Real estate

Evergrande tracolla (-20%). Cina: sostegno all’immobiliare

Tornano i timori di un default che avrebbe pesanti ripercussioni sull’intero comparto immobiliare, che nell’ultimo ventennio ha contribuito per un terzo circa alla composizione del Pil cinese

di Redazione Finanza

Nella sede di Evergrande a Hong Kong (Ap)

2' di lettura

Evergrande, che ha coupon in scadenza per 82,5 milioni di dollari, ha riferito di aver ricevuto solleciti dai creditori per il pagamento di debiti per 260 milioni, alimentando i timori di un default che avrebbe pesanti ripercussioni - malgrado le rassicurazioni di Banca centrale cinese e varie autorità - sull’intero comparto immobiliare che nell’ultimo ventennio ha contribuito per un terzo circa alla composizione del Pil cinese. I timori di un crack hanno di nuovo scatenato le vendite in Borsa: il titolo Evergrande ha chiuso le contrattazioni in calo del 19,56 per cento.

Il real estate, del resto, ha altre criticità in corso: Sunshine 100 China Holdings, quotata a Hong Kong, ha dichiarato di aver mancato la scadenza di domenica per effettuare 179 milioni di dollari sui pagamenti del capitale e degli interessi di un’obbligazione del 10,5%. L’insolvenza, ha spiegato la compagnia in un file di Borsa, è dovuta a «problemi di liquidità derivanti dall’impatto negativo di una serie di fattori tra cui l’ambiente macroeconomico e il settore immobiliare». La compagnia, secondo i calcoli di Bloomberg, ha bond in circolazione per 385 milioni di dollari. Kaisa Group, altro sviluppatore immobiliare in crisi, ha reso noto la scorsa settimana il fallimento di un’offerta su uno swap sul debito da almeno 380 milioni che gli avrebbe fatto guadagnare tempo cruciale per raccogliere liquidità, avvertendo che non c’era «alcuna garanzia» che sarebbe stato in grado di soddisfare i suoi obblighi di pagamento.

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L’intervento della banca centrale

E proprio guardando alle difficoltà del real estate, proprio ieri la banca centrale cinese ha annunciato il taglio dello 0,50% del coefficiente di riserva obbligatoria per le istituzioni finanziarie, in una mossa destinata ufficialmente a «sostenere lo sviluppo dell’economia reale e ridurre i costi complessivi di finanziamenti». La misura - la seconda negli ultimi mesi - che entrerà in vigore il 15 dicembre prossimo porterà la media del coefficiente all’8,4%, ha affermato la Banca centrale cinese in un comunicato in cui ha ribadito l’impegno ad attuare «una politica monetaria prudente», a dare priorità alla «stabilità» ed evitare iniezioni di liquidità «indiscriminate». Allo stesso tempo, la promessa è di «una liquidità sufficiente», esprimendo sostegno al settore immbiliare.

Alibaba riorganizza l’e-commerce

Nel frattempo un altro colosso cinese, Alibaba, ha annunciato la riorganizzazione delle sue attività di e-commerce, nominando anche un nuovo direttore finanziario nel mezzo di un contesto generale difficile che sconta una maggiore concorrenza, un rallentamento dell’economia e un giro di vite regolamentare da parte delle autorità di Pechino. La compagnia di Hangzhou fondata da Jack Ma ha chiarito ieri che in due nuove unità si concentreranno i principali business di e-commerce internazionale e cinese nel tentativo di centrare più agilità e maggiore crescita.

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