ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

La nuova frenata di Wall Street pesa sull'Europa, petrolio ai minimi da gennaio

Gli investitori guardano già alla riunione della banca centrale della prossima settimana. Euro oscilla sulla soglia di 1,05 dollari

di Flavia Carletti e Andrea Fontana

La Borsa, gli indici del 6 dicembre 2022

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La frenata bis di Wall Street - con il Dow Jones che perde l’1,03%, il Nasdaq che cede il 2% e lo S&P 500 che lascia sul terreno l’1,44% - spinge ancora in rosso le Borse europee, con i timori per la recessione in arrivo che si mischiano con quelli relativi alle politiche monetarie delle banche centrali. Con le vendite indirizzate soprattutto ai titoli tecnologici, all'automotive e ai servizi finanziari, tutti i principali indici azionari europei hanno chiuso in chiara flessione: Piazza Affari è arretrata dell'1,15% ed è stata la più penalizzata. A Francoforte il Dax40 è sceso dello 0,72% e a Parigi il Cac40 è scivolato dello 0,14 per cento. Intanto, dopo la chiusura dei mercati europei, il petrolio ha accentuato la debolezza, scendendo ai minimi da gennaio scorso. L'inflazione - ha detto il numero uno di JpMorgan Jamie Dimon - sta erodendo il potere di acquisto dei consumatori e potrebbe portare l'economia statunitense in recessione, il prossimo anno. Il Pil italiano, secondo le stime Istat diffuse oggi, è atteso crescere a ritmi ancora sostenuti nel 2022 (+3,9%) per poi rallentare significativamente nel 2023 (+0,4%). Le previsioni Istat, osserva comunque Ig Markets, «aprono una nuova prospettiva che nel complesso risulta più ottimistica delle precedenti stime di giugno. L’economia si dimostra ancora resiliente con la domanda domestica che fornirà il grosso del sostegno al valore del Pil».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano Erg sotto i riflettori. Debole la Juve

Tra le big quotate sul Ftse Mib hanno tenuto Unicredit (+0,69%) grazie a una raccomandazione di JpMorgan e Prysmian (+0,42%). I migliori sono stati però Leonardo (+0,76%) in un settore difesa vivace in tutta Europa (bene Thales a Parigi, Bae Systems e Rolls-Royce a Londra) e Erg (+0,5%). La matricola del Ftse Mib beneficia a sua volta del giudizio degli analisti di Imi secondo cui il titolo ha scontato la questione del contributo sugli extraprofitti e ora si aspetta il nuovo piano a inizio 2023. Nuova flessione per Juventus Fc (-5,3%) dopo i rilievi del revisore dei conti Deloitte sul nuovo progetto di bilancio a giugno 2022.

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Greggio ai minimi da gennaio, Brent sotto 80 dollari

Dopo la chiusura dei mercari europei, si accentua la flessione dei prezzi del petrolio che tornano ai minimi da gennaio: in particolare il Brent scende sotto gli 80 dollari al barile nella consegna febbraio e tratta a 79,49 (-3,9%) mentre il Wti scende a 74,2 dollari (-3,6%) al barile nel future gennaio. Nella seduta di ieri i prezzi del greggio erano già scesi di oltre tre punti percentuali, registrano la peggiore performance delle ultime due settimane. I valori dell'oro nero risentono anche del rafforzamento del dollaro americano tornato sotto 1,05 per un euro e in generale apprezzamento sulle principali divise.

Euro oscilla sulla soglia di 1,05 dollari

Sul mercato valutario, l'euro ha chiuso in Europa sopra la soglia di 1,05 dollari trattando a 1,0521 (da 1,0518 ieri), per poi tornare a indebolirsi. Euro/yen a 143,58 (143,72), dollaro/yen a 136,48 (136,77).

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread chiude a 186 pb, rendimenti vicini a minimi agosto

Seduta vivace per i titoli di Stato scambiati sul secondario telematico Mts. L'apprezzamento dei corsi generalizzato fa scendere tutti i rendimenti dei sovrani dell'eurozona con lo spread tra i BTp e i Bund che resta pressoché invariato. In chiusura, il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano e il pari scadenza tedesco si attesta a 186 punti, stesso livello dell'apertura, in frazionale calo dai 187 punti del closing di ieri. In netto calo i rendimenti: il BTp decennale benchmark scende al 3,66% dal 3,75% indicato stamani (3,74% al closing di lunedì). Il Bund rende nel finale l'1,8 per cento. Entrambi i titoli si avvicinano ai rendimenti minimi dallo scorso mese di agosto.

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