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Evergrande rimbalza in Borsa, ma le autorità locali si preparano al default

Silenzio sugli 84 milioni di interessi sul debito offshore in scadenza, gli azionisti abbandonano la società e per le autorità locali scatta l’allarme rosso

di Rita Fatiguso

Aggiornato alle ore 14 del 23 settembre 2021

Evergrande, Gros-Pietro: "Autorita' cinesi pronte a tamponare qualunque evenienza"

3' di lettura

Dal centro alla periferia, il messaggio è chiaro: prepararsi al peggio. «Per China Evergrande Group è una priorità assoluta aiutare i piccoli investitori a recuperare quanto è dovuto». Le parole di Hui Ka Yan, fondatore del secondo gruppo immobiliare cinese gravato da 300 miliardi di dollari di debito, hanno placato le ansie dei mercati dopo la promessa di pagamento di una cedola su un’obbligazione onshore. Ma al territorio, dove la finanza corporate si intreccia a quella locale, è arrivato il warning: preparatevi al peggio anche se le azioni di Evergrande sono schizzate al 32% in apertura di contrattazioni: è l’aumento più alto in un sol giorno dalla quotazione, nel 2009, prima di chiudere a +17,6%.

La situazione del gruppo resta critica

Scade oggi la cedola da 84 milioni di dollari sul debito offshore da 2 miliardi di dollari: alcuni possessori di questi bond sentiti dall’agenzia Reuters hanno affermato di non aspettarsi il pagamento della cedola entro la scadenza di oggi. La prossima settimana è il turno di un’altra rata da 47,5 milioni. Ma il Governo non intende intervenire e ha diramato l’avviso alle autorità locali di prepararsi al peggio.

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Intanto, Chinese Estates Holdings, l’azionista numero due di Evergrande, ha dichiarato di aver venduto 32 milioni di dollari della sua partecipazione e di aver pianificato di uscire completamente dalla holding. Un segnale negativo per la società, sempre più in crisi.

Il sistema del credito è in allarme. Dopo la mossa di iniettare liquidità di mercoledì, la Banca centrale oltre ai 13,92 ha messo in circolazione altri 110 miliardi di yuan (17 miliardi di dollari) attraverso operazioni reverse repo nel sistema bancario per aumentare la liquidità a fine trimestre e prima della Festa Nazionale del 1° ottobre.

Il senso di sollievo si è allargato ai titoli immobiliari del continente quotati a Hong Kong, con Country Garden, il più grande real estate cinese, in crescita fino al 14%. Sunac China è andato a +16% e Guangzhou R&F Properties è cresciuto del 26%.

Le priorità più evidenti, in questo momento, sono quella di calmare gli animi di chi ha pagato o sta pagando case ancora non costruite, tenere a bada gli operai rimasti senza stipendio e gli investitori al dettaglio in perdita.

Se il Governo centrale punterà a mantenere il controllo sociale è importante dal punto di vista della stabilità sociale che gli investitori al dettaglio cinesi riottengano i loro soldi e che gli acquirenti le loro case.

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Non ci sono indicazioni sul futuro

Un portavoce della società non ha risposto alla richiesta di commenti sulla scadenza offshore. Il quadro resta critico. La società non è entrata nei dettagli del piano di pagamenti.

Evergrande ha perso colpi a partire dalle riforme cinesi introdotte per calmare la speculazione immobiliare, Fitch Ratings il 16 settembre ha ridotto le previsioni di crescita economica 2021 per la Cina all’8,1% dall’8,4%, proprio a causa del rallentamento del settore immobiliare sulla domanda interna.

Passeranno settimane prima di avere chiarezza su come si risolverà la situazione. La società potrebbe ristrutturare i suoi debiti ma continuare a operare, oppure potrebbe liquidare In entrambi i casi, ma gli investitori della società probabilmente subirebbero perdite. Si profila anche l’ipotesi spacchettamento di Evergrande in quattro società più piccole.

Le ipotesi di ristrutturazione sul tappeto

China Evergrande Group ha accettato di saldare i pagamenti degli interessi su un’obbligazione onshore, mentre la Banca centrale ha iniettato denaro nel sistema bancario, calmando i timori di un imminente contagio.

Contagio escluso anche da parte americana. Il presidente della Federal Reserve statunitense Jerome Powell ha dichiarato ieri che i problemi di Evergrande sembrano peculiari per la Cina e che “non vede un parallelo con il settore corporate statunitense”.

Sottotraccia il Governo provinciale del GuangDong starebbe lavorando a raggiungere un accordo su come dovrebbe procedere la ristrutturazione gestita.

A complicare le cose ci sono gli intrecci tra immobiliare e gestione patrimoniale, un’area grigia nella quale Evergrande è presente da tempo e di cui non è possibile monitorare i rischi reali.

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