chiusura). La moneta unica è indicata inoltre a 122,787 yen (122,80), mentre il rapporto dollaro/yen si attesta a 108,46 (108,55).

Balzo in Usa delle scorte settimanali di petrolio +2,2 milioni di barili
Nella settimana conclusa l'8 giugno scorso, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono salite inaspettatamente mettendo sotto ulteriore pressione i prezzi del Wti. Il dato è cresciuto di 2,206 milioni di barili a 485,47 milioni di unità, contro attese degli esperti per un ribasso di 0,6 milioni di barili. Secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, gli stock di benzina sono aumentati di 0,764 milioni di barili a 234,913 milioni di barili, contro previsioni per un rialzo di mezzo milione di unità. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, hanno registrato un ribasso di 1 milione di barili a 128,372 milioni di unità, mentre era atteso un aumento di 1 milione di barili. L'utilizzo della capacità degli impianti è salito al 93,2% dal 91,8% della settimana precedente, mentre le attese erano per un dato al 92,2%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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