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Eurovision fa il pieno di successo, Torino pensa a un nuovo evento

Music Commission

di Filomena Greco

3' di lettura

Un successo per la città, che ha riacceso energie misurandosi con un evento come l’Eurovision che ha avuto una ricaduta duplice su Torino. Da un lato i benefici economici, stimati con un moltiplicatore pari a 6-7 volte nel breve e medio periodo rispetto ai 14 milioni investiti per organizzare l’evento. Dall’altro, l’impatto dell’Eurovillage, l’area dedicata alla musica all’interno del Parco Valentino che in otto giorni ha ospitato 220mila persone, con un target diversificato, dalle famiglie ai più giovani.

Il tessuto economico

Gli albergatori di Torino si preparano ad una stagione primaverile densa di appuntamenti, a cominciare dal Salone del libro in corso. Con alle spalle un una ottima percentuale di occupazione delle camere, con punte fino al 90%. Oltre ad una ottima saturazione degli alberghi fa notare il segretario generale della Camera di commercio di Torino, Guido Bolatto, «è molto migliorato il miglioramento sul mercato della destinazione Torino tanto che le camere d’albergo non solo si vendono ma si vendono anche bene, siamo passati da una media compresa tra gli 80 e i 90 euro a un dato che in questi giorni ha raggiunto i 140 euro». Già il periodo di Pasqua ha rappresentato un bel successo, con percentuali di occupazioni delle stanze in linea, se non leggermente superiori, al 2019 come rivela l’Osservatorio Alberghiero Torino della Camera di commercio, con una media del costo per stanza passata da 91 a 127 euro. «Questo significa che la città si sta affermando come méta ricercata nei week end di primavera con un effetto comunque attrattivo svolto da eventi come le Apt Final prima e l’Eurovision, dopo».

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Un ruolo chiave lo ha giocato l’aeroporto di Torino Caselle anche grazie al rafforzamento dell’offerta di destinazioni da parte di Ryanair. «Abbiamo stimato un passaggio di 40-50mila passeggeri legati all’evento Eurovision, in arrivo da Italia e Europa» spiega Andrea Andorno, ceo di Sagat, società che gestisce lo scalo «Sandro Pertini» alle porte di Torino. Un evento che si innesca in una fase di forte recupero dei flussi da parte dell’aeroporto piemontese, con il mese di aprile, ad esempio, che ha registrato un aumento dei passeggeri del 10% rispetto alla fase pre Covid, aprile 2019, con il miglior risultato di sempre per il periodo. «L’aeroporto è attrezzato per ricevere una clientela internazionale e durante i mesi di aprile e maggio – aggiunge l’amministratore delegato di Sagat – osserviamo la presenza di numerosi visitatori stranieri sui voli internazionali, si tratta di una tendenza nuova e non assolutamente scontata. Registriamo arrivi da paese nuovi grazie alla possibilità di avere voli in connessione con grandi scali europei». Il 2022 secondo Andorno, iniziato con le incognite legate a Omicron e le preoccupazioni per la guerra in corso, ha scontato una domanda inizialmente debole che sta crescendo però in queste settimane e sta recuperando i volumi precedenti alla pandemia.

Sarà uno studio della Camera di commercio di Torino, con la Fondazione Fitzcarraldo, a quantificare le ricadute dirette di questo evento e a provare a dare un valore agli effetti più intangibili e immateriali come la notorietà della città, il buon vivere, la credibilità.

La sfida per il futuro

L’amministrazione comunale, insieme alla Regione e a Turismo Torino, si è messa a lavoro per «non disperdere il patrimonio e l’esperienza che abbiamo sviluppato grazie a Eurovision» come ha sottolineato il sindaco Stefano Lo Russo. Nascerà una Music Commission per sviluppare una proposta – festival, evento, raduno, si vedrà – in grado di riaprire una stagione di musica gratuita a Torino, sul modello di quanto realizzato con l’Eurovillage.

«Ci metteremo a lavoro – assicura il primo cittadino – con Turismo Torino per dare seguito a questo straordinario successo, integrando i futuri progetti con l’offerta musicale che la città e la provincia hanno già e potenziando l’offerta». Il sistema ha funzionato, la città «sarebbe pronta a ospitare Eurovision ogni anno – dice il sindaco – ma siamo a disposizione per aiutare gli organizzatori dell’evento e l’Ucraina, paese che ha vinto l’edizione 2022 e che vive ore drammatiche». L’auspicio però è che il paese l’anno prossimo possa ospitare l’edizione 2023, «perché significherebbe che la guerra è finita» conclude Lo Russo.

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