La fiera

Eventi e formazione, la filiera della musica promuove il territorio

De Bellis: Cremona Musica è un punto di riferimento unico in Europa

di Antonio Criscione

De Bellis: Cremona Musica è un punto di riferimento unico in Europa


2' di lettura

Cremona non è solo la città del violino. È una città che rappresenta un sistema integrato intorno alla musica: dalla produzione di strumenti, ai concerti, alla formazione.

Massimo De Bellis, direttore generale dell’ente fieristico della città lombarda, illustra questo concetto, partendo appunto dalla fiera annuale Cremona musica, nata con MondoMusica, dedicata al mondo degli strumenti ad arco e che si è andata arricchendo di altre sezioni e ora rappresenta un punto di riferimento a tutto tondo, con le sezioni Piano experience, Acoustic guitar village, Cremona Winds e Accordion Show (queste ultime per gli strumenti a fiato e per la fisarmonica).

«Si tratta - afferma De Bellis - di una manifestazione che è un punto di riferimento in Europa e un unicum a livello mondiale per la sua struttura. Come dimostra la notevole presenza sia di visitatori esteri che di espositori stranieri». E aggiunge: «Trattandosi di un’offerta riservata a strumenti di alta gamma, quella che si incontra a Cremona è una community che come istituzioni cittadine cerchiamo anche di allargare. Anche perché tra la fiera e la città si crea un’osmosi. Cremona Musica l’ultimo anno ha ospitato 178 eventi anche nei padiglioni della fiera, ma anche in città, per far vivere anche la storicità della tradizione musicale cremonese, che oltre che di produzione di strumenti».

Tanto per citare un esempio illustre, a Cremona è nato Claudio Monteverdi, al quale la città dedica un festival. E se la fiera ha il 64 per cento degli espositori stranieri, nei giorni (di settembre) in cui si svolge Cremona musica, le botteghe artigiane della città offrono numerosi eventi privati.

La situazione della città lombarda è riassunta da Martha Friel, dell’Università Iulm, che ha curato di recente un volume sul turismo musicale per i tipi della Marsilio. Afferma Friel: «Il sistema cremonese è un caso particolarmente significativo in termini di “filiera” perché qui formazione, produzione, valorizzazione delle diverse componenti culturali (materiali e immateriali) e rappresentazione sono compresenti e ben integrati».

E ricorda che già la sola formazione può essere un ambito interessante attraverso cui promuovere il territorio: il progetto Masterclass e il Cremona Summer Festival, per esempio, vedono ogni anno circa 2.300 tra studenti, musicisti, insegnanti e genitori, di cui circa 1.500 persone nel solo periodo estivo (si tratta dei dati 2018 forniti dalla Camera di Commercio). «Tali numeri sono destinati ad aumentare nel tempo - spiega Fiel -, considerate le richieste da parte di altri gruppi, con risvolti molto interessanti per l’indotto delle filiere: il riferimento non è solo agli alberghi e ai ristoranti, ai negozi di produzioni tipiche, ma anche, per esempio, alle botteghe dei maestri liutai».

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