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Eurozona, balzo dell’inflazione all’1,8% a gennaio. Nel 2016 il Pil è cresciuto più che negli Usa

di Alessandro Merli

2' di lettura

FRANCOFORTE (dal nostro corrispondente) - L'inflazione nell'eurozona ha raggiunto nel mese di gennaio l'1,8%, in netto rialzo rispetto all1,1% di dicembre e al di sopra delle aspettative dei mercati di un 1,6 per cento.

INFODATA / Come sono cambiati i prezzi negli ultimi 9 mesi

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Il dato è destinato ad accentuare le polemiche sulla necessità di rimuovere lo stimolo monetario della Bce, che il consiglio ha deciso il mese scorso di prolungare almeno fino a fine 2017. I richiami sono stati ripetuti nei giorni scorsi dal presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, e dalla sua ex vice, Sabine Lautenschlaeger, oggi membro del comitato esecutivo della Bce.

Ai livelli attuali, l'inflazione è ormai nei pressi dell'obiettivo della Bce di stare sotto, ma vicino al 2 per cento. Il presidente della Bce, Mario Draghi, tuttavia, ha sottolineato che l'aumento dell'inflazione è stato causato quasi interamente dal rialzo dei prezzi del petrolio e che non si tratta ancora di una tendenza che si sostiene da sola, senza la spinta dello stimolo monetario. L'inflazione di base, depurata dei prezzi dell'energia e degli alimentari, è rimasta ferma a gennaio allo 0,9 per cento.

Dopo la risalita dell'inflazione in Germania, pubblicata nei giorni scorsi, all'1,9%, è emerso oggi che in Spagna ha toccato il 3% e che in Francia è raddoppiata all1,6 per cento. Nell'eurozona, il dato di gennaio è il più alto dal febbraio 2013.

In genere l'economia dell'area euro sta migliorando su diversi fronti. Il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,6% nel quarto trimestre 2016 (per un totale dell’1,8% nell'intero anno, meglio dell’1,6% degli Stati Uniti) dallo 0,3 del terzo. La disoccupazione è calata al 9,6%, il livello più basso dal 2009. In Germania è scesa al 5,9% il minimo dalla riunificazione tedesca oltre un quarto di secolo fa. I sondaggi sulla fiducia delle imprese e delle famiglie mostrano anch'essi un netto miglioramento. Restano comunque ampie disparità. In Italia la disoccupazione è il doppio di quella tedesca.

La discussione sul futuro della politica monetaria della Bce è destinata a riaccendersi alla prossima riunione, ai primi di marzo, quando la banca presenterà le nuove previsioni macroeconomiche. Per ora, i mercati continuano a ritenere che la Bce proseguirà con gli acquisiti mensili di titoli, che ridurrà da 80 miliardi di euro al mese a 60 dopo il mese di marzo. Ma l'evoluzione dell'inflazione e della crescita potrebbero provocare un ripensamento o comunque un inizio del dibattito sul tapering, la riduzione graduale del Qe.

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