Automotive

Europa, il mercato auto perde il 7,9% a giugno e chiude il semestre a -3,1%

di Filomena Greco


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2' di lettura

Mese di giugno in frenata per il mercato europeo, che nel complesso perde il 7,9% delle immatricolazioni e chiude il semestre a -3,1. Tutte le case produttrici registrano performance negative, ad eccezione di Toyota che chiude il mese in aumento del 2,2%. Inoltre, sul mercato dell'area euro più Efta, soltanto in cinque paesi (Lituania, Romania, Irlanda, Grecia e Cipro) le immatricolazioni crescono rispetto a un anno fa.

Volkswagen perde il 9,6%, unico marchio in crescita è Seat, Psa cala dell'8,2%, Renault segna un ribasso del 3,9%, con Dacia in controtendenza. Fca fa peggio del mercato e perde il 13,5%, con Jeep che riprende terreno rispetto a giugno 2018, superata nella classifica da Hyundai (-2,8%), sia nel mese che nel corso del semestre. Bmw perde il 10,1% di immatricolazioni, Ford in calo del 5,4 mentre Daimler cede l'8,2%. Fiat 500 è la vettura più venduta del segmento A sia nel mese sia nel progressivo annuo, Fiat Panda aumenta le vendite del 14,8% nel semestre.

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Secondo l'elaborazione del Centro Studi Promotor, i cinque major market che da soli valgono il 72% delle immatricolazioni, «accusano un calo del 5,6% in giugno e del 2,2% nel primo semestre». Il miglior risultato nell'area è quello della Germania che accusa un calo del 4,7% in giugno, ma chiude i primi sei mesi dell'anno con una crescita dello 0,5%, toccando il livello massimo di immatricolazioni nel decennio in corso. Il Regno Unito perde il 4,9% di vendite in giugno e il 3,4% nel semestre, mentre la Francia accusa un calo dell'8,4% in giugno e dell'1,8% nel semestre e l'Italia cala del 2,1% in giugno e del 3,5% nel primo semestre. Quello della Spagna è il peggior risultato con cali dell'8,3% in giugno e del 5,7% nel semestre.

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Secondo Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor, le cause di un mercato in contrazione sono in parte da rintracciare nella debolezza del quadro congiunturale, ma molto è dovuto alla crisi del diesel, «che determina forte indecisione nel processo di acquisto con rinvio nella sostituzione di vetture già mature per la rottamazione o per il mercato dell'usato. Manca una politica europea per accompagnare il settore dell'auto e della mobilità verso l'obiettivo zero emissioni, inoltre il rinnovo del parco auto circolante va sostenuto ed accelerato prevedendo agevolazioni soprattutto per gli automobilisti con limitata capacità di spesa».

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