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Evo, da Torino l’intelligenza artificiale che vuol fare concorrenza ad Amazon

Il software, sviluppato nell’incubatore del Politecnico di Torino, esamina le scelte di moda e ne trae dati che anticipano le scelte di mercato. Finora circa 20 aziende hanno beneficiato delle sue predizioni. E le ambizioni crescono

di Natascia Ronchetti


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2' di lettura

TORINO – Il primo a crederci è stato il gruppo Miroglio, al quale fanno capo undici brand, tra i quali Elena Mirò, Oltre, Motivi e Caractere. Il colosso di Alba, in provincia di Cuneo, voleva capire come progettare le collezioni, gestire gli acquisti e pianificare la produzione di fronte alla volatilità della domanda. È diventato un caso di studio negli Stati Uniti, alla Harvard Business School.

Da allora Evo e il suo software, basato sull'intelligenza artificiale, hanno aiutato una ventina di maison a fare le scelte giuste. A comprendere, per esempio, perché nel mondo del fashion il mercato di Milano è molto diverso da quello di Bologna o di Parigi: perché se una t-shirt funziona nel capoluogo lombardo non è detto che riscuota lo stesso successo in quello emiliano o nella capitale francese. Soprattutto hanno imparato ad anticipare l'andamento della domanda, con analisi predittive.

Evo è una giovane impresa. Allevata nell'incubatore del Politecnico di Torino oggi ha due sedi – una nel capoluogo piemontese, una a Londra – e conta 35 collaboratori, quasi tutti data scientist. «Prevedere la domanda nella sua globalità in fondo non è difficile – dice Fabrizio Fantini, fondatore di Evo -. Ma se ci limitiamo a questo non facciamo altro che ricalcare la storia del mezzo pollo di Trilussa, proverbiale osservazione a proposito delle medie statistiche. E i consumatori sono cambiati, non comprano più quello che trovano ma comprano quello che vogliono».

È così che Evo scompone e spacchetta, con gli algoritmi. Trasforma i prodotti in “attributi funzionali” (tipo di manica, tipo di scollo, e così via) e in “attributi di stile”, che riguardano, appunto, lo stile, partendo da un database che mappa 1,2 miliardi di consumatori. Poi il software “metabolizza” e lavora i dati di mercato che vengono inseriti sulla base delle indicazioni delle aziende. Prezzi, prodotti. Ma anche caratteristiche dei principali competitor. Alla fine trasforma i dati in segnali predittivi delle tendenze di mercato, per permettere alle maison di prendere decisioni sistematiche e proficue.

Fantini è un ingegnere gestionale con un dottorato in matematica applicata e un master in business administration all'Università di Harvard. Si è indirizzato sul mondo del fashion, spiega, quando «ho scoperto che per le aziende che operano nel settore della moda uno dei principali problemi è quello della gestione dell'inventario». Oggi il sistema messo a punto, prendendo in considerazione tante variabili, dalle vendite storiche all'area geografica per arrivare al clima, è capace di supportare le maison nella pianificazione della produzione, nelle scelte sull'assortimento da garantire nei negozi, nella definizione dei prezzi e delle promozioni. Tutto abbinando ai metodi di statistica il machine learning avanzato.

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