Europa

EuroParlamento, il turismo domestico non compenserà lo stop di arrivi dall’estero

Il settore viaggi e turismo contribuisce per circa il 10% del pil totale dell’Unione europea. L'Organizzazione mondiale del turismo prevede una riduzione del 60-80% degli arrivi internazionali

di Antonio Pollio Salimbeni

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(ANSA)

Il settore viaggi e turismo contribuisce per circa il 10% del pil totale dell’Unione europea. L'Organizzazione mondiale del turismo prevede una riduzione del 60-80% degli arrivi internazionali


2' di lettura

Il turismo è uno dei settori più colpiti dalla crisi del coronavirus: Italia, Spagna, Francia, Grecia, Portogallo. Mare, montagna. I prezzi scontati avranno un effetto lenitivo molto parziale di una crisi che appare essere di lunga durata. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico stima che quest'anno il turismo diminuirà del 60-80%, a seconda della durata della crisi sanitaria e del ritmo della ripresa. Le stime della Commissione europea sono simili. Il settore viaggi e turismo contribuisce per circa il 10% del pil totale dell’Unione europea: in Spagna pesa poco meno del 12%, in Portogallo l’8%, in Francia un po’ meno, in Grecia circa il 7% come in Ungheria e Austria, in Italia attorno al 6%. In coda alla graduatoria Ue, indica uno studio del Parlamento europeo, si trovano Belgio con una quota del pil totale di poco superiore al 2%, Polonia e Lussemburgo tra l’1 e il 2% (Maria Niestadt, EU tourism sector during the coronavirus crisis, Eprs, July 2020).

Ipotesi certificato Ue per operatori settore con alti standard

Recentemente il Parlamento ha chiesto con una risoluzione misure supplementari a favore del settore dei viaggi e del turismo e, in particolare, un sostegno finanziario compresa una posta specifica nel bilancio Ue. Avanzando un’idea: la Commissione dovrebbe proporre la creazione di un certificato Ue per gli stabilimenti turistici e gli operatori che soddisfano gli standard più alti e lanciare una campagna di comunicazione per promuovere i viaggi all'interno dell'Unione. E studiare la fattibilità di un meccanismo di gestione delle crisi del settore.

Impatto pandemia su settore è enorme, -60/80% di arrivi

L'impatto della pandemia sul settore turistico è enorme. L'Organizzazione mondiale del turismo prevede una riduzione del 60-80% degli arrivi internazionali. Il Consiglio mondiale dei viaggi e del turismo prevede che, nel peggiore dei casi, il mercato dei viaggi e del turismo potrebbe perdere quest’anno più di 197 milioni di posti di lavoro a livello globale. In questo scenario, le perdite del contributo al pil nel settore dei viaggi e del turismo potrebbero ammontare a 5.543 miliardi di dollari Usa (4.928 miliardi di euro), pari a un calo del 62% rispetto al 2019. Secondo l’Ocse il recupero ai livelli pre crisi potrebbe richiedere due anni o più senza nuove ondate della pandemia.

Recupero dovrebbe essere più rapido nel turismo interno

Lo studio del parlamento indica che «il recupero dovrebbe essere più rapido nel turismo interno». Prima della crisi, il turismo domestico rappresentava in media circa il 75% dell'economia turistica totale nei paesi industrializzati. Secondo l'Ocse, i paesi più dipendenti dal turismo interno (ad esempio la Germania) prima della crisi, probabilmente si riprenderanno più rapidamente. Tuttavia, è improbabile che il turismo domestico possa compensare in tutte le destinazioni il declino del turismo internazionale.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

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