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Borse Ue in rosso tra l'allarme Ocse e la vigilia della Bce, a Milano (-0,5%) non basta Bper

Il taglio delle stime sul Pil mondiale e l’imminente riunione della Banca centrale europea hanno zavorrato la seduta. A Piazza Affari nel finale occhi su Mediobanca, che ha accelerato di colpo fino a chiudere quasi in testa al Ftse Mib. Petrolio in rialzo, si rafforza l’euro

di Enrico Miele

Aggiornato alle 22,10

La Borsa, gli indici dell’8 giugno 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’allarme crescita dell’Ocse e la vigilia per la riunione della Bce hanno zavorrato la seduta delle Borse europee, nervose fin dalle prime battute. A Milano, nel finale, occhi su Mediobanca che ha accelerato di colpo in scia ai rumors riguardanti nuovi movimenti di Leonardo Del Vecchio e Francesco Gaetano Caltagirone su Piazzetta Cuccia. Uno sprint che, unito a quello di Banca Pop Er in vista del nuovo piano industriale, non è però bastato al listino principale milanese per chiudere in territorio positivo (FTSE MIB).

Anche Wall Street chiude in calo. Il Dow Jones perde lo 0,81% a 32.910,38 punti, il Nasdaq cede lo 0,73% a 12.086,27 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,08% a 4.115,72 punti.

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A livello europeo, la tensione palpabile sui mercati è in particolare legata all’avvicinarsi delle meeting del consiglio direttivo della Banca centrale europea, in calendario domani 9 giugno, mentre gli investitori continuano a interrogarsi sugli effetti della stretta di politica monetaria. Ma l’allarme del giorno porta la firma dell'Ocse che, dopo il monito della Banca mondiale sulla stagflazione, ha tagliato le stime sulla crescita globale, che quest'anno salirà solo del 3% (sei mesi fa la previsione era +4,5%), visto che «la guerra della Russia contro l'Ucraina farà pagare un prezzo pesante al mondo». Terminano la seduta in "rosso" anche il CAC 40 di Parigi, dopo che il deficit commerciale è salito a livelli record ad aprile a causa della guerra, e il DAX 40 di Francoforte, con la Germania che registra dati in chiaroscuro sulla produzione industriale. Deboli anche l'IBEX 35 di Madrid, l'AEX di Amsterdam e il FT-SE 1000 di Londra.

A Milano brilla Bper, sprint finale per Mediobanca

Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione le banche si sono mosse a due velocità: Banca Pop Er ha chiuso in testa al Ftse Mib dopo essere stata promossa dagli analisti di Jefferies e in vista della presentazione del nuovo piano industriale al 2025 che si terrà venerdì, mentre ha perso terreno Banco Bpm. Terminano in fondo al listino il lusso con Moncler, il risparmio gestito con Banca Generali e gli energetici con Enel. Acquisti anche sul settore auto (da Ferrari a Stellantis) mentre il Parlamento europeo è chiamato a votare sullo stop alle vendite di vetture a benzina e diesel dal 2035. Debole la compagnia Generali dove resta il nodo della governance dopo la "fumata nera" sulla scelta del nuovo ingresso in cda al posto di Francesco Gaetano Caltagirone. Acquisti su Prysmian, dopo che Goldman Sachs ha rivisto al rialzo i target di redditività per gli esercizi 2022 e 2023, nonché il target price a 43 euro dai precedenti 40.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Ocse: «Colpo all'economia mondiale, Pil 2022 solo +3%»

L'economia mondiale crescerà quest'anno solo del 3% e l'anno prossimo del 2,8% (dal +5,8% nel 2021). Sono queste le nuove stime dell'Ocse che a dicembre prevedeva 4,5% e 3,2%). «La guerra della Russia contro l'Ucraina farà pagare un prezzo pesante al mondo. Dato che la Russia e l'Ucraina sono grandi esportatori di materie prime, la guerra ha fatto salire alle stelle i prezzi dell'energia e dei generi alimentari, rendendo la vita molto più difficile a molte persone in tutto il mondo», è scritto nel rapporto pubblicato nelle scorse ore nel quale viene aggiunto: «La misura in cui la crescita sarà più bassa e l'inflazione più alta dipenderà da come si evolverà la guerra, ma è chiaro che i più poveri saranno i più colpiti. Il prezzo di questa guerra è alto e dovrà essere condiviso».

Spread chiude a 211 punti, rendimento al top dal 2018

Proseguono le vendite sul reddito fisso dell'Eurozona con il decennale tedesco che balza ad un rendimento dell'1,36 per cento. I BTp scambiati sul secondario telematico recuperano dai minimi della mattinata e lo spread con i Bund nel finale risulta poco mosso rispetto a ieri. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato nel finale a 211 punti base (213 punti in avvio e 210 al closing del 7 giugno). Il rendimento dei decennali italiani continua a salire: nel finale è indicato al 3,47% (3,40% al closing della vigilia), nuovo massimo da fine 2018.

Euro si rafforza, yen ancora giù. Petrolio in rialzo

Sul mercato valutario euro in rafforzamento a 1,0722 dollari da 1,0696 ieri in chiusura. Continua a perdere quota lo yen, mentre la banca centrale giapponese resta ferma sulle sue posizioni accomodanti anche a fronte del rialzo generalizzato dei tassi nel resto del mondo. La divisa giapponese, dopo aver toccato i minimi da 20 anni contro il dollaro, ha fatto segnare anche un minimo da 7 anni contro l'euro: la moneta unica europea vale 143,64 yen (da 141,74) e il dollaro 134,01 (da 132,53). Petrolio in rialzo, con il Brent agosto a 122,07 dollari al barile (+1,24%) e il Wti luglio a 121,04 (+1,37%). Prezzi del gas naturale sotto gli 80 euro per megawattora: sulla piattaforma olandese Ttf il contratto per luglio perde l'1,1% a 78,7 euro per megawattora.

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