ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùSospesa la sentenza del Tar

Ex-Ilva, evitato lo stop agli impianti. Per il Consiglio di Stato la produzione può proseguire

Sospesa la sentenza del Tar Lecce: ArcelorMittal Italia non ha l'obbligo di avviare la fermata dell'area a caldo dello Stabilimento di Taranto e degli impianti connessi.

di Domenico Palmiotti

4' di lettura

ArcelorMittal, ex Ilva, non dovrà spegnere entro metà aprile gli impianti dell'area a caldo del siderurgico di Taranto in applicazione di una sentenza del Tar Lecce. Il Consiglio di Stato ha infatti sospeso la sentenza e ha accolto la richiesta che, in proposito, hanno formulato ArcelorMittal (gestore impianti), Ilva in amministrazione straordinaria (proprietà) e Invitalia (futuro partner pubblico).
Hanno invece chiesto di mantenere la sentenza del Tar, Comune di Taranto, Regione Puglia e Codacons.

La sentenza del Tar confermava un’ordinanza del sindaco di Taranto di febbraio 2020. Il provvedimento dei giudici dell’appello (quarta sezione) è del 12 marzo, l’udienza si è invece tenuta il giorno prima. ArcelorMittal Italia dichiara che «il Consiglio di Stato, all’esito della camera di consiglio dell’11 marzo 2021, ha disposto la sospensione della sentenza del Tar Lecce n.249/2021 con la conseguenza che ArcelorMittal Italia non ha l’obbligo di avviare la fermata dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto e degli impianti connessi».«L’attività produttiva dello stabilimento può dunque proseguire regolarmente» aggiunge l’azienda.

Loading...

Leggi qui l’ordinanza del Consiglio di Stato

Giorgetti: soluzione crisi non passa da aule Tribunale

«Accogliamo con rispetto la decisione sull’ex Ilva anche se non crediamo che la soluzione della crisi possa passare dalle aule di tribunale». È il commento del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. «Questa pronuncia - prosegue il ministro - dà comunque la possibilità e il tempo alla politica e al Mise in particolare di cercare la soluzione per gli operai, l’azienda e la produzione siderurgica italiana che rappresenta un asset strategico oltre che un’eccellenza e va tutelata».

I giudici: evitato danno grave ed irreparabile

Il Consiglio di Stato, con i giudici della quarta sezione, «ha ritenuto prevalente l’esigenza di evitare il grave e irreparabile danno che sarebbe derivato dalla sospensione dell’attività, cui si sarebbe dovuto procedere entro la scadenza dei termini stabiliti nell’ordinanza stessa». Lo dice l’organo di appello della giustizia amministrativa in una nota spiegando la sua decisione. Per il Consiglio di Stato, «non è stato adeguatamente smentito che lo spegnimento della c.d. “area a caldo” in tempi così brevi e senza seguire le necessarie procedure di fermata in sicurezza, avrebbe comportato con certezza gravissimi danni all'impianto, tali da determinare di fatto la cessazione definitiva dell’attività».

Per i giudici, al contrario, i rischi per la salute pubblica alla cui prevenzione era indirizzata l’ordinanza impugnata, sono connessi alla possibilità del ripetersi di incidenti analoghi a quelli che hanno determinato l’intervento del sindaco, e quindi a episodi futuri ed eventuali, tenuto conto anche che l’ordinanza risulta essere stata già sospesa per oltre un anno durante il giudizio dinanzi al Tar senza che risultino verificatisi ulteriori episodi significativi di emissioni». La quarta sezione del Consiglio di Stato ha inoltre «preso atto che risulta già fissata per il 13 maggio 2021 l’udienza di trattazione del merito della causa, nella quale saranno approfondite le complesse e delicate questioni rappresentate dalle società appellanti in relazione alla legittimità dell’ordinanza sindacale».

Sindaco Taranto: fermeremo fabbrica in ogni modo possibile

«Nessuna sorpresa, nessuna variazione sul percorso che abbiamo impostato con l’intera comunità. E quand’anche gli esiti dell’udienza di maggio del Consiglio di Stato dovessero prevaricare l’aspirazione di mezzo milione di cittadini e i diritti fondamentali sanciti dal Tar di Lecce, noi andremo avanti in ogni grado di giudizio, anche in sede europea». Lo afferma il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. «Lascia esterrefatti Invitalia - afferma il sindaco -, un pezzo di Stato con tanti interessi a Taranto, che opera in maniera non trasparente e si associa ad ArcelorMittal. È un grave danno di credibilità al Governo della transizione ecologica del presidente Mario Draghi». «Ora verifichiamo cosa c'è nel Recovery