l’ultimo eurobarometro

Europa «distante»: per un italiano su due futuro migliore fuori dalla Ue

di Marzio Bartoloni


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2' di lettura

Da euroentusiasti a euroscettici o quantomeno eurocritici. Questa la parabola degli italiani nell’ultimo decennio con la maggioranza relativa (il 46%) che oggi si dice convinta che il Paese avrebbe un futuro migliore se uscisse dalla Ue. L’ultimo Eurobarometro sulle opinioni degli italiani appena diffuso dalla rappresentanza in Italia della Commissione Ue restituisce la fotografia di un Paese che guarda con diffidenza all’Europa, almeno a questa Europa e in qualche modo ribadisce quanto è uscito dalle urne lo scorso 4 marzo che hanno visto trionfare i partiti più critici con l’Europa: Lega e Movimento 5 Stelle.

Gli italiani si avvicinano agli euroscettici inglesi
Il 46% degli italiani pensa che il Paese potrebbe avere un futuro migliore se uscisse dall’Unione europea, è dell’opinione opposta il 43%. Un dato che cambia il risultato dello scorso sondaggio del maggio 2017 quando la maggioranza (anche allora relativa: il 45%) era contraria all’uscita. In Europa in media il 60% non vede benefici dall’uscita dalla Ue del proprio Paese, solo gli inglesi freschi di Brexit la pensano come in Italia (il 49%). «Lo scetticismo - spiega il rapporto - può in parte essere dovuto alla diffusa percezione che gli interessi del Paese non siano presi in sufficiente considerazione a Bruxelles». Lo pensa così il 57% degli intervistati, mentre il 59% del campione italiano definisce «distante» l’Unione europea.

Più ottimismo se l’Europa cambia rotta
Nell’Eurobarometro italiano ci sono però anche dati in controtendenza sul possibile futuro dell’Europa. Allo scetticismo fa da contraltare «un generale ottimismo sul futuro dell’Ue e il condiviso auspicio di un suo rafforzamento»: il 61% degli italiani, secondo il rapporto, vorrebbe infatti che più decisioni venissero prese a livello europeo, una percentuale superiore alla media Ue (55%). Inoltre la maggioranza relativa (il 48%) invoca rapidi progressi nel processo di costruzione dell’Unione europea. «Di fronte allo scetticismo nei confronti dell’Europa - spiega Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea - la sfida futura per le Istituzioni europee sarà portare l’Europa nelle case di tutti i cittadini e riuscire a spiegare in modo semplice come l’Europa ha migliorato la vita di tutti i giorni di noi cittadini».

La maggioranza è favorevole all’euro
L’attuale situazione economica in Italia desta preoccupazione (80%), ma guardando al futuro gli ottimisti (31%) superano i pessimisti (29%). Un altro dato in controtendenza è poi il lieve aumento dei favorevoli all’euro in Italia (da 58% a 59%, in Europa da 60% a 61%). Altra sorpresa è poi che contrariamente a quanto suggerito dalla campagna elettorale il 70% degli italiani dice che non si possono più rimandare misure per ridurre il debito pubblico del Paese. In ogni caso le principali sfide per l’Italia al momento sono: disoccupazione (42% in calo da maggio quando era il 49%), immigrazione (33% in calo dal 36%), situazione economica (22% dal 25%), tasse (16% dal 14%), pensioni (13% era 12%) e terrorismo (13% in calo dal 15%). In particolare sull’emergenza immigrazione, la maggioranza degli italiani (59%) diffida degli immigrati extra Ue, ma è favorevole a quelli provenienti da altri Paesi europei (49%).

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