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Europarlamento: pronti ad alzare nuovo obiettivo taglio Co2, -60% entro il 2030

Il 5% più dell’ultima proposta della Commissione. In realtà, per molti parlamentari, meno ambizioso di quanto appaia perché per raggiungerlo conterebbero anche le emissioni rimosse attraverso i pozzi di assorbimento del carbonio

di Antonio Pollio Saiimbeni

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Il 5% più dell’ultima proposta della Commissione. In realtà, per molti parlamentari, meno ambizioso di quanto appaia perché per raggiungerlo conterebbero anche le emissioni rimosse attraverso i pozzi di assorbimento del carbonio


2' di lettura

Il 5% più dell’ultima proposta della Commissione: questo si apprestano a proporre gli europarlamentari la prossima settimana. Si tratta della riduzione del 60% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 a fronte della recente proposta di Ursula von der Leyen di portare l’obiettivo dal 50 al 55% rispetto ai livelli del 1990. Lo ha confermato il presidente della commissione ambiente Pascal Canfin (Renew Europe) nel corso del confronto con il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans.

Si tratta di un target che viene rafforzato anche dal piano anti-crisi e del nuovo bilancio Ue 2021-2027 concordato a luglio dai governi e attualmente sotto negoziato con il Parlamento europeo.

Per molti il nuovo target è meno ambizioso di quanto sembri

Molti deputati hanno espresso la preoccupazione che il nuovo obiettivo per il 2030 proposto dalla Commissione sia in realtà meno ambizioso di quanto appaia perché per raggiungerlo conterebbero anche le emissioni rimosse attraverso i pozzi di assorbimento del carbonio. Timmermans ha difeso un obiettivo «netto» per il 2030 affermando che i pozzi di assorbimento del carbonio sono necessari per raggiungere la neutralità del carbonio e sono pienamente in linea con gli impegni internazionali.

Serve sforzo straordinario per ridurre emissioni

La valutazione della Commissione e del Parlamento è che occorre uno sforzo straordinario perché le emissioni inquinanti non stanno diminuendo abbastanza velocemente. Cionondimeno c’è il timore che i Paesi extra Ue non seguano l’Unione europea nei suoi obiettivi più ambiziosi.

Lo sforzo è invertire la logica tradizionale: stop alla corsa al ribasso degli standard e corsa verso l’alto, cioè verso obiettivi e politiche migliori coerenti con gli impegni globali. Entro giugno 2021 la Commissione presenterà proposte per rivedere la legislazione su sistema di scambio di quote di emissioni, efficienza energetica, energie rinnovabili, rafforzamento degli standard di CO2 per i veicoli stradali per consentire alla Ue di raggiungere gli obiettivi pro clima.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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