la giornata dei mercati

Europa in rosso. L’euro si rafforza sopra 1,15$ nell’attesa di Draghi

di Eleonora Micheli

4' di lettura

Le Borse europee (segui qui i principali indici) sono peggiorate a metà giornata, mentre si avvicina l'apertura di Wall Street. Gli investitori sono curiosi di vedere come reagirà il mercato Usa alle ultime notizie sul flop del presidente, Donald Trump, sulla riforma sanitaria. Ieri il capo della casa Bianca ha accusato un duro colpo, vedendo naufragare in Senato il tentativo di cancellare e rimpiazzare l’Obamacare, la riforma realizzata dall’ex presidente, Barack Obama, sulle coperture sanitarie. Intanto la notizia ha pesato sull'andamento del biglietto verde, che si è portato ai minimi da dieci mesi su un basket formato dalle principali valute. Nei confronti dell'euro il dollaro si è portato su livelli che non vedeva da inizio maggio 2016(segui qui i principali cross). Per altro a spingere l'euro nei confronti del biglietto verde è anche l'attesa per le parole che giovedì

pronuncerà il numero uno della Banca centrale europea, Mario Draghi, al termine della riunione del consiglio direttivo dell’istituto centrale, chiamato a prendere decisioni in materia di politica monetaria. Anche se gli esperti danno per scontato uno statu quo, gli investitori saranno attenti al discorso del presidente Draghi per presagire le future decisioni, soprattutto relativamente al quantitative easing, in scadenza a fine anno, e a un eventuale rialzo dei tassi, possibile nel 2018.

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Banche deboli, si ragiona sulle sofferenze

A Piazza Affari sono deboli le azioni delle banche, mentre gli investitori ragionano sulle sofferenze del sistema che secondo Morgan Stanley impiegheranno ben 10 anni per scendere ai livelli europei .

Questo, secondo gli esperti, potrebbe accelerare la creazione di una bad bank di sistema. Ipotesi che questa mattina ha sospinto in alto diversi titoli, poi scivolati nel pomeriggio.Arginano le perdite le Banco Bpm, anche in vista del'incasso che l'istituto si appresta a ottenere dalla cessione di Aletti Gestielle ad Anima Holding. Ritracciano le Banca Pop Emilia Romagna, dopo la corsa delle ultime sedute. Unicredit perde quota all'indomani della cessione di un pacchetto di sofferenze da 17,7 miliardi .

Telecom sotto la lente, scattato il conto alla rovescia per semestre

Telecom Italia continua a essere la sorvegliata speciale di Borsa, nell’attesa di eventuali ribaltoni ai vertici, con la poltrona di Flavio Cattaneo che risulta traballante, in base alle ultime indiscrezioni, sebbene il manager abbia smentito. In più è scattato il conto alla rovescia sia per il bond convertendo in azioni Telecom, che nel 2014 emise Telefonica e che scade il 24 di luglio, sia per i conti del semestre che verranno diffusi il 27 luglio. Conti che dovrebbero essere ancora in miglioramento, secondo le stime degli analisti e anche le indicazioni che aveva dato Cattaneo nelle scorse settimane.

Fca e Generali deboli, St difende le pozioni

Sono in calo le Fiat Chrysler Automobiles e le Generali. Le Stmicroelectronics, dopo un avvio tonico, hanno imboccato la strada del ribasso. Nelle ultime sedute le azioni si erano riscattate, sull'onda un report favorevole di Jefferies che invitava a scommettere sulle commesse in arrivo da parte di Tesla e di Apple.

Pharmanutra in volata di oltre il 50% su Aim nel giorno debutto

Debutto da annali della storia per le azioni della società pisana Pharmanutra, specializzata nella produzione di nutraceutici e dispositivi medici. Sulle prime battute i titoli non sono riusciti a far prezzo, poi sono entrati in contrattazione segnando un rialzo di oltre il 50% rispetto al prezzo di collocamento. Una performance così non si vedeva dai tempi della new economy.
Pharmanutra è attiva nella ricerca, sviluppo e commercializzazione di prodotti nutraceutici innovativi e di dispositivi medici. Il flottante al momento dell’ammissione sul mercato Aim Italia è del 23,97%. PharmaNutra è leader nella propria nicchia di mercato in Europa e assoluto numero uno a livello mondiale per quota di mercato in Spagna, Emirati Arabi, Iran Romania e Austria. In Italia il successo è abbinato soprattutto all'invenzione di un prodotto altamente innovativo come il SiderAL, a base di ferro sucrosomiale, l'integratore di ferro più efficace sul mercato. L'azienda toscana ha circa 50 dipendenti e conta su una rete di circa 150 informatori scientifici commerciali. L'anno scorso ha registrato un fatturato consolidato di circa 33 milioni di euro e un margine operativo lordo di circa 7,5 milioni di euro. Per contro Culti Milano, la matricola sbarcata ieri su Aim, oggi subisce la pressione dei realizzi.

Petrolio sopra 46$ , si placa tempesta sui titoli di stato

Il petrolio, dopo un avvio stabile, ha imboccato la strada del rialzo, con il wti che punta verso quota 47 dollari al barile (segui qui Brent e Wti). E' in retromarcia lo spread tra titoli di stato italiani e tedeschi a dieci anni, così come il rendimento dei Btp a dieci anni che si attesta al 2,2%. Quasi a dimostrazione che si sta placando la tempesta che invece si era scatenata la scorsa settimana sui bond governativi di tutta Europa, con i rendimenti che si sono repentinamente innalzati.

Prezzi import rallentano il passo negli States

Intanto negli States è stato annunciato che i prezzi all'importazione sono calati in giugno, seppure meno delle previsioni, sulla scia del calo dei prezzi del petrolio. Questo potrebbe incidere sull'andamento dell'inflazione. Secondo i dati del Dipartimento del Lavoro americano, i prezzi all'importazione sono scesi dello 0,2%, mentre gli analisti attendevano un calo dello 0,3%. In maggio il dato era sceso dello 0,3%. Su base annuale, ovvero rispetto a giugno 2016, il dato è in rialzo dell'1,5%. I prezzi delle importazioni di petrolio sono diminuiti nel mese del 2,2%, mentre quelli dei prodotti non petroliferi sono saliti dello 0,1% nel mese e dell'1,4% negli ultimi dodici mesi, il rialzo annuale maggiore da marzo 2012. I prezzi delle esportazioni sono calati dello 0,2% dal mese precedente e salgono dello 0,6% rispetto a giugno 2016. Gli Stati Uniti importano circa 2.700 miliardi di dollari di beni e servizi ogni anno, circa il 16% del Pil.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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