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Evergrande non paga la maxi-cedola e crolla in Borsa, la Banca centrale inietta liquidità

Nessun segnale sulla cedola scaduta ieri da 84 milioni sul debito offshore. Pechino non interverrà ma arrivano in circolo altri 70 miliardi di dollari

di Rita Fatiguso

Evergrande, Gros-Pietro: "Autorita' cinesi pronte a tamponare qualunque evenienza"

3' di lettura

China Evergrande Group resta muta sul debito scaduto il 23 settembre, una cedola sul debito offshore da 84 milioni di dollari. Tecnicamente il default viene dichiarato trascorsi 30 giorni dal mancato pagamento, ma alle autorità locali è stato chiesto di prepararsi comunque al peggio. Pechino non verrà in soccorso del gigante immobiliare indebitato per 300 miliardi di dollari, ma la Banca centrale è intervenuta anche oggi per stabilizzare il sistema iniettando nel sistema altri 70 miliardi di dollari.

L’ansia degli investitori stranieri

Evergrande nel frattempo scivola ai minimi intraday alla Borsa di Hong Kong (-11,61% a 2,36 dollari di Hk) proprio per il mancato pagamento degli interessi da 83,5 milioni sui coupon in scadenza ieri su un bond offshore e in dollari. Onorata, dopo aver “risolto” per via negoziale la questione, la cedola da 35,9 milioni di dollari sul bond domestico in yuan maturata ieri.

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Nel frattempo le banche europee stanno cercando di rassicurare gli investitori sul fatto che la loro esposizione è limitata. Credit Suisse Group AG, che ha sottoscritto la maggior parte delle obbligazioni Evergrande tra le banche internazionali negli ultimi dieci anni, ha rilasciato dichiarazioni che dimostrano che i fondi della sua unità di gestione patrimoniale non detenevano gran parte del debito dello sviluppatore.

Il rischio di UBS Group AG è “immateriale” e limitato all’esecuzione di richieste di garanzie sui prestiti a margine, ha dichiarato l’amministratore delegato Ralph Hamers. Noel Quinn di HSBC Holdings Plc ha detto in una conferenza della Bank of America Corp. di non essere preoccupato per i collegamenti diretti della banca con il settore immobiliare cinese.

Lagarde: Eurozona poco esposta

Parole rassicuranti anche dalla Bce. «Stiamo monitorando la crisi del debito di Evergrande ma in Europa e nell’area dell’euro in particolare, l’esposizione diretta sarebbe limitata», ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in un’intervista alla Cnbc. «Oggi ho avuto un briefing perché penso che tutti i mercati finanziari siano interconnessi. Ho ricordi molto vividi degli ultimi sviluppi del mercato azionario in Cina che hanno avuto un impatto in tutto il mondo - ha spiegato Lagarde - Ma in Europa e nell’area dell’euro in particolare, l’esposizione diretta sarebbe limitata».

Crollo senza fine del titolo in borsa

Il calo dei prezzi del debito di Evergrande ha contribuito a spingere più in alto i rendimenti sul mercato asiatico delle obbligazioni ad alto rendimento da 400 miliardi di dollari, dove è uno dei maggiori mutuatari.

L’obbligazione denominata in dollari con interessi dovuti ieri è crollata di prezzo, gli investitori hanno previsto un mancato pagamento che avrebbe dato il via al più grande processo di ristrutturazione nella storia finanziaria della Cina. Il bond, che scade il prossimo anno, è attualmente scambiata a 0,33 centesimi di dollaro.

L’insolvenza deprime l’immobiliare

I prezzi delle case sono a rischio di “ribasso significativo” indipendentemente da ciò che accade a Evergrande, sembra chiaro che anche in caso di ristrutturazione ordinata, il settore immobiliare in Cina rischia di affrontare pressioni al ribasso.

Mentre le autorità cercano di limitare i prezzi degli immobili più bassi a causa delle svendite di Evergrande implementando i prezzi minimi, i controlli sui prezzi in genere non funzionano.

Segnale di vendita di terreni in ribasso, il mercato si sta raffreddando fin troppo velocemente, le aste dei terreni in diverse città hanno ricevuto scarso interesse. Nove su 10 appezzamenti di terreni a Hangzhou, sede del gruppo Alibaba, sono rimasti invenduti durante il secondo lotto di offerte.


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