BILANCIO DI UN ANNO

Europa: top e flop del 2018 fra manovra, Brexit e Orbán

di Alberto Magnani


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(IMAGOECONOMICA)

4' di lettura

Non è stato un anno facile per l’Europa. A pochi giorni dal 2019, si possono tracciare i primi bilanci di chi è uscito bene (o male) da 12 mesi che hanno scosso più di un equilibrio interno alla Ue. Fra i “top” il numero uno della Bce Mario Draghi e Pierre Moscovici, tra i flop Emmanuel Macron e la manovra del governo italiano.

Top

Mario Draghi: il governatore Bce è passato da difensore dell'euro a paladino dell'Europa in blocco. I destini dei due sono incrociati, come Draghi ha ricordato bacchettando le pulsioni populiste del Continente e gli attacchi all'integrazione economica («Occorre completare almeno l’unione bancaria»). Whatever it takes

Pierre Moscovici: il commissario europeo per gli Affari economici e monetari è uscito a testa alta dal braccio di ferro con il governo italiano sulla manovra: deficit ridotto, testo rivisto e rapporti in via di distensione con Roma. L'eurodeputato Angelo Ciocca può riallacciarsi le scarpe.

Margrethe Vestager: L'agguerrita commissaria alla Concorrenza ha fatto notare ai big tech che l'Europa esiste, infilzandoli con multe miliardarie. C'è chi dice che il futuro sia su uno scranno più alto dei vertici Ue. Per ora sta lavorando su un terzo filone di indagine su Google, dopo le due sanzioni da 2,4 e 4,3 miliardi inflitte nel 2017 e 2018 su Google Shopping e Android

Europa VS Polonia: Lo stato di diritto è un concetto ornamentale? Beh, no. Il tribunale Ue ha obbligato Diritto e giustizia, il partito di governo polacco, alla retromarcia sulla “purga” ai magistrati sgraditi

Roaming: L'Unione europea non è solo «quella cosa che ci permette di chiamare come se fossimo in Italia». Ma anche sì: a un anno dall'abolizione delle tariffe roaming (2017), in Europa si comunica a prezzo uguale quasi ovunque

Il budget Greco: Atene resta schiacciata da debiti e ritardi strutturali, ma sta varando la prima manovra senza aiuti di stato (dopo otto anni) e prevede un sussulto di crescita per il 2019. Kalí týchi!

Populisti ed europeisti: il fronte sovranista cresce. Quello filoeuropeo pure. Mano a mano che si avvicina il voto delle Europee, la rabbia anti-Ue si bilancia a forze che tentano di difendere l'integrazione comunitaria

George Soros: la Central european university del finanziere americano George Soros è stata di fatto espulsa dall'Ungheria. Il suo fondatore l'ha trasferita a Vienna, in casa del populista (occasionale) Sebastian Kurz, incassando anche la copertina come uomo dell'anno del Financial Times

Flop

Manovra del popolo: il balcone è lontano. La manovra del popolo Lega-Cinque stelle è uscita (molto) ridimensionata da un tira e molla con Bruxelles iniziato a ottobre e tutt'oggi in corso d'opera

Facebook: non bastassero gli scivoloni domestici, il social di Mark Zuckerberg è incalzato dalle autorità europee e ha perso 2 milioni di utenti nel Vecchio Continente. Per fortuna che c'è Instagram (e per fortuna che è suo)

Brexit: meno di 100 giorni all'addio fra Londra e Bruxelles, ancora nessun accordo per il divorzio diplomatico e lo spettro di un secondo referendum per la permanenza nella Ue. A gennaio arriva il voto in Parlamento sull'accordo strappato da May. Auguri

Macron: già finita la magia? La rivolta dei gilet gialli è l'apice di un anno da dimenticare per il presidente dell'Eliseo, colato a picco nella popolarità dei suoi concittadini. Note positive: da qui si può solo risalire (forse)

Il copyright: la direttiva sul copyright è diventata un campo di battaglia e, soprattutto, un terreno di scontro più feroce del solito fra lobbisti. La tutela del diritto d'autore dovrebbe essere al suo centro, ma ormai se ne parla poco. E male

Ppe e Spd Il Ppe è incalzato a destra dai cosiddetti partiti sovranisti e non riesce a scrollarsi di dosso Fidesz, il partito di Viktor Orbán (vedi sotto). I socialdemocratici sono in caduta libera e non riescono più a convincere il loro ex elettorato, a beneficio dei Verdi

In attesa di giudizio

Angela Merkel Il suo addio alla guida della Cdu ha provocato un terremoto politico in Germania ed Europa, ma la cancelliera potrebbe avere grosse novità in arrivo. Come il vertice del Consiglio europeo

Gdpr Sei mesi sono pochi per valutare l'efficacia di un regolamento. Il nuovo impianto Ue per la protezione dei dati ha creato un primo modello armonizzato di tutela della privacy, ma anche offerto un assist involontario ai colossi tecnologici (capacissimi di attenuare qualsiasi impatto, a differenza delle startup…)

Viktor Orbá n Sanzionato dall'Europa, considerato alla stregua di dittatore, ma ancora intoccabile per i suoi alleati del Ppe e la Germania di Angela Merkel. Quella di Orbán è una delle figure che potrebbero catalizzare di più l'attenzione per il 2019. Nel bene o (prevalentemente) nel male

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