trump: Iran responsabile

Evacuata ambasciata a Baghdad: Usa pronti a inviare ulteriori forze in Iraq

L’ambasciatore statunitense e tutto lo staff hanno lasciato la sede dopo che per ore centinaia di manifestanti iracheni hanno protestato intorno alla sede diplomatica


Proteste Iraq, almeno 3 morti e 27 feriti in scontri Baghdad

3' di lettura

L’ambasciatore statunitense in Iraq e tutto lo staff dell’Ambasciata Usa sono stati evacuati. Lo riferiscono fondi del ministero degli Esteri di Baghdad, dopo che per ore la sede diplomatica è stata accerchiata da centinaia di manifestanti che protestavano contro i raid Usa sulle basi dei miliziani sciiti nel paese. Raid che hanno provocato 25 vittime questa settimana tra i combattenti della milizia appoggiata dall’Iran nel paese iracheno. Le forze di sicurezza irachene hanno respinto l’attacco dei manifestanti. frapponendosi tra loro e le porte della sede diplomatica. La protesta è sfociata in lanci di pietre, nel tentativo di oltrepassare i muri dell’Ambasciata e nel danneggiamento delle telecamere di sorveglianza dell’Ambasciata, al termine dei funerali delle vittime degli attacchi.

Baghdad, assalto all'Ambasciata Usa

Baghdad, assalto all'Ambasciata Usa

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La folla ha cercato di entrare nell’Ambasciata, lanciando bottiglie d'acqua e sfondando la sicurezza telecamere all'esterno. Hanno sollevato bandiere della milizia e provocato il personale di sicurezza dell'ambasciata che è rimasto dietro i cancelli. I manifestati hanno dato fuoco ad una delle torrette di guardia del complesso che ospita la sede diplomatica: lo riporta la Bbc online. Le forze Usa, scrive inoltre l'emittente, cercano di disperdere i manifestanti con gas lacrimogeni, i quali gridano slogan in sostegno delle milizie Hezbollah. I raid statunitensi sono stati effettuati domenica, come ritorsione per l’uccisione una settimana fa di un appaltatore americano in un attacco missilistico, presso una base militare irachena.

Secondo gli osservatori il rischio cresce il rischio per un’escalation nel confronto a distanza tra gli Stati Uniti e l’Iran. Il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha dichiarato che gli Stati Uniti non tollereranno azioni da parte dell’Iran che mettono a repentaglio le vite americane. Lunedì, il primo ministro iracheno Adel Abdul-Mahdi ha comunicato ai membri del suo governo che aveva provato a far desistere gli Stati Uniti operazione dalle operazioni contro gli sciiti, ma di aver incontrato c’era insistenza da parte dei funzionari americani. I militari Usa hanno detto che «gli attacchi difensivi di precisione» erano condotto contro cinque siti di Kataeb Hezbollah o Hezbollah Brigate in Iraq e Siria. Molti di loro sono supportati dall’Iran.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è fatto subito sentire via Twitter: «L’Iran ha ucciso un contractor, ferendo molti. Noi abbiamo risposto duramente e lo faremo sempre. Adesso l’Iran sta orchestrando un attacco all’ambasciata americana in Iraq. Saranno ritenuti pienamente responsabili. Inoltre, noi ci aspettiamo che l’Iraq impieghi le sue forze per proteggere l’ambasciata, e così siete avvisati!»

Usa pronti a inviare altre forze
Gli Stati Uniti invieranno ulteriori forze in Iraq per difendere il personale dell’ambasciata Usa a Baghdad: lo afferma il capo del Pentagono Mark Esper. «Gli Usa hanno preso misure adeguate di protezione per assicurare la sicurezza dei cittadini, dei militari e del personale diplomatico americani», aggiunge il segretario alla difesa, chiedendo al governo iracheno di adempiere alle sue responsabilità internazionali.

Telefonata Trump-Mahdi
Trump ha parlato al telefono con il primo ministro iracheno Adel Abdel Mahdi, mentre prosegue l'assedio di migliaia di iracheni filo-iraniani intorno all'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad. «I due leader hanno discusso questioni di sicurezza regionale - ha fatto sapere la Casa Bianca - e il presidente Trump ha sottolineato la necessità di proteggere le strutture statunitensi in Iraq e le persone che vi lavorano».

Per approfondire:
Iraq, si dimette il premier Abdul -Mahdi. Cinquanta morti in due giorni

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