ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Chiusura contrastata in Europa. A Piazza Affari (+0,07%) brilla Amplifon

Sugli indici europei, partiti più tonici, ha pesato il calo del Pil dell'Eurozona nel primo trimestre. Dollaro in ribasso, oro ai massimi in tre mesi e mezzo. Bitcoin ancora in calo

di Flavia Carletti e Andrea Fontana

Aggiornato alle 16.00

La Borsa, gli indici del 18 maggio 2021

5' di lettura

Chiusura contrastata per le Borse europee al termine di una seduta a due facce, con un freno innescato dalle vendite sul settore delle telecomunicazioni sottotono dai due lati dell'Atlantico complice il tonfo di Vodafone a Londra dopo i conti e le performance di At&t a Wall Street. Dopo una prima parte della giornata in buon rialzo, gli indici si sono indeboliti. Sui listini è prevalsa la cautela ed è passato in secondo piano l'ottimismo sulla prospettiva che il progressivo allentamento delle restrizioni anti Covid nella maggior parte dei paesi europei possa sostenere la ripresa del settore servizi e in generale dell'attività economia. Gli indici hanno cominciato a rallentare dopo la pubblicazione dei dati sul Pil dell'Eurozona, che nel primo trimestre è calato dello 0,6% congiunturale, e sull'occupazione, scesa dello 0,3 per cento. A Piazza Affari il Ftse Mib è salito dello 0,07%, quando a Parigi il Cac40 è scivolato dello 0,21%, a Francoforte il Dax30 dello 0,07%, a Londra il Ftse100 ha chiuso piatto (+0,02%) e a Madrid l'Ibex35 è salito dello 0,31 per cento.

A Wall Street occhi sulle mosse della Fed, indici fiacchi

Prosegue contrastata la seduta a Wall Street. In leggero rialzo i titoli tech (+0,27%), sotto pressione dall'inizio del mese a causa del timore che l'inflazione possa spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi d'interesse prima del previsto. A pesare sull'andamento giornaliero è il deludente dato sul settore delle costruzioni: ad aprile, i nuovi cantieri edili avviati negli Stati Uniti sono diminuiti del 9,5%, contro attese per un calo del 2,2%, con i permessi edilizi aumentati dello 0,3%, contro attese per un +0,8 per cento. A provocare il forte calo sono stati il deciso aumento dei costi delle materie prime, la mancanza di spazi per costruire e le difficoltà a trovare lavoratori esperti nel settore. A causa dell'aumento dei costi, i prezzi delle case sono a livelli record e stanno salendo al passo più veloce degli ultimi 15 anni.

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Scatto di Amplifon in scia della svizzera Sonova

In evidenza Amplifon (+2,7%) in scia all'exploit della concorrente svizzera Sonova che ha stimato per l'esercizio in corso un incremento dei ricavi tra il 24% e il 28%. Tim (-1,1%) è stata con Prysmian (-1,2%) la peggiore del Ftse Mib scontando la giornata negativa del settore tlc causato dal tonfo a Londra di Vodafone (-8,5%) che ha riportato utili per l'esercizio 2020/21 sotto le previsioni. Poche scosse in Borsa dall'operazione Fininvest-Mediobanca: l'uscita della holding dei Berlusconi da Piazzetta Cuccia fa ipotizzare un rafforzamento di Leonardo Del Vecchio (attraverso Delfin) nella banca d'investimento ma le azioni di Mediobanca hanno chiuso a +0,9 per cento. La seduta di Borsa è stata positiva per le banche e per il settore lusso. Tra i gruppi del credito in evidenza Monte dei Paschi (+6,6%), bene anche Unicredit (+0,9%), Banco Bpm (+0,7%) e Bper (+0,45%). Positiva, anche se sotto i massimi di giornata, Saipem (+0,38%) grazie all'estensione di due contratti di perforazione in Arabia Saudita e Colombia.

Generali perde slancio iniziale dopo i conti

Ha perso lo slancio iniziale Generali a Piazza Affari, per chiudere poco sopra la parità. La compagnia ha reso noto di aver chiuso il periodo gennaio-marzo con un risultato operativo di 1,6 miliardi (+11%) e premi lordi a 19,7 miliardi (+4,2%), in aumento sia nel Vita (+5,5%) sia nel Danni (+1,9%). Il Combined Ratio migliora ulteriormente all'88,0% (-1,4 punti percentuali), a fronte di New Business Margin a 4,44% (+0,4 punti percentuale). Tutto ciò si riflette sull'utile netto in aumento a 802 milioni dai 113 milioni dello stesso periodo del 2020. La posizione di capitale del gruppo è «estremamente solida con il Solvency Ratio al 234% (224% a fine 2020), che beneficia di un'eccellente generazione di capitale e dell'andamento positivo del mercato».

