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Europarlamento: verso un difficile negoziato su bilancio e pacchetto anti Covid-19

Nulla è scontato per i principali gruppi del Parlamento europeo, anche se nessuno punta a una situazione di stallo. Monito di David Sassoli: «Attenzione a non tornare indietro»

di Antonio Pollio Salimbeni

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(REUTERS)

Nulla è scontato per i principali gruppi del Parlamento europeo, anche se nessuno punta a una situazione di stallo. Monito di David Sassoli: «Attenzione a non tornare indietro»


2' di lettura

Nulla è scontato per i principali gruppi del Parlamento europeo, anche se nessuno punta a una situazione di stallo, di negoziato inconcludente. Sta di fatto che si annuncia molto difficile la partita del bilancio 2021-2027 e del nuovo pacchetto di misure per fronteggiare la crisi scatenata dalla pandemia. Un pacchetto che fa perno sul Fondo per la ripresa e la resilienza e su altri canali di finanziamento, sulla scorta di emissioni di obbligazioni comunitarie in una misura che non ha precedenti storici.
La squadra negoziale parlamentare per il bilancio Ue e la riforma delle risorse proprie ha messo subito sul tavolo una posizione di principio che i governi sbaglierebbero a prendere sottogamba (per la semplice ragione che il bilancio deve passare al vaglio del voto dei deputati).
«Le proposte - sottolinea la squadra negoziale - sono un passo importante, ma ci rammarichiamo che la Commissione abbia ridotto la sua proposta di bilancio originale, allontanandosi così dal parlamento e dalla proposta del febbraio 2020 del presidente del Consiglio europeo. Dopo la ripresa, ciò potrebbe lasciarci con un bilancio indebolito che impedisce alla Ue di investire nel suo futuro comune rendendola più vulnerabile a ulteriori crisi» . Von der Leyen ha proposto un bilancio di 1100 miliardi per 7 anni.

Far rientrare sovvenzioni a fondo perduto in Bilancio Ue

Quanto al «pacchetto» per rafforzare la ripresa delle economie anche attraverso sovvenzioni a fondo perduto e non solo prestiti agli Stati, c’è accordo nel farlo rientrare nel quadro del bilancio Ue, ma dovrà essere «integrato in un sistema riformato di risorse proprie» dell’Unione dato che le attuali non sono sufficienti. Tuttavia, «sarebbe autolesionista sacrificare le esigenze del lungo termine in nome delle esigenze del breve termine: la strategia di ripresa non dovrebbe essere finanziata a spese del bilancio Ue e dei suoi obiettivi più ampi, che l'epidemia Covid-19 ha reso più rilevante che mai».

Insoddisfatti i sei parlamentari della squadra negoziale

I sei parlamentari della squadra negoziale, Johan Van Overtveldt (Ecr), Jan Olbrycht (Ppe), Margarida Marques (S&D), José Manuel Fernandes (Ppe), Valérie Hayer (RE), Rasmus Andresen (Verdi) aggiungono di essere insoddisfatti perché la Commissione ha presentato solo una lista di opzioni di possibili nuove fonti di entrate, per poter poi rimborsare i prestiti ottenuti sul mercato, invece di presentare iniziative legislative concrete. Il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, ha sintetizzato così i rischi del negoziato Ue: «Attenzione a non tornare indietro» rispetto alle stesse proposte von der Leyen.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)


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