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Europei di nuoto a Roma 2022, conto da 20 milioni

In occasione della 20esima kermesse in vasca corta (che ha chiuso domenica 8 dicembre) a Glasgow, la Lega europea di nuoto ha indicato la Capitale come sede dei campionati in vasca lunga in programma dall’11 al 21 agosto 2022

di Tiziana Pikler

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Martina Carraro, a sinistra, e Simona Quadarella

In occasione della 20esima kermesse in vasca corta (che ha chiuso domenica 8 dicembre) a Glasgow, la Lega europea di nuoto ha indicato la Capitale come sede dei campionati in vasca lunga in programma dall’11 al 21 agosto 2022


4' di lettura

Da Europeo a Europeo. Uno in vasca corta, uno in lunga. In occasione della 20esima edizione della kermesse continentale in vasca corta che si è conclusa domenica 8 dicembre a Glasgow, la Len (Lega europea di nuoto) ha ufficializzato la sede dell’edizione 2022 in vasca lunga che si terrà dall'11 al 21 agosto a Roma. Da un’edizione da record in terra scozzese a un’altra che si preannuncia essere tale anche in Italia.

Qui Glasgow
In Scozia sono infatti presenti 49 nazioni, la partecipazione più ampia di sempre per un Europeo in corta, con 540 atleti e l’esordio di Gibilterra. La delegazione più numerosa è proprio quella azzurra con 41 atleti (che complessivamente hanno vinto 20 medaglie, meglio ha fatto soltanto la Russia appena squalificata dalla Wada). La Len ha messo a disposizione un montepremi di 220.000 euro per le 12 migliori prestazioni maschili e femminili, 10.000 euro vale un record del mondo, 5.000 uno continentale.
Molti di questi premi sono stati vinti dagli azzurri con Benedetta Pilato (50 rana), Gregorio Paltrinieri (1500 stile libero), Simona Quadarella (che ha vinto domenica 8 dicembre i 400 stile libero, dopo aver trionfato negli 800), Margherita Panziera (200 dorso) e Martina Carraro (100 rana) che sono saliti sul gradino più alto della rassegna continentale.
La manifestazione scozzese è stata trasmessa in 25 paesi con la Len che ha anche offerto uno streaming live gratuito con commento in inglese. L’impianto, il Tollcross International Swimming Centre , conta circa 1.800 posti dedicati al pubblico con un prezzo dei biglietti di 48 euro per le finali della sera e dai 10 ai 20 euro per le gare della mattina. «Siamo molto soddisfatti di questa edizione degli Europei - ha confermato Gianni Minervini, direttore esecutivo della Len - una piscina che conoscevamo già, anche se con un set up diverso dal 2018 quando qui si sono svolti gli Europei multi-sport. L’affluenza del pubblico è stata buona con un inevitabile incremento nel fine settimana».

Gli sponsor
Tra gli sponsor della manifestazione UnipolSai Assicurazioni, partner della Len così come della Federazione italiana nuoto (Fin). Con la prima il rapporto è iniziato nel 2016 e andrà avanti almeno fino al 2022. La partnership con la Fin, come main sponsor e partner assicurativo, ha invece avuto inizio alla fine del 2011 - fino al 2013 con brand Unipol Gruppo – e proseguirà fino al 31 dicembre 2023.
La scelta, fanno sapere da UnipolSai, nasce da una valutazione strategica, in termini di sponsorship, sul mondo del nuoto in senso lato, comprensivo quindi delle diverse discipline di nuoto, tuffi, pallanuoto, nuoto sincronizzato, nuoto in acque libere, come sport dall’immagine fortemente positiva e dai grandi valori come impegno, sacrificio, tenacia e ricerca dell'eccellenza, valori appartenenti anche al gruppo, oltre al fronte assicurativo in grado di garantire tutte le coperture necessarie all'attività della Fin. L'impegno del Gruppo nel mondo dello sport è testimoniato dalla nascita, nel 2015, del Team Young Italy UnipolSai di cui oggi fanno parte la capitana Federica Pellegrini (nuoto), Gregorio Paltrinieri (nuoto), Paola Egonu (pallavolo) Arianna Fontana (short track), Alessia Maurelli (ginnastica ritmica), Riccardo Bagaini (atletica paralimpica – velocità) Simone Giannelli (pallavolo), Daniele Garozzo (scherma). Gli interventi di sponsorship realizzati da UnipolSai sono valorizzati da un’intensa attività di digital communication effettuata sui canali e profili social corporate. Attività che nel corso del 2019 ha generato questi KPI di comunicazione: oltre 510 contenuti pubblicati, 34 milioni di impression e oltre 47 milioni di “reach” cumulata (utenti raggiunti).

Diverso il discorso del partner tecnico, che agli Europei è Tyr , mentre per la Federnuoto è Arena , azienda che nel 2018 ha fatturato 123 milioni di euro, di cui oltre il 10% viene investito in marketing, di cui una quota significativa in sponsorizzazioni sportive. «A oggi Arena è sponsor e partner tecnico di 21 federazioni europee e di 17 atleti di caratura mondiale, tra cui gli italiani Gregorio Paltrinieri, Gabriele Detti, e Margherita Panziera», dice Giuseppe Musciacchio, Co-Ceo Arena.

Qui Roma
L’elezione di Roma come sede degli Europei 2022, avvenuta in settimana, e accolta con grande favore da Fin e istituzioni locali avrà comunque ripercussioni positive anche per il brand. «L'impatto di un evento continentale va valutato principalmente sotto 2 punti di vista - prosegue Musciacchio - il primo è la sovraesposizione del brand a livello di media e social media, tenuto conto del maggior coinvolgimento di pubblico che l'evento comporta, dagli spettatori, ai protagonisti fino a organizzazioni e stakeholders. Negli ultimi due Europei, Londra 2016 e Glasgow 2018, la valorizzazione delle uscite stampa che hanno messo in risalto il nostro brand supera il valore “pubblicitario” di 2,5 milioni e mezzo (dati forniti dal servizio di monitoraggio stampa e web di Eco stampa, ndr). Il secondo è l'immagine positiva del brand, frutto dei risultati sportivi ottenuti dai nostri atleti negli ultimi anni: sempre nelle ultime due edizioni degli Europei, oltre il 60% delle medaglie in palio sono state vinte da atleti che indossavano costumi da gara prodotti da Arena. Simili risultati incidono in maniera sistematica sull'equity della marca che, nel lungo periodo, hanno un impatto positivo sulle vendite».

I costi della kermesse romana
Per l’edizione romana della kermesse continentale i costi si stimano in circa 20 milioni di euro: 8 saranno coperti dal Governo, Regione e Provincia dovrebbero contribuire per circa 3, mentre la restante parte sarà a carico della Fin, suddivisa tra sponsor e risorse investite dalla Federazione.

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