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Borse in rosso su caso Huawei. A Milano St chiude a -9%

di E. Micheli e A.Fontana


(ANSA)

4' di lettura

La crociata Usa contro Huawei (con la messa al bando dell'operatore cinese che verrà però sospesa per 90 giorni dall'amministrazione Usa per evitare problemi ai servizi esistenti) alimenta le tensioni sul fronte Usa-Cina ed è di nuovo motivo di vendite sulle Borse europee dove il settore tecnologico è stato oggi il più penalizzato. E la stessa Wall Street è in calo e mostra flessioni per la stessa holding di Google, Alphabet, oltre che per i grandi gruppi dei semiconduttori come Intel, Qualcomm e Broadcomm: ha infatti destato preoccupazione tra gli investitori la notizia delle ultime ore sulla decisione di Google di vietare al gigante cinese delle tlc Huawei di usare alcuni degli aggiornamenti del suo sistema operativo Android. La misura consegue la decisione della Casa Bianca di inserire l’azienda cinese di tlc nella così detta black list.

Francoforte la peggiore in Europa. Giù titoli tech e auto
In Europa, Francoforte ha ceduto l'1,6% in chiusura mentre Parigi è arretrata dell'1,46%. Piazza Affari ha terminato le contrattazioni con un calo del 2,68% nel Ftse Mib su cui pesa però la correzione tecnica dovuta agli stacchi dei dividendi di 19 big per una incidenza complessiva del 2,08%. A questi stacchi si aggiunge quello straordinario di Fiat Chrysler che ha comportato invece una rettifica di 1,3 euro sul prezzo di apertura del titolo: pertanto le Fca hanno chiuso con un calo dello 0,88% anche se la variazione rispetto al prezzo di chiusura di venerdì pre rettifica è stata del 10,46%. Maglia nera del listino è stataStmicroelectronics (-9,15%) colpita proprio dal caso Huawei così come tutto il comparto tecnologico (-3% il sottoindice Stoxx600 di settore). Tra chi ha staccato i dividendi invece i cali più consistenti sono stati quelli di Intesa Sanpaolo(-8,9%) e di Azimut (-7,7%). In controtendenza Enel (+1%) e Poste (+0,9%).

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

St da ko (-9%): timori su impatto da Huawei
A Piazza Affari hanno accusato un pesante ribasso le azioni di Stmicroelectronics , penalizzata dal timore che l'azienda debba presto annunciare il blocco delle forniture a Huawei, per sottostare all'ordine dell'amministrazione Trump. Il colosso cinese delle tlc rappresenta uno dei principali clienti del gruppo italo-francese, per cui un blocco delle forniture impatterebbe negativamente sui conti. Gli analisti di Equita hanno sottolineato che proprio la fornitura all'azienda cinese rappresenta uno dei punti cardine dell'andamento dei conti del secondo trimestre 2019.

Juventus continua a salire nell'attesa del nuovo allenatore
Dopo la buona performance delle ultime sedute, sono continuate a salire le azioni della Juventus Fc ,sugli scudi dalla scorsa settimana e soprattutto dopo che venerdì scorso è stato annunciato il divorzio tra il club e l'allenatore Massimiliano Allegri, tecnico che ha vito con la squadra ben cinque scudetti consecutivi. Allegri, però, non è riuscito a portare a Torino la Champions League. Il vicepresidente, Pavel Nevded, non ha voluto confermare se verrà nominato Simone Inzaghi, come si ipotizza negli ambienti sportivi. «Ci saranno delle valutazioni, non abbiamo fretta. - ha spiegato- Sicuramente non sarà semplice».

Telecom sotto la lente nel giorno del cda per la trimestrale

Sono scese le Telecom Italia nel giorno del cda chiamato ad approvare la trimestrale e mentre il mercato si interroga sul futuro della rete della società, dopo che Il Sole 24 Ore di sabato scorso ha riferito che le trattative per un'integrazione con Open Fiber si sono arenate da due mesi. Del resto una eventuale fusione tra la rete Telecom e quella di Open Fiber dovrebbe essere accettata da tutti gli azionisti delle due aziende, con i soci di Telecom interessati a mantenere il controllo della nuova entità. In più l’operazione dovrebbe rispettare anche i vincoli dell’Antitrust, che difficilmente darebbe semaforo verde alla ricostituzione di un monopolio sulla rete fissa. Gli analisti di Mediobanca, comunque, continua a ritenere che le azioni di Telecom siano da comprare ('Outperform' con target di prezzo a 0,76 euro).

BTp, spread resta sotto 280 punti
Chiusura poco mossa per lo spread tra Bund e BTp. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco si mantiene anche chiusura sotto quota 280 punti base, a 279 punti base, uno in più del closing della vigilia. Sale il rendimento del decennale benchmark italiano, dal 2,68% dell'ultimo riferimento al 2,71 per cento.

Euro stabile sotto 1,12 dollari, petrolio in rialzo su tensioni Usa-Iran e Opec
Sul fronte dei cambi, l’euro è rimasto stabile sotto quota 1,12 dollari (segui qui i principali cross). E' salito invece il prezzo del greggio, complice le tensioni crescenti tra Iran e Stati Uniti. Trump ha infatti invitato il paese arabo a non minacciare mai più gli Stati Uniti, pena « la fine ufficiale dell'Iran» (segui qui l'andamento del Brent e del Wti). In più l'Arabia Saudita e altri membri dell'Opec+ (i Paesi Opec più la Russia e gli alleati) hanno segnalato l'intenzione di limitare le scorte almeno per tutto il 2019. A farlo sapere è stato il ministro dell'Energia saudita, Khalid al-Falih, che ha parlato di "accordo" tra i Paesi Opec e non sulla necessità di «gestire la produzione nella seconda metà dell'anno in modo da fare calare gradualmente le scorte, così che scendano in modo lento ma deciso verso livelli normali», pur rimanendo attenti alle necessità di un mercato fragile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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