la giornata dei mercati

Europa guardinga sui dazi. Milano chiude positiva in scia a Wall Street

di E. Micheli e A.Fontana


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(AFP)

5' di lettura

Prima seduta settimanale guardinga per le Borse europee: nonostante la chiara risalita di Wall Street, dopo il tonfo di venerdì sera, il botta e risposta a colpi di dazi Usa-Cina consiglia cautela agli investitori e a questo si aggiunge il rafforzamento dell'euro/dollaro sopra 1,23 in attesa dell'inflazione Usa di marzo e dei verbali delle ultime riunioni di Fed e Bce che verranno pubblicate nei prossimi giorni. Grazie al buon andamento del settore bancario, Madrid e Milano sono state le migliori tra i principali indici azionari mentre auto e minerari hanno tenuto poco sopra il pareggio Francoforte, Parigi e Londra. Il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in rialzo dello 0,54% e ha ritrovato quota 23mila punti dopo due mesi. In evidenza ancora il settore delle utility (+1,7% Italgas, +1% Snam) mentre tra i bancari vivace Bper (+1,5%) e Banco Bpm (+1,5% dopo l'assemblea degli azionisti). Riprende la corsa Fca (+1,3% e titolo ai massimi da due mesi) mentre Generali (+0,8%) sfrutta i recenti arrotondamenti nelle quote azionari da parte di Caltagirone e Benetton e le voci di ulteriori acquisti da parte dei soci italiani. Dopo una partenza a -5%, le Telecom Italia hanno chiuso addirittura in rialzo (+0,12%) dopo che il fondo Elliott ha annunciato di aver incrementato la partecipazione all'8,8% e di avere opzioni per salire fino al 13,7% del capitale. In rosso ancora Prysmian (-2,2%) e Buzzi Unicem (-2,3%) così come Ferragamo(-1,6% dopo l'undeperform espresso dagli analisti di Exane). Giù Saipem (-0,9%) per le contestazioni Consob al prospetto dell'aumento di capitale 2016. Rimbalzo del petrolio dopo la netta correzione dell'ultima settimana: il Wti è tornato a scambiare a 63,5 dollari al barile nel contratto di riferimento, il Brent a 68,6.

Borsa di Mosca e rublo ko su nuove sanzioni Usa a oligarchi: -11%

L'indice in dollari della Borsa di Mosca, Rts, è caduto dell'11,44% mentre il rublo sta arretrando tra il 3% e il 4% nei confronti di dollaro e euro reagendo al nuovo round di misure da parte di Washington nei confronti di imprenditori e compagnie russe considerati vicini al presidente Putin per il cosiddetto Russiagate. Nel mirino sono finiti sette uomini d'affari, 12 aziende e 17 funzionari: le sanzioni comportano il congelamento dei beni relativi ai soggetti interessati e il divieto per gli americani di intrattenere rapporti d'affari con gli stessi. Il rublo è tornato a superare quota 60 per un dollaro, il massimo da novembre 2017, e la soglia di 74 per un euro, al top dall'estate 2016. Il Cremlino ha definito "scandalose" le sanzioni americane.

Telecom : Elliott sale all'8,8% ma può già avvicinarsi al 14%
A Piazza Affari i riflettori sono rimasti puntati soprattutto su Telecom Italianell’ultimo giorno utile per presentare le liste per l’assemblea del 4 maggio. Assemblea che tuttavia il fondo Elliott contesta. I titoli, dopo un tonfo del 5% in avvio, hanno chiuso in rialzo. Il fondo americano ha annunciato di detenere l'8,8% del capitale e di avere in mano opzione per rafforzare ulteriormente la posizione portandola alle soglie del 14%. In un documento di presentazione agli investitori in vista della prima assemblea di Telecom, quella del 24 aprile, Elliott dichiara di voler sostenere l'attuale management dell'azienda telefonica, incluso l'a.d. Genish (voluto anche da Vivendi), e sottolinea l'importanza per il gruppo di avere un nuovo consiglio di amministrazione composto da amministratori indipendenti e libero dal «regno di Vivendi». Oggi scade il termine per la presentazione delle liste per l’assemblea del 4 maggio.

