RC auto

Evasione Rc auto, altra falsa partenza per i controlli automatici

di Maurizio Caprino

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(FOTOGRAMMA)


2' di lettura

Si profila un’altra falsa partenza per le multe a chi passa con un veicolo non assicurato davanti a strumenti in grado di leggere le targhe. A fine agosto, con l’entrata in vigore della legge sulla concorrenza (la 124/2017), si è scritto che “partono” i controlli automatici sull’evasione dell’obbligo Rc auto. Ma la legge non ha abrogato esplicitamente la procedura in vigore prima e ne ha prevista un’altra che può avere problemi di applicazione pratica. Così, non sembra casuale che finora, a 20 giorni dall’entrata in vigore della nuova norma, il ministero dell’Interno non abbia ancora emanato una circolare applicativa su una materia che interessa molto i corpi di polizia (specie quelli dei Comuni, dato che le sanzioni pecuniarie sono cospicue).

Di avvio dei controlli automatici si è scritto almeno tre volte a partire dal novembre 2011, quando questa modalità di accertamento è stata introdotta dal Codice della strada. Ma non se ne è fatto mai nulla, a causa di difficoltà pratiche e giuridiche mai superate dalle successive modifiche.

Apparentemente, la legge 124/2017 ha risolto il problema più importante: quello della procedura di accertamento. Si trattava di capire se la violazione potesse ritenersi accertata semplicemente raffrontando l’immagine scattata dall’apparecchio di rilevazione (che prova l’avvenuta circolazione) e l’archivio dei veicoli coperti da polizza Rc auto (tenuto dalla Motorizzazione con dati Ania); oppure se, prima di notificare un verbale per mancata copertura, occorresse invitare il proprietario del veicolo a esibire i documenti assicurativi (cosa che di fatto impedisce controlli estesi, perché appesantisce il lavoro degli uffici). La legge sulla concorrenza, che ha agito sull’articolo 201 (commi 1-bis e 1-quinquies) del Codice della strada prevede la prima soluzione, che equivale sostanzialmente a un accertamento automatico (il raffronto tra foto e banca dati viene effettuato con mezzi telematici, senza l’intervento concreto di un operatore). Ma non ha abrogato il comma 4-quater dell’articolo 193, che prevede l’invito al proprietario.

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Giuridicamente questo non sarebbe un problema: si può sempre sostenere che ci sia un’abrogazione tacita. Ma dal punto di vista pratico l’invito è una cautela richiesta dal complesso regime previsto dal Codice della strada: le sanzioni variano in base a quanto tempo è trascorso dalla scadenza dell’ultima polizza valida per quel veicolo (si veda la scheda qui a fianco) e per essere sicuri di calcolarlo correttamente è bene verificare il certificato di assicurazione, se non altro perché l’attendibilità della banca dati non è stata mai verificata confrontando le polizze con i documenti dei veicoli e ci sono stati casi in cui l’abbinamento non è corretto. Tutto questo probabilmente spiega il silenzio sinora tenuto dal ministero.

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