Rischio bolla immobiliare

Evergrande cede il 18% della società di streaming Hengten. Corsa per trovare 2 mld di dollari

Real developers nel credit crunch, è corsa a trovare fondi per ripianare i debiti, il colosso Evergrande cede quote del capitale dove aver schivato per due volte il default

di Rita Fatiguso

Evergrande evita bancarotta: trasferiti fondi per pagare bond

3' di lettura

Evergrande, colosso dell'immobiliare cinese in crisi, dopo aver evitato il default per la seconda volta a fine ottobre, per fronteggiare gli oltre 300 miliardi di dollari di debiti accumulati finora ha siglato un accordo per la vendita di azioni per 1,66 miliardi di dollari di HengTeng, la controllata di servizi Internet, ad Allied Resources Investment holdings con uno sconto del 24% rispetto alla chiusura di mercoledì scorso.

Una svendita dettata dai debiti, del resto tutto il settore immobiliare è in sofferenza, si calcola che per riuscire a rimanere in piedi debba trovare subito la cifra astronomica di 2 miliardi di dollari.

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Default schivato nuovamente

Evergrande dopo aver schivato per due volte il default, l’ultima volta a fine ottobre onorando il coupon su un bond offshore scaduto a settembre da 47,5 milioni di dollari a ridosso del periodo di tolleranza ha annunciato all’autorità di borsa di Hong Kong di aver raggiunto l’accordo per la cessione di 1,66 miliardi di azioni HengTen (servizi Internet) ad Allied Resources Investment Holdings. Ha accettato di vendere la sua intera quota del 18% nella società di servizi HengTen per 273 milioni, l’ultima cessione di attività da parte del gigante immobiliare colpito dal debito.

Il secondo big player dell’ immobiliare cinese dunque raschia il fondo del barile spostando la soluzione un pò più in là. Perchè le scadenze per il pagamento delle cedole corrono e la liquidità scarseggia.

Accordo con lo sconto

Evergrande ha detto infatti che prevede una perdita di circa 1,1 miliardi di dollari dalla vendita. Il prezzo pattuito include uno sconto di circa il 24% rispetto alla chiusura di mercoledi delle azionii HengTen, pari a 1,69 dollari di Hong Kong per azione. Il pacchetto è pari al 18% di HengTeng e l’importo pattuito sarà versato in due mesi.

Settimane fa, il 1° di agosto, si era diffusa la voce che una sussidiaria di Tencent aveva accettato di rilevare il 7% di HengTen da una sussidiaria di Evergrande per un valore di 2,07 miliardi di dollari di Hong Kong. La consociata di HengTen, Ruyi Films, un altro settore in cui il gigante si era allargato, è stata uno dei produttori di “Ciao, mamma”, un film di successo in Cina nel 2021, in grado di incassare 5,41 miliardi di yuan (circa 838 milioni di dollari), diventando il film di maggior incasso diretto da una regista.

Evergrande, fondata alla fine degli anni ’90 come real estate developer, ha avuto un’impetuosa crescita sostenuta soprattutto dal debito, espandendo le sue attività in settori come i veicoli a nuova energia, le assicurazioni sulla vita e addirittura l’acqua nonchè l’intrattenimento. Adesso entra in ballo Allied Resources con un pacchetto ben più ampio di azioni da trasferire.

Il mattone ancora in affanno

Ma Evergrande è in buona compagnia, tutto il settore è in crisi e corre a trovare 2 miliardi di dollari in un solo giorno per fronteggiare le scadenze. La corsa alla liquidità da parte delle società immobiliari cinesi si sta intensificando.

Le aziende hanno annunciato piani per raccogliere 2,4 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore, portando il totale nell’ultima settimana ad almeno 4,2 miliardi, l’ultima raccolta fondi include la cessione delle quote di China Evergrande Group in HengTen e il secondo collocamento di azioni di Country Garden Services Holdings Co. in sei mesi, nonché la vendita di obbligazioni onshore da parte di due sviluppatori statali.

L’ondata di accordi arriva mentre le società affrontano un muro di obbligazioni locali e in dollari in scadenza all’inizio del 2022. I costruttori hanno accumulato un totale di 13,4 miliardi di dollari di obbligazioni in dollari e l’equivalente di 12,6 miliardi di dollari in yuan in scadenza nel primo trimestre, secondo ai dati compilati da Bloomberg. Il costo medio del rifinanziamento del debito tramite l’emissione di obbligazioni in dollari rimane proibitivo con rendimenti intorno al 20%.

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