ASSEMBLEA CONFINDUSTRIA COMO E LECCO-SONDRIO

Europa e sostenibilità le chiavi per il futuro

Dedicata ai giovani l’assemblea congiunta di Confindustria Como e Lecco-Sondrio. Gioco di squadra, partecipazione convinta alla Ue, crescita dimensionale e governance evolute le chiavi per mantenere la competitività dei territori.

di Luca Orlando


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3' di lettura

Nessun imprenditore. E nemmeno autorità, istituzioni, ospiti d’eccezione e rappresentanti di categorie. O almeno, nessuno nelle posizioni di rilievo. Perché nelle prime dieci file della sede di LarioFiere ad Erba ci sono soltanto loro, 200 ragazzi delle scuole secondarie del territorio. Scelta coerente, perché a ben vedere sono proprio gli studenti i protagonisti dell’evento. Un’assemblea congiunta di Confindustria Como e Lecco-Sondrio davanti a un migliaio di imprenditori che prova a scardinare le liturgie di eventi analoghi e getta la palla in avanti, in tutti i sensi.

L’impegno diretto
«Perché concentrarsi sempre e solo sulle cose che non funzionano?», si chiede il presidente degli imprenditori di Lecco e Sondrio Lorenzo Riva. «Perché non proviamo a superare la retorica dell’essere sempre e comunque contro qualcosa chiedendoci invece cosa possiamo fare noi in prima persona?», aggiunge il numero uno degli industriali di Como Aram Manoukian.

Il paradigma è quindi ribaltato. E più che chiedere a Governo e istituzioni una svolta rispetto alle politiche attuali (che pure preoccupano) il ragionamento va alle modalità migliori con cui preservare la competitività delle imprese e del Paese in prospettiva.

“Io ci sarò” è il claim dell’evento, affermazione di principio che per le imprese si declina anzitutto nella necessità di una comunione di intenti e di sforzi.

Il gioco di squadra
Il quartetto d’archi che esegue “live” sul palco il Divertimento numero 3 di Mozart sintetizza alla platea con il linguaggio immediato della musica le potenzialità del lavoro di squadra. Risultato di una partitura che pur assegnando a ciascuno strumento un ruolo ben preciso e definito impone ad ogni esecutore l’ascolto, la condivisione, la collaborazione nel team.

«Da soli non si va da nessuna parte - scandisce Riva - e per questo invito voi ragazzi a non ascoltare le sirene del populismo, del nazionalismo: siate liberi e orgogliosi di essere cittadini europei, contribuendo a creare un’Europa sempre più coesa, che vada oltre i campanili».

Se l’obiettivo è quello di “esserci”, il pensiero dell’impresa deve andare alle condizioni che possono garantire continuità. «Governance evoluta oltre la figura dell’imprenditore - osserva Manoukian - crescita dimensionale e proiezione internazionale devono essere priorità assolute. Cambiamenti che devono coinvolgere anche e soprattutto le Pmi».

La sostenibilità ambientale al centro
«Greta ha acceso i riflettori su temi fondamentali - commenta Riva - ma credo che per essere efficace il cambiamento debba partire da ciascuno di noi, dai singoli comportamenti. Chiedendoci ad esempio come è realizzata la maglietta che indossiamo, con quale inchiostro è realizzata, con quali controlli».

L’obiettivo delle due associazioni è quello di prendere il tema dell’assemblea come tappa di un percorso più ampio, che indirizzi attività e iniziative verso i temi della sostenibilità, della formazione dei giovani, dell’alternanza scuola lavoro. «Como, Lecco e Sondrio sono territori vicini - osserva Manoukian - e se vogliamo davvero provare a conquistare il mondo facciamo succedere prima qualcosa tra di noi, partiamo da qui».

La frenata della Germania
Futuro che ad ogni modo al momento non si presenta del tutto roseo, certamente non per la meccanica di Lecco, frenata dal momento-no dell’auto e dal rallentamento in Germania.

«Gli ordini sono in calo a doppia cifra - commenta Riva - e la situazione è difficile, dato che la Berlino è di gran lunga il nostro primo mercato».

«Nel 2020 - commenta Walter Fontana, imprenditore della componentistica nell’automotive - sarà un successo chiudere sui livelli attuali. Il settore lusso procede bene ma nel comparto premium la Germania rallenta. E non a caso alcuni concorrenti tedeschi hanno chiuso l’area stampi».

«Nei ricavi quest’anno cediamo il 7% - commenta l’ad di Cea (saldatrici) Fabio Annettoni - e per la verità a giudicare dagli ordini in prospettiva potrebbe andare anche peggio».

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