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Eusalp: per la prima volta la Svizzera assume la presidenza

Per il 2023 le priorità elvetiche nella strategia macroregionale e di vicinato promossa dalla Commissione europea saranno l’economia circolare, la mobilità sostenibile e la gestione delle risorse idriche

di Fiorella Lavorgna

2' di lettura

Per la prima volta dalla sua istituzione, un paese non membro dell'Ue assume la presidenza di Eusalp, la strategia macroregionale alpina dell'Unione europea. Il cambio della guarda è avvenuto il 24 novembre a Trento, con il passaggio di testimone dall'Italia alla Svizzera. «Non importa essere dentro o fuori dall'Unione, nelle Alpi i cambiamenti climatici si fanno sentire di più rispetto alle zone pianeggianti» ha detto Anton Mattle, nuovo Capitano del Tirolo. Ed in effetti, il maggior successo della presidenza italiana di Eusalp è – a detta di Mirko Bisesti, assessore della Provincia autonoma di Trento – è stato quello di aver convinto la Svizzera ad accettare la presidenza del gruppo, perché «senza un ruolo centrale della Confederazione è impossibile sviluppare strategie alpine credibili, specialmente per quanto riguarda l'acqua».

Conciliazione sull’acqua, risorsa del territorio

Il presidente della Conferenza dei governi cantonali, Christian Rathgeb, vede in questo passaggio un momento positivo per la politica estera dell’Unione Europa. Il programma svizzero si porrà in continuità con quello dell'Italia: prima di tutto l'economia circolare e poi la questione cruciale della gestione risorse idriche. «Dobbiamo trovare una conciliazione sul ruolo dell’acqua come risorsa per il territorio. Quando si parla di acqua parliamo energia e sicurezza». La terza questione è poi relativa alla mobilità sostenibile, non ancora sviluppata a sufficienza nelle Alpi, a soprattutto nelle zone di confine. La comunicazione delle attività di Eusalp avverrà nelle quattro lingue della confederazione – italiano, ladino, francese e tedesco – per la massima diffusione in tutta la comunità alpina.

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Idrogeno game changer per la montagna

Eusalp è una delle strategie macroregionali Ue finanziata con i fondi strutturali. Vi partecipano 48 regioni dei cinque paesi Ue dell'arco alpino – Italia, Francia, Austria, Germania e Slovenia – più Svizzera e Liechtenstein. «È sempre interessante vedere la prospettiva di qualcuno che non fa parte dell’Ue. Porta più creatività a quello che facciamo e rafforza la cooperazione» ha commentato Slawomir Tokarski, direttore generale di DG Regio della Commissione Europea, presente a Trento durante la convention finale della presidenza italiana. «Penso che la sfida per la Svizzera sia alta perché l’Italia ha lavorato bene. Da parte della Commissione ci aspettiamo di vedere per davvero il coinvolgimento dei giovani e la realizzazione della transizione verde. La presidenza italiana ha aperto la strada all'idrogeno, che sarà un game changer per la montagna. Ad esempio, sarà interessante vedere la realizzazione di impianti sciistici ad emissioni zero».

L’accesso ai fondi di coesione regionali

Infine, Tokarski ha invitato le regioni Ue che partecipano ad Eusalp ad integrare le risorse della cooperazione con i fondi di coesione mainstream. «Spesso le idee migliori vengono dalle strategie macroregionali, ma i fondi non sono sufficienti per sviluppare i progetti. È necessario che adesso gli stakeholder che hanno sviluppato le idee nella cornice di Eusalp si facciano avanti e chiedano alle Regioni i fondi della politica di coesione per sviluppare i loro progetti».

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