ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCoupon da 148 milioni

Evergrande sull’orlo del default, non paga la terza cedola in tre settimane

L’inadempimento del gigante dell’immobiliare trascina anche Fantasia Luxury. Pechino scatena l’anticorruzione nelle stanze delle massime istituzioni finanziarie

di Rita Fatiguso

Cina, crisi energetica tra blackout e tagli della produzione

3' di lettura

Nella notte dell’11 ottobre, ora di New York, gli obbligazionisti offshore di China Evergrande Group non avevano ricevuto pagamenti di interessi sul debito corporate, un altro coupon da 148 milioni di dollari. È la terza volta che accade in tre settimane, dopo le altre due cedole da 83 e 46 milioni scadute il 23 e 29 settembre.

La società immobiliare, schiacciata da una montagna di 300 miliardi di dollari di debito, non ha rilasciato dichiarazioni. Il 23 ottobre scade il termine per la dichiarazione ufficiale di default. Anche per Fantasia, attiva nel settore luxury, i problemi di governance peggiorano. Pechino avvia maxi-operazione anticorruzione al top delle istituzioni finanziarie.

Loading...

I timori degli obbligazionisti Usa

Il sistema perde colpi, la Banca Centrale cinese ha immesso altri 1,56 miliardi di dollari nel sistema, dopo le operazioni delle scorse settimane un’altra dose di liquidità sotto forma di pronti contro termine a 7 giorni. Il tasso di interesse fissato per i reverse repos è pari al 2,2%.

Criticità lampanti, negli Stati Uniti un gruppo di obbligazionisti con 2,5 miliardi di dollari in bond Evergrande affila le armi legali davanti all’ennesimo pagamento offshore non onorato. Kirkland & Ellis e la banca d'investimenti Moelis & Co. difendono i creditori americani che vogliono impedire la cessione di asset che potrebbero impedire il recupero del dovuto.

Finora Evergrande sta cercando come può di trovare la liquidità necessaria cedendo partecipazione nella banca di Shenyang per 1,5 milliardi o vendendo l’unità di gestione amministrativa immobiliare alla famiglia Chu per altri 5.

I creditori americani sarebbero comunque post-datati, prima verrebbero i fornitori e i titolari degli appartamenti da completare e in parte già pagati, poi i creditori cinesi di bond onshore.

Conto alla rovescia verso il default

Sta già scattando il conto alla rovescia verso il default tecnico, Fitch ha fissato il rating C, poco sopra il fallimento, la data fatidica è il 23 ottorbe.

Lo smantellamento controllato in teoria eviterebbe il contagio a un settore che copre un quarto del Pil cinese, inclusi indotto e servizi.

Nei fatti la situazione è un’altra, almeno 14 dei 30 real estate developer hanno infranto almeno una delle «tre linee rosse» contro l'indebitamento folle del settore, superate le quali viene negata ulteriore liquidità.

Fantasia, gruppo immobiliare del settore luxury ha già mancato un bond e si sta dibattendo tra enormi problemi di gestione interna collegati alla crisi finanziaria della società.

Tutti il settore sta subendo declassamenti al ritmo più veloce negli ultimi cinque anni. Moody’s Investors Service, Fitch Ratings e S&P Global Ratings hanno tagliato le valutazioni per ben 91 volte al 30 settembre scorso.

Anti-corruzione per le autorità finanziarie

A sei anni dall’ultima edizione, Pechino lancia una operazione anti-corruzione ai massimi vertici delle autorità di controllo, tra cui le più grandi banche statali, gli assicuratori e i gestori di crediti inesigibili.

Vale 54 trilioni di dollari, l’intero sistema, un team guidato dalla Commissione centrale per l’ispezione disciplinare avvierà un controllo di due mesi della China Banking and Insurance Regulatory Commission e accetterà denunce e report fino al 15 dicembre.

Il presidente della CBIRC Guo Shuqing ha detto che la mossa è un riflesso dell’attenzione del Partito Comunista sulla regolamentazione finanziaria. Sotto esame entrano la Banca centrale, la stessa CBRIC, le borse, le banche statali e anche i gestori di crediti inesigibili tra cui China Huarong Asset Management Co.

Il coordinatore della campagna sarà Zhao Leji, capo della CCDI, l’ente anti-corruzione che si è occupata del settore finanziario nell 2015, concentrandosi su 21 entità dalle quali furono però escluse le quattro società competenti a gestire crediti inesigibili.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti