l’analisi

Europa e la cultura: il bilancio 2019

Sviluppo dei territori e coesione sociale, progetti finanziati e promozione delle città, contrasto al traffico illecito di arte e direttiva antiriciclaggio

di Roberta Capozucca e Giuditta Giardini


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6' di lettura

Il Parlamento Europeo ha recentemente sospeso i negoziati con il Consiglio sul bilancio UE per il mancato accordo sulla contribuzione nazionale. Alla luce degli avvenimenti politici che hanno caratterizzato la seconda decade del XXI secolo, le contrattazioni per il prossimo quadro finanziario pluriennale (2021-2027) risultano particolarmente decisive per capire in quale direzione andrà il progetto europeo. L'euroscetticismo della Brexit, dei movimenti nazionalisti, ma anche il crescente numero di gruppi di resistenza civile o di protesta organizzata hanno indotto gli organismi europei a cercare legittimazione.

Tra le priorità c'è quella di rifondare l'Europa sui suoi valori, storia e patrimonio culturale condiviso, avvicinando le istituzioni ai cittadini. L'Anno Europeo del Patrimonio Culturale , ma anche lo straordinario successo di Matera Capitale della Cultura 2019 , hanno dimostrato come il fattore culturale non sia esclusivamente un driver economico, ma possa fungere anche da connettore sociale e giustificare la presenza dell'Europa come motore azionante per lo sviluppo dei territori e di coesione sociale: un'Europa a misura d'uomo che vada oltre le barriere burocratiche e tecnocratiche. Tuttavia proprio quest'ambito di intervento, racchiuso nella Rubrica 2 “ Cohesion and Values ” del Bilancio UE 2021-2027 avente tra i suoi strumenti operativi Europa Creativa , potrebbe subire i tagli più consistenti. Infatti, rispetto all'intenzione del Parlamento Europeo che nel maggio 2018 aveva sostenuto la proposta della Commissione di aumentare simbolicamente il budget del programma fino a 1,8 miliardi, Europa Creativa dovrebbe subire un taglio di circa il 20% rispetto alla programmazione 2014-2020 pari a 1,40 miliardi di euro.

I finanziamenti
Proprio per Europa Creativa, lo strumento con cui l'Europa si occupa del settore culturale, il 2019 è stato un anno chiave. La chiusura della maggior parte dei progetti finanziati negli anni precedenti lascia all'annualità
2020 il solo compito di valutare i risultati e di pianificare le attività per il periodo 2021-2027. Tra i grant concessi, che chiudono i finanziamenti di Europa Creativa, c'è stata la call a supporto dei Progetti di Cooperazione con un budget di 44.659.800 euro, la call a supporto della Traduzione di Opere Letterarie per un valore totale di 3.600.000 euro e due programmi triennali per le Piattaforme e i Network per gli operatori culturali per cui si attiva l'ultima fase. Non bisogna poi tralasciare l'erogazione di Premi, che sempre di più fungono da strumenti per l'implementazione degli obiettivi di coesione e divulgazione, come l’ European Union Prize for Literature (500.000 euro), l European Heritage Awards (400.000 euro), il Premio per la Musica Popolare Contemporanea (500.000 euro) e lo Young Talent Architecture Award (350.000 euro).

Iniziative di promozione culturale
Un'altra pietra miliare del programma Europa Creativa, che nel 2019 ha espresso il suo potenziale a beneficio dell'economia locale, è l'iniziativa delle Capitali Europee della Cultura , lanciata nel 1985 per avvicinare i cittadini all'Europa ed inserita nel quadro di politiche comunitarie dal 2000. Durante il 2019, le due città designate, Plovdiv e Matera , hanno palesato la forza dell'approccio integrato alla cultura, diventando simboli del riscatto del Sud del mondo. Proprio Matera si è distinta per essere stata la Capitale con la più alta percentuale di crescita di turismo nella storia della manifestazione con 1.228 eventi, di cui 410 sparsi su tutto il territorio regionale, e un milione di presenze nel 2019 (+34% delle presenze in Basilicata e +30% di turisti stranieri).

Nel 2019 sono state tirate le somme dell' Anno Europeo del Patrimonio Culturale (2018), esperienze e dati concreti che, raccolti in un report , raccontano come l'approccio integrato alla cultura possa accelerare i processi di sviluppo territoriale e quindi facilitare il raggiungimento di un accordo sulle iniziative. Tra i principali successi c'è stata l'approvazione dell' iniziativa 7 - sull'“Heritage at Risk” , un argomento sempre più pressante che con l'incendio alla Cattedrale di Parigi e l'allagamento di Venezia ha costretto il settore a prendere misure per far fronte allo stato di pericolo del patrimonio europeo. In questo contesto, protezione e prevenzione acquistano un ruolo non solo di protagoniste per lo sviluppo economico e sociale, ma anche di strumenti chiave per la lotta alla sostenibilità ambientale.

Regolamenti, Direttive & mercato dell'arte EU
Nel 2019, il mercato dell'arte, nell'accezione più ampia del termine, è stato fortemente disciplinato dal legislatore europeo. Mentre gli Stati Membri cercano ancora di decifrarne il contenuto del Regolamento sull'Importazione dei Beni d'Arte adottato lo scorso aprile 2019 e della Direttiva 2019/790 sul diritto d'autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale che ha avuto il merito di riaccendere la discussione sulla protezione armonizzata del diritto d'autore online, il Parlamento Europeo mantiene la promessa fatta con la Risoluzione del 17 gennaio 2019 e continua a lavorare sul traffico illecito di oggetti culturali rubati durante i conflitti con l'intento di bonificare il mercato. Sebbene ancora oggi rimane inascoltata la richiesta fatta dal Consiglio europeo agli Stati Membri nel 2000 di istituire un'agenzia di riferimento per semplificare richieste e procedure di restituzione e, dopo quasi trent'anni dal primo regolamento sull'esportazione dei beni culturali , manca ancora una procedura europea per le richieste dei privati e le definizioni legali di “due diligence”, di “loss” (la perdita del bene rubato) e di “compensazione” per chi acquisti in buona fede un bene da restituire al proprietario originario. Il 3 dicembre 2019, sul tema si è tenuta la riunione del Comitato per gli Affari Legali presieduto da Lucy Nethsingha: nel 2019 sono ancora 600.000 i beni rubati delle collezioni europee durante la seconda guerra mondiale, che mancano all'appello; ancora oggi, se un privato nota un quadro, un tempo appartenente alla sua famiglia, appeso alle pareti di un museo italiano, non sa a chi rivolgersi, come farlo, né quali saranno tempi e costi per la restituzione.

Mancata armonizzazione
L'incertezza del diritto, condivisa da tutti gli Stati Membri dell'Unione crea una crescente sfiducia nei confronti della macchina legale europea. Punctum dolens per gli esperti di diritto e mercato dell'arte è l'impossibilità del legislatore europeo di armonizzare istituti di diritto civile, come l'acquisto a non domino, la buona fede, la diligenza all'acquisto, e di diritto penale, come la prescrizione dei reati e la definizione di furto e saccheggio, senza invadere la competenza degli Stati Membri. Per ovviare a questo impasse, il professor Matthias Weller dell' Università tedesca di Bonn ha proposto di “aggirare il limite delle competenze esclusive agendo sotto l'ombrello del diritto commerciale, materia questa di competenza UE”. Infatti, il legislatore europeo ha il potere di regolare la materia dell'acquisto di beni d'arte dismettendo i panni del civilista o penalista e vestendo quelli del giuscommercialista.

Assenza di standard
Un altro ostacolo all'armonizzazione riguarda l'assenza di definizioni standard. Kristin Hausler dell' Institute of International and Comparative Law di Londra propone di guardare al Codice Etico ICOM per le definizioni di provenance e due diligence. Tuttavia, dopo il tentativo - ancora oggi fallito – dell'Assemblea Generale dell'ICOM di attualizzare la definizione di “museo”, non si capisce se quei termini abbisognino di un aggiornamento prima di essere presi a modello. Per Monica Dugot, del Dipartimento Restituzione di Christie's New York manca anche una definizione comune di “spoliazione di bene d'arte”, che partendo da quella operata dai nazisti possa applicarsi a situazioni diverse, e di “onere probatorio”, che chiarisca in che cosa consista e su chi gravi.

Appuntamenti 2020
Nell'agenda UE 2020 è prevista la creazione di una struttura sovranazionale centralizzata per gestire le richieste al fine di superare le procedure nazionali. Questa proposta non è però foriera di polemiche, secondo alcuni lo strumento migliore per dirimere le controversie in materia di restituzione di beni d'arte sarebbe stragiudiziale. M r Richard Aronowitz-Mercer , Capo del Team Europeo per la Restituzione di Sotheby's Londra, nel vuoto legislativo, preferisce metodi ADR (Alternative Dispute Resolution) guidati da un esperto legale con il compito di assistere le parti fino a che non trovino un accordo che spesso si traduce nella vendita in asta del bene con la ripartizione del ricavato. Questo è l'“approccio pragmatico ai Principi di Washington per la restituzione dell'arte rubata dai nazisti del 1998 di Sotheby's” afferma Aronowitz-Mercer della casa d'aste che sola, tra Milano, Londra e Parigi, ha una media di 15.000 opere sospette all'anno, cioè passate di mano in tempo di guerra, di cui, in media, 45/50 sono già segnalate, mentre circa 20 sono perdite non ancora emerse.

L’applicazione della direttiva antiriciclaggio
Un appuntamento importante è previsto per gennaio 2020 quando entrerà in vigore la Direttiva n. 2018/843 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 , meglio nota come V Direttiva Antiriciclaggio, recepita dal legislatore nazionale con il D.Lgs. 125 del 26 ottobre 2019. La Direttiva interviene sull'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose stabilendo che anche i professionisti dell'arte - galleristi, antiquari, case d'aste -, considerati alla stregua di operatori finanziari, dovranno effettuare un'adeguata verifica della clientela e delle transazioni sopra i 10.000 euro con l'obbligo di segnalare operazioni sospette. L'arte è un veicolo sovente utilizzato dai riciclatori di proventi illeciti e nell'agenda della Commissione c'è l'impegno di rendere il mercato dell'arte - così come quello dei trust e dei bitcoin - maggiormente limpido.

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