guardia di finanza

Evasione internazionale, scoperta maxi frode Iva da 110 milioni

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia, ha consentito l’arresto di tre persone, accusate di aver ideato un “sistema” di false fatture per evadere il fisco per le annualità 2017 e 2018

di Ivan Cimmarusti


Maxi frode Iva e riciclaggio: sequestri per 110 milioni

2' di lettura

Uno schema di evasione internazionale, costituito da società “cartiere” - note come “missing trader” - aveva agevolato una maxi frode Iva da 110 milioni di euro. Gli investigatori della Guardia di finanza di Perugia hanno seguito la traccia delle fatture false lungo una cinquantina di società esistenti solo sulla carta, presenti in Campania, Lazio, Lombardia e Molise. Si tratta di aspetti approfonditi in una inchiesta giornalistica in pubblicazione il 28 febbraio sull’edizione Centro del Sole24Ore. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia, ha consentito l’arresto di tre persone, accusate di aver ideato un “sistema” di false fatture per evadere il fisco per le annualità 2017 e 2018. L’inchiesta conta complessivi 32 indagati.

Frode carosello su scala internazionale
I tre arrestati sono ritenuti i principali artefici di una colossale “frode carosello” su scala internazionale nel settore dei carburanti, che ha consentito di sottrarre al fisco quasi 100 milioni di euro di Iva e di riciclare circa 10 milioni di euro di proventi illeciti. Da qui il sequestro preventivo disposto dal gip di Perugia di beni (terreni, fabbricati, appartamenti, autoveicoli, imbarcazioni, quote societarie, titoli e disponibilità̀ finanziarie, nonché carburante) fino ad un valore complessivo di 110 milioni di euro, in corso di esecuzione contestualmente agli arresti.

La verifica fiscale
L’indagine nasce da una verifica fiscale sulla Olivi spa, che si occupa di approvvigionamento del carburante. La società, scrive il gip negli atti, era già finita in una precedente inchiesta per le annualità 2015 e 2016. «La pregressa indagine ha delineato un complesso sistema (cosiddetto frodi carosello) atto ad eludere il versamento delle imposte e, segnatamente, dell’Iva, attraverso l’interposizione fittizia di società di comodo o “cartiere”, nate allo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti, su cui riversare fiscalmente il debito di imposta verso l'erario, debito poi non onorato».

Proventi riciclati
Lo schema sarebbe stato speculare anche in questo nuovo procedimento. I proventi illecitamente ottenuti sono stati poi riciclati su conti correnti appositamente aperti in Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca e Slovenia ovvero trasferiti, dagli amministratori di fatto delle “cartiere”, in attività̀ economiche ed imprenditoriali a loro riconducibili, alcune delle quali con sede negli stessi Stati esteri.

Gli interventi del legislatore
Proprio per arginare questo diffuso fenomeno criminale, che costituisce una delle principali cause del tax gap Iva annuale pari, in media, a 36 miliardi di euro, il legislatore è recentemente intervenuto prevedendo sia l’obbligo di versamento dell’Iva all’atto dell’estrazione o dell’immissione in consumo del carburante dai depositi fiscali, fatta salva la contemporanea presenza di specifici criteri di affidabilità e di idonea garanzia, sia l’inutilizzabilità delle dichiarazioni d’intento.

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