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread migliora nel finale, chiude a 119 punti base

Seconda parte di seduta positiva per i titoli di Stato italiani scambiati sul secondario telematico Mts. Lo spread tra BTp e Bund, risultato poco mosso in avvio, si è ristretto nella seconda parte di seduta. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmar e il pari scadenza tedesco è indicato al closing a 119 punti base (122 lunedì e in avvio di seduta). Cala il rendimento del decennale benchmark che si attesta all'1,1% dall'1,12% di stamani (1,11% il riferimento precedente).

Dollaro in calo, battuta d'arresto per il petrolio

Sul mercato valutario, l'euro torna sopra 1,22 dollari dopo quasi tre mesi in ragione della debolezza generale del biglietto verde dovuta all'allentarsi dei timori di una stretta monetaria anticipata da parte della Federal Reserve per contenere i rischi inflativi: il cambio si attesta a 1,2214 (da 1,2146 ieri). Dollaro/yen a 108,91 (da 109,20). Euro/yen a 133 (da 133,64). Il petrolio Wti registra un forte calo alla notizia che sono stati fatti progressi significativi nei negoziati sul nucleare iraniano e che un accordo potrebbe essere annunciato domani. Il barile perde 1,73 dollari, il 2,6%, a 64,54 dollari, dopo essere sceso fino a una minimo di 64,11 dollari. Nella seduta di lunedì aveva chiuso a 66,27 dollari al barile, il prezzo più alto dal 21 aprile 2019, e nel pre-mercato aveva superato i 67 dollari. Intanto il contratto sul Brent del Mare del Nord consegna Luglio si allontana da quota 70 dollari al barile e scambia a 69,2 dollari.

Oro ai massimi in oltre 3 mesi

In rialzo anche l'oro, che molti investitori scelgono come protezione nei confronti di un aumento delle pressioni inflazionistiche: il metallo giallo con consegna spot è ai massimi da tre mesi e mezzo a 1.869,06 dollari l'oncia. «Gli investitori stanno bilanciando le loro posizioni lunghe sui titoli acquistando il più classico dei beni rifugio.
Da un punto di vista tecnico non è cambiato nulla, con un solido trend rialzista per il lingotto», scrivono gli analisti di ActivTrades.

Il bitcoin continua a perdere terreno

Il bitcoin perde oggi il 4% a 43.010 dollari, in scia ai forti cali degli ultimi giorni. La correzione del mercato 'toro' per il bitcoin potrebbe essere però arrivata alla fine, secondo l'indice di forza relativa (Rsi), un indicatore tecnico sulle oscillazioni. L'indice sui 14 giorni è sceso a 53, un livello che in passato ha segnato la fine delle correzioni sul mercato 'toro', come nel 2016-17, si legge sul sito CoinDesk. Nelle ultime quattro settimane, il bitcoin ha perso il 35%, scendendo da 64.801 a 42.000 dollari. I commenti su Twitter dell'amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, potrebbero aver spinto alcuni investitori retail a vendere, ma i grandi investitori avevano già cominciato a farlo. Si resta comunque in un mercato 'toro', con la criptovaluta ancora in crescita del 365% rispetto a un anno fa. Lunedì, Musk ha chiarito che la sua società non ha venduto alcun bitcoin, dopo che un suo scambio di messaggi su Twitter aveva fatto credere a molti investitori che potesse averlo fatto, dopo aver già sospeso l'uso della criptovaluta per l'acquisto delle auto Tesla. Anche Ether (Ethereum), seconda criptovaluta per capitalizzazione, perde circa il 4% a 3.300 dollari. Dogecoin, dopo i recenti rialzi provocati da Musk, perde il 3% a 0,47 dollari; nei giorni scorsi, Musk ha ipotizzato i pagamenti per i veicoli Tesla in Dogecoin e ha annunciato che la sua società spaziale SpaceX accetterà Dogecoin come finanziamento per la missione lunare del prossimo anno. Inoltre, la piattaforma Coinbase ha comunicato che aggiungerà il Dogecoin alla sua offerta di criptovalute entro 8 settimane.

Eurozona, in I trim. giù Pil e occupazione

Nel primo trimestre del 2021, il Pil destagionalizzato dell'Eurozona è diminuito dello 0,6% rispetto al trimestre precedente (-0,4% nella Ue). Lo afferma Eurostat nella stima rapida. Questa flessione segue il calo segnato nel quarto trimestre del 2020 (-0,7% nell'area dell'euro e -0,5% nell'Ue) dopo un forte rimbalzo nel terzo trimestre del 2020 (+12,5% nell'area dell'euro e +11,7% nell'area dell'euro). Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, il Pil destagionalizzato è diminuito dell'1,8% nell'area dell'euro.
Inoltre, il numero di occupati è diminuito dello 0,3% sia nell'area dell'euro che nell'Ue nel primo trimestre, rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre l'occupazione era aumentata dello 0,4% sia nell'area dell'euro che nell'Ue. Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, l'occupazione è diminuita del 2,1% nell'area dell'euro e dell'1,8% nell'Ue.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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