La giornata dei mercati

Le Borse europee non reggono il passo di Wall Street che aggiorna i record

Pausa di riflessione per i listini del Vecchio Continente mentre il Dow Jones mancina record. Scivola Tesla sull’ipotesi che Elon Musk possa cedere di colpo il 10%. Intanto il mercato delle criptovalute supera i 3mila miliardi di dollari

di Enrico Miele ed Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici dell’8 novembre 2021

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee si sono prese una pausa di riflessione nella seduta dell'8 novembre, dopo la buona performance della scorsa settimana che ha consentito ai principali indici di aggiornare i nuovi massimi sul 2021. Oltreoceano, invece, Wall Street continua a salire festeggiando l’approvazione da parte della Camera del maxi-piano infrastrutturale promosso dal presidente Joe Biden da oltre mille miliardi di dollari.

Wall Street chiude positiva e aggiorna i propri record. Il Dow Jones sale dello 0,28% a 36.431,39 punti, il Nasdaq avanza dello 0,07% a 15.982,36 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,09% a 4.701,72 punti.

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Il FTSE MIB, pur in flessione, è riuscito a difendere la soglia di 27.700 punti (chiudendo a 27.711 punti), mentre lo spread è calato a 113,5 punti. A Piazza Affari si è messa in evidenza Buzzi Unicem, visto che l'azienda potrebbe beneficiare del piano Usa, insieme ad altre società italiane attive nel comparto delle infrastrutture e costruzioni: da Webuild a Salcef Group. In rialzo le azioni petrolifere, con Tenaris in progresso ancora sulla scia della trimestrale. Banca Generali, aggiornando nuovi record, ha spinto la propria capitalizzazione sopra i 5 miliardi di euro. Per contro è finita in "rosso " Telecom Italia, in retromarcia dopo la volata delle ultime sedute e nell’attesa delle novità che potrebbero emergere dal prossimo cda.

Tonici i listini di Wall Street, che registrano però lo scivolone di Tesla dopo il sondaggio lanciato su Twitter da Elon Musk, che aveva chiesto agli utenti: «Il grosso delle mie plusvalenze virtuali sono una forma di elusione fiscale. Quindi propongo di vendere il 10% delle mie azioni Tesla. Che ne pensate?».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Buzzi festeggia conti e piano infrastrutturale Usa

I conti trimestrali e il piano infrastrutturale Usa approvato dalla Camera sono stati alla base del forte rialzo di Buzzi Unicem, che ha chiuso in testa al FTSE MIB, in un settore costruzioni complessivamente positivo in Europa. Venerdì (5 novembre) la società ha diffuso i dati sul fatturato dei primi nove mesi del 2021 sostenuti in particolare dal mercato americano: i ricavi sono aumentati del 5,6% a 2,541 miliardi di euro, mentre nel terzo trimestre l'incremento e' stato del 5,1% a 933 milioni. Numeri sopra le attese che hanno consentito alla società di confermare la previsione di un margine operativo lordo ricorrente nel 2021 non superiore a quello dell'anno precedente, quindi intorno ai 780 milioni di euro, anche in presenza di un quarto trimestre impattato dall'attuale incremento dei prezzi per energia, logistica, materie prime, servizi e combustibili.

Ma l'attenzione degli investitori guarda anche al medio termine considerata l'esposizione di Buzzi negli Stati Uniti (il 38% del fatturato dei primi nove mesi viene dagli Usa) e il piano infrastrutturale varato dall'amministrazione Biden e approvato nei giorni scorsi dalla Camera Usa. Per Equita Sim, infatti, Buzzi, che in Usa ha generato nel 2020 il 57% dell'ebitda, sarà tra i beneficiari del piano i cui impatti inizieranno a essere visibili dal 2023.

