le conclusioni della commissione

Europarlamento: proteggere chi rivela pratiche di evasione fiscale

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1' di lettura

Gli informatori che rivelano pratiche di evasione fiscale vanno protetti. Il “consiglio” arriva dalla commissione speciale di indagine del Parlamento europeo (creata in seguito alle rivelazioni dei Panama Papers), secondo cui è necessario anche concordare una definizione comune internazionale di “centro finanziario offshore”, paradiso fiscale, paradiso segreto, giurisdizione non cooperativa e paese ad alto rischio. In più, nelle sue conclusioni, la commissione suggerisce di migliorare le regole sugli intermediari.

Nel rapporto conclusivo la commissione fa il punto sulle pratiche per prevenire il riciclaggio e l’evasione fiscale su scala globale ed europea. Gli europarlamentari raccomandano anche di definire un sistema più stretto di sanzioni a livello europeo per colpire le pratiche abusive in materia di evasione fiscale. Infine, la Commissione deve avere maggiori risorse per definire la lista dei paesi ad alto rischio per il contrasto all’evasione su scala globale.
Il co-rapporteur della commissione dei deputati europei, Petr Jezek (gruppo liberale) è molto critico per l’assenza di impegni degli Stati membri e della Commissione su tutta questa materia: «Le pratiche emerse rivelate dai Panama Papers non sarebbero mai potute avvenire se gli Stati e la Commissione avessero preso le loro responsabilità seriamente».

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