Come riferito da indiscrezioni di stampa, lo stesso Elliott depositerà una lista di dieci nomi dove oltre ai sei consiglieri già noti e che verranno messi ai voti nell’assemblea del 24 aprile (Fulvio Conti, Massimo Ferrari, Paola Giannotti De Ponti, Luigi Gubitosi, Dante Roscini e Rocco Sabelli) sono stati aggiunti Alfredo Altavilla (direttore operativo di Fca e tra i collaboratori più stretti di Sergio Marchionne), Paola Bonomo (ex Vodafone e Facebook, ora nel Cda Axa come indipendente), Lucia Morselli (ex Ad Telepiù ora nei consigli Luxottica e Snam) e Marina Brogi (ordinario alla Sapienza e consigliere indipendente di Salini e Luxottica). Assogestioni in serata ha annunciato che non presenterà un propria lista per l'elezione del cda lasciando così il campo al confronto tra Elliott e Vivendi: una posizione che dovrebbe favorire il fondo Usa facendo convogliare verso la sua lista i voti degli investitori istituzionali.

La società di proxy advisor, Glass Lewis, consiglia di sostenere la proposta del fondo nell'assise del 24 aprile . Lo stesso fa Iss non ha portato stabilita' alla governance dell'operatore italiano che ha avuto «3 Ceo in due anni e problemi con i regolatori».

Fca continua a salire con i titoli galassia Agnelli

Fiat Chrysler Automobiles ha ripreso a salire, dopo la corsa della scorsa settimana, innescata sia dalle immatricolazioni statunitensi salite oltre le attese (del 14% a marzo) sia dalla decisione adottata dal cda della società di procedere alla separazione di Magneti Marelli e alla sua quotazione entro fine 2018, inizio 2019. In fondo al Ftse Mib, Salvatore Ferragamo è stata penalizzata da una raccomandazione di Exane Bnp Paribas che non vede partic0lari elementi di appeal per le azioni del gruppo della moda ancora impegnato nel ricambio dell'amministratore delegato.

Saipem ha vissuto tutta la seduta in rosso nel giorno in cui è emerso che Consob contesta il prospetto informativo del maxi aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro realizzato a inizio 2016 e resosi necessario per tentare il rilancio della società. .

Sul Dax sale Deutsche Bank: Sewing nuovo a.d.
A Francoforte bene Deutsche Bank dopo l'avvicendamento al vertice con l'arrivo del tedesco Christian Sewing al posto di John Cyran. Ora il mercato punta infatti su una nuova strategia che possa consentire il rilancio dell'istituto. Sewing, che viene dalla divisione commerciale della banca, per il momento si è limitato ad annunciare «decisioni difficili» sui salari in una lettera interna alla banca diffusa dal quotidiano Handelsblatt. L'obiettivo dovrebbe essere quello, più in generale, di una riduzione dei costi che quest'anno non dovrebbero superare i 23 miliardi di euro. Sotto i riflettori c'è soprattutto la divisione della banca d'investimento, in crisi e che conta 40mila dipendenti ma che continua comunque a generare una buona fetta del giro d'affari di Deutsche Bank. In una lettera aperta ai dipendenti, il nuovo numero uno dell'istituto ha indicato la priorità di «tornare ad essere profittevoli» con l' obiettivo fondamentale di raggiungere i target in termini di ricavi e costi in tutti i settori, scrive Sewing, e un ritorno alla redditività dell'investment banking.

Euro/dollaro a 1,23. Moneta Usa corregge anche su sterlina
L'euro/dollaro è passato dagli 1,2272 di venerdì sera a 1,2320 e la moneta Usa. Il dollaro è stato protagonista di una correzione anche nei confronti delle principali divise internazionali (e in particolare verso la sterlina segnando 1,4137 dollari per un pound) ma è rimasto sui livelli di venerdì il cambio dollaro/yen a 106,94. La valuta giapponese invece si è leggermente deprezzata nei confronti dell'euro scambiando in area 131,72. In occasione dell'avvio del suo secondo mandato, il presidente della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda ha confermato che l'istituto centrale continuerà con pazienza il suo attuale programmadi allentamento monetario aggiungendo che resta lontano l'obiettivo dell'inflazione al 2% confermato oggi d'intesa con il governo nipponico.

Btp: rendimento 10 anni scende all'1,77%
Chiusura in calo per lo spread BTp/Bund in un mercato secondario dei titoli di Stato che ha beneficiato del flight-to-quality innescato dai venti di guerra commerciale tra Usa e Cina. Il differenziale di rendimento tra il titolo decennale benchmark italiano (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco ha terminato la seduta a 126 punti base, in flessione di 3 punti base rispetto a ieri. Scende anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che si attesta all'1,77%, dall'1,79% di venerdì scorso.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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