Al top Banca Generali, giù Nexi e Banco Bpm

Sul Ftse Mib si è invece messa in luce Banca Generali, che è salita ai massimi storici e ha superato per la prima volta quota 5 miliardi in termini di capitalizzazione di Borsa. Nel resto d'Europa, Richemont ha guadagnato terreno a Zurigo dopo l'ingresso nel capitale del fondo attività Third Point, che avrebbe chiesto misure per sostenere le quotazioni del titolo. A Francoforte è scivolata Henkel, che ha abbassato i target 2021 a causa della fiammata dei prezzi delle materie prime. Le vendite hanno penalizzato in particolare Nexi e Banco Bpm. Ai primi posti del FTSE MIB, invece, si è piazzata Tenaris grazie al rialzo del greggio.

Tim in retromarcia dopo il recente +11%

Telecom Italia si è sgonfiata di colpo dopo un tentativo di allungo nei primi minuti di contrattazione e il +11% messo a segno nelle ultime tre sedute grazie alle numerose indiscrezioni sul progetto della rete unica e sull'interesse di diversi fondi di investimento sia per gli asset infrastrutturali sia per l'intero gruppo.Nel fine settimana, infatti, i rumor di stampa si sono concentrati sul possibile ruolo del fondo Kkr, già socio di minoranza di Tim in FiberCop (la società proprietaria della rete secondaria di Telecom) ma anche dell'interesse sul dossier Telecom di altri fondi come Cvc, Bain e Eqt. Secondo Ubs, la debolezza dei fondamentali di Tim e il deterioramento della posizione competitiva dell'azienda potrebbero rendere necessario un approccio «fuori dagli schemi» dal punto di vista strategico ma sulla rete fissa, che è l'asset di maggiore valore, la banca svizzera ipotizza un riassetto più favorevole agli azionisti con uno spin-off che assegni una azione per la rete infrastrutturale e una per il business tradizionale.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Euro in rialzo, sale il petrolio

Sul mercato dei cambi, il cambio tra euro e dollaro è trattato a 1,1572 (da 1,1557 di venerdì 5 novembre). La moneta unica vale anche 131,32 yen (131,08), mentre il rapporto dollaro/yen è a 113,48 (113,42). In rialzo sul finale di seduta anche il prezzo del petrolio: il future dicembre sul Wti sale dell'1,5% a 82,49 dollari al barile, mentre la consegna gennaio sul Brent guadagna l' 1,24% a 83,77 dollari.

Sull'obbligazionario, è in lieve aumento lo spread BTp-Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco è indicato a 116 punti base dai 115 punti del finale del 5 ottobre. In leggero aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark allo 0,89%, dallo 0,88% del closing precedente.

Criptovalute valgono 3mila miliardi $

Il mercato delle criptovalute, intanto, ha superato per la prima volta i 3mila miliardi di dollari, complice il maggiore interesse della finanza tradizionale e degli investitori, attirati dai forti rialzi delle valute. Stando a CoinGecko, che monitora oltre 10mila criptovalute, il valore del mercato nel suo complesso è arrivato infatti a 3.007 miliardi. In particolare, il Bitcoin, che rappresenta oltre il 40% del mercato, sale del 6,4% a 65.906 dollari, dopo avere aggiornato il massimo storico a 66.360 dollari, mentre Ethereum, la seconda maggiore criptovaluta (poco meno del 20% del mercato), sale del 2,8% a 4.722 dollari, dopo avere toccato il massimo di 4.768 dollari.

Gli analisti di SwissQuote parlano di «un mercato che si sta gonfiando a un ritmo impressionante», con un movimento spinto «un po' dalla speculazione e un po' da motivi reali», per esempio il lancio sul mercato americano di un Etf legato a Bitcoin, che permette agli investitori di scommettere sulla criptovaluta. Detto questo, le preoccupazioni non mancano: «I rischi sono elevati a causa della volatilità e delle pressioni dei regolatori», hanno detto gli esperti, che temono «una bolla come quella di internet negli anni Duemila».


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