audizione alla camera

Ex Ilva, i commissari: lo Stato entra solo se garantito il lavoro

«L'obiettivo è una produzione di 8 milioni di tonnellate e la piena occupazione», dice Alessandro Danovi illustrando i punti di un accordo in corso di negoziazione

di Nicola Barone


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2' di lettura

«I punti principali dell'accordo» sui quali si sta lavorando per arrivare ad un'intesa «entro fine mese» prevedono l'anticipo dell'acquisto degli asset Ilva e il mantenimento del prezzo stabilito nell'accordo originario. «In cambio vi è la disponibilità dello Stato di entrare nella compagine di Ami a fronte di una disponibilità di Mittal a predisporre un nuovo piano industriale con nuove tecnologie green e mantenimento sostanziale del livello occupazionali». A dirlo è il commissario straordinario dell'Ilva Alessandro Danovi nel corso dell'audizione alla Camera dei deputati sulla situazione del sito di Taranto.

Ingresso condizionato alla decarbonizzazione
Inoltre l'esecutivo potrà entrare nel capitale accogliendo alcune istanze di ArcelorMittal Italia nella newco che provvederà alla ristrutturazione e al rilancio dell'ex Ilva, «a costo che Ami accetti la transizione verso la decarbonizzazione nel quadro di new deal voluto dall'Europa». Per i commissari è valido accordo del 2018. In qualunque caso lo stabilimento «dovrà produrre valore e deve essere sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale». Obiettivo espressamente citato, una produzione di 8 milioni di tonnellate e la piena occupazione.

«Ci sono condizioni per un accordo»
Allo stato delle cose non esiste altra possibilità di rinvii, annota il commissario illustrando i punti intorno a cui stanno negoziando i legali delle due parti in vista del termine del 6 marzo fissato dal tribunale per evitare il recesso di ArcelorMittal. La meta non è raggiunta, «puntiamo ad arrivarci per il 29 febbraio, attualmente ci sono le condizioni per un accordo». In mancanza del quale, viene specificato, «ciascuna parte se ne prenderà la responsabilità». E senza un accordo definito con la controparte «non rinunceremo alla procedura d'urgenza» mette in chiaro l'altro commissario straordinario dell'Ilva Antonio Lupo. Entro la scadenza «deve esserci l'accordo ed escludiamo un passaggio al rito ordinario». «La nostra azione» legale «è stata forte anche grazie all'intervento della procura di Milano» intervenuta ex articolo 700. Da quel momento «siamo riusciti a rimetterci in una posizione negoziale diversa» rispetto a due mesi prima. Mantenendo «ferma la barra del livello del prezzo d'acquisto».

Immunità fuori dalle trattative
Infine la questione «immunità o esimente penale», fattispecie fuori dai negoziati e che non rientrano nell'accordo che stiamo predisponendo con i legali», fanno notare i commissari.

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