anomalie italiane

Europee, trionfa Salvini: 3 cose da sapere sul voto italiano

di M.Alf.


Europee, la Lega primo partito; come Le Pen in Francia

2' di lettura

Il voto europeo consegna la fotografia di un grande ribaltone: la Lega di Matteo Salvini vola e compie un sorpasso storico diventando il primo partito italiano abbondantemente sopra il 34% (primo partito nel parlamento Ue), scalzando i compagni di governo del M5S che crollano miseramente intorno al 17% rispetto al pieno elettorale delle Politiche di 14 mesi fa. Ma è in generale il paese Italia a virare decisamente a destra, con Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni che cresce oltre il 6% e la solita vecchia Forza Italia che balla tra l’8 e il 9 per cento. Insieme la destra italiana, variamente assortita, oscilla tra il 45 e il 50% dei consensi (da registrare anche la probabilissima vittoria in Piemonte, la regione della Tav).

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La forte avanzata delle destra (populista) è già una prima anomalia italiana all'interno di un voto europeo che riflette una sostanziale tenuta dei partiti europeisti, dalla Germania all'Irlanda, dalla Spagna all'Olanda, passando per i seggi attribuiti al parlamento di Strasburgo (dove calano socialisti e popolari ma crescono tanto i liberali e i verdi). E anche dove c'è stato il sorpasso sovranista come in Francia, il movimento di Marine Le Pen vince su Macron ma non sfonda del tutto.

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Il crollo fragoroso dei Cinque stelle illumina invece una seconda anomalia italiana: l'affluenza più bassa di quasi tre punti percentuali sul Europee 2014, rispetto a quella in crescita negli altri paesi Ue. Un calo che è anche figlio di una diserzione alle urne del popolo Cinque stelle nel sud Italia, il tradizionale granaio grillino: sotto Roma la gente si è affidata in parte alla Lega di Salvini (diventata clamorosamente il secondo partito al sud), il Pd praticamente non esiste, mentre i Cinque stelle dopo un anno di governo non sono riusciti a mobilitare i propri elettori, anzi, che li hanno puniti (anche) con l'astensione.

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Politicamente, questo voto non potrebbe essere più netto, e siamo così al terzo insegnamento che arriva dal voto italiano: mentre i Cinque stelle apriranno un processo interno alla leadership di Luigi Di Maio, la tentazione di andare al voto anticipato per Salvini e la Lega sarà fortissima. I cicli elettorali ormai durano 6-12 mesi, e così le lune di miele con gli elettori.

Se non prova a conquistare la premiership adesso alla guida di una coalizione di centrodestra, dopo una crescita spettacolare e da posizioni di forza rispetto a Forza Italia, difficilmente troverà altre finestre temporali così favorevoli. In fondo Matteo Renzi docet: dopo le Europee 2014 non volle andare al voto anticipato e si fece irretire dalla immarcescibile palude italiana. Che farà Salvini, davanti ad un bivio amletico? Vorrà continuare a litigare con Di Maio dividendo l'onere di governo, e di una finanziaria autunnale lacrime e sangue, oppure rovescerà il tavolo? Nei prossimi giorni ne capiremo di più.

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