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Ex Gkn, lavoratori ancora a Palazzo Vecchio: chiedono interventi

Il sindaco di Firenze Dario Nardella: «Ci aspettiamo che vengano messi in funzione tutti gli ammortizzatori sociali, contestualmente a un nuovo piano industriale»

(Agf)

3' di lettura

«Ci aspettiamo che venga rispettato in tutti i suoi aspetti l’accordo quadro che è stato firmato dalle organizzazioni sindacali e dalla nuova proprietà e che l’azienda paghi ai lavoratori tutto ciò che è dovuto». Così il sindaco di Firenze Dario Nardella, all’uscita dell’incontro con gli operai della ex Gkn di Campi Bisenzio, in protesta dal primo pomeriggio del 14 novembre dentro Palazzo Vecchio, sede del comune di Firenze.

«Ci aspettiamo che vengano messi in funzione tutti gli ammortizzatori sociali, contestualmente alla ripartenza di una procedura per la valutazione di un nuovo piano industriale. Su questo sia noi che l’azienda stessa dobbiamo insistere perché il governo si prenda i propri impegni per garantire gli ammortizzatori sociali», ha continuato Nardella, aggiungendo: «Abbiamo chiesto ai lavoratori la piena disponibilità a favorire la ripresa di un percorso di fronte all’ipotesi di un nuovo piano industriale con tutte le opportune azioni, inclusa quella di poter accedere allo stabilimento e verificare le potenzialità di un nuovo progetto per lo stabilimento stesso».

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Abbassare i toni

Nardella ha poi parlato della necessità di «un rispetto reciproco» e che «non ci devono essere accuse, dobbiamo abbassare i toni. Per quanto riguarda la presenza a Palazzo Vecchio il presidente Milani con il Consiglio comunale ha un canale diretto con i lavoratori per capire come si svilupperà la protesta che in questo momento si sta realizzando».

«Sicuramente chiamerò il ministro (delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, ndr)» «e gli chiederò di poter fare il punto della situazione perché c’è la necessità di un intervento forte da parte del ministero», ha commentato il presidente della regione Toscana Eugenio Giani.

La posizione degli operai

«È il momento dell’azione, è una sfida che lanciamo alla classe dirigente di questo Paese. La proprietà lancia condanne a mezzo stampa, noi siamo qua in carne e ossa, con stanchezza e fame. Siamo pronti a metterci il corpo e anche, serenamente, a rimetterci la fedina penale. Qua siamo e qua rimaniamo». Lo ha detto Dario Salvetti, della Rsu e del Collettivo di fabbrica della ex Gkn, a proposito della protesta in corso a Palazzo Vecchio. Salvetti ha ribadito che l’intenzione è di non lasciare la sede comunale. «Il bonifico degli stipendi non è negoziale, è il segno che si vuole rispettare gli accordi in essere», ha poi aggiunto anche in risposta alle dichiarazioni del sindaco Dario Nardella.

La replica della proprietà

«Ringrazio il sindaco che insieme al presidente Giani hanno fatto quanto in loro potere. A Nardella riconosco di essere stato sempre molto vicino, così come penso che il presidente Giani abbia mostrato interesse ed attenzione quando necessario. Purtroppo loro non hanno le leve per favorire una riconversione, che invece sono in mano ai ministeri e da loro attendiamo risposte a richieste di cassa integrazione, firmate anche dalle organizzazioni sindacali. L’azienda è assolutamente disponibile a qualunque confronto promosso dall’amministrazione comunale e della regione». Lo ha detto Francesco Borgomeo, l’imprenditore che ha acquisito l’ex Gkn ora Qf, a proposito della protesta in corso a Palazzo Vecchio.

Secondo Borgomeo «senza cassa integrazione e senza agibilità dello stabilimento, sarà difficile per chiunque provare a reinsediare lavoro e attività imprenditoriale in quella fabbrica. Da parte mia ci sarà sempre il massimo sostegno, sulla base di quanto mi verrà richiesto, per chi saprà trovare le giuste soluzioni».

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