mercato dell’arte

Eva Presenhuber apre a New York

di Silvia Anna Barrilà

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3' di lettura

Nonostante gli Stati Uniti abbiano perso quote di mercato, almeno secondo quanto risulta dai recenti rapporti sul mercato dell'arte prodotti da Tefaf e Art Basel , la piazza americana continua ad attrarre i dealer. Tra questi, adesso, anche Eva Presenhuber , la potente galleria di Zurigo, uno dei player più importanti in Europa. Il 5 maggio, infatti, Presenhuber aprirà un nuovo spazio espositivo a New York con una personale dell'austriaco Tobias Pils, classe 1971, che la galleria rappresenta insieme alla tedesca Capitain Petzel dal 2015.
“È la prima volta che la galleria apre una sede fuori dalla Svizzera” scrive Eva Presenhuber in una mail ad ArtEconomy24. “Un motivo importante sta nel fatto che molti artisti con cui lavoriamo vivono a New York o Los Angeles, per cui da alcuni anni mi chiedevo se non avesse senso aprire uno spazio nella Grande Mela. Poi mi è arrivata l'offerta di prendere in affitto questo spazio al 39 di Great Jones Street, e così mi sono decisa”.
L'indirizzo è già noto al mondo dell'arte: dal 2013 è stata la sede della libreria Karma, e prima ancora, per tanti anni, lo studio dell'artista svizzero Ugo Rondinone, che qui gestisce anche un progetto artistico : una singola vetrina su strada che ogni due mesi affida ad un artista per esporre un'opera.
Il nome di Rondinone è ormai da decenni strettamente legato a quello di Presenhuber. I due si sono conosciuti alla fine degli anni ’80 all'Accademia d'arte a Vienna, dove anche lei, austriaca, nata a Neuzeug bei Steyr nel 1962, studiava per diventare un'artista. Da allora i loro nomi sono inseparabili e Presenhuber ha contribuito in modo decisivo all'affermazione dell'artista svizzero di origini italiane nel mercato dell'arte internazionale.

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La storia. La carriera di Presenhuber è iniziata nel 1989 a Zurigo, dal nulla, come direttrice della Galerie Walcheturm, ma in poco tempo è riuscita a entusiasmare i collezionisti svizzeri per artisti come Rondinone e Franz West. “Molti artisti che esponevo allora sono ancora parte del mio programma” racconta la gallerista. Nel corso degli anni ’90 si è fatta un nome per il suo lavoro curatoriale e ha trasformato la galleria in un punto di ritrovo per l'arte giovane. È stata lei, insieme al gallerista Peter Kilchmann , a suggerire a Peter Bläuer nel 1995 di fondare una fiera per la nuova generazione di galleristi e artisti a Basilea, Liste . L'anno successivo ha partecipato alla prima edizione e ha fatto parte della giuria insieme ad altri cinque galleristi tra cui la milanese Emi Fontana.
Nel 1999, poi, si è aperto un nuovo capitolo: Presenhuber è diventata partner della galleria Hauser & Wirth , che per i successivi quattro anni si è chiamata Galerie Hauser & Wirth & Presenhuber. Nel 2003 è nata l'attuale Galerie Eva Presenhuber, che in pochi anni è stata ammessa alle fiere più importanti, come Art Basel , Frieze e The Armory Show e dal 2005 al 2015 ha fatto parte della commissione selezionatrice di Art Basel, i gatekeeper del mercato.
Oggi il programma della galleria include 40 artisti tra cui Dieter Roth, Franz West, Fischli & Weiss, Liam Gillick, Martin Boyce, Angela Bulloch, Douglas Gordon, Doug Aitken e Valentin Carron, un altro artista la cui carriera è strettamente legata al nome della galleria. Impiega circa 20 collaboratori e ha due sedi, una nell'ex-zona industriale Maag Areal (dal 2004) e l'altra nell'ex-zona industriale Löwenbräu Areal (dal 2012). Dal 2013 è inclusa nella Power List di Art Review - sebbene sia passata dalla posizione 59 di allora alla 92 nel 2016. Nel 2014, secondo quanto riporta la televisione svizzera SRF , il suo fatturato durante la preview di Art Basel è stato di 2 milioni di franchi, circa un decimo del fatturato annuo. Tra i suoi clienti ci sarebbero l'editore svizzero Michael Ringier, l'erede della Roche Maja Hoffmann e l'editore americano Peter Brant, collezionisti che si possono permettere opere che occupano 150 m2 e che lei preferisce rispetto a quelli indecisi, che acquistano un dipinto o una piccola scultura.
Il trend. Ma com'è cambiato il mercato in questi anni? “L'interesse per l'arte contemporanea dagli anni ’70 è aumentato” risponde Presenhuber senza sbilanciarsi. “Attraverso la crescente globalizzazione e lo sviluppo tecnologico l'arte è diventata più facilmente accessibile a un largo pubblico, il che spiega anche l'aumento di visitatori di musei e biennali. Allo stesso modo il mercato per l'arte contemporanea è diventato più forte, come ho potuto sperimentare io stessa nel mio lavoro dai primi anni ’90 a oggi”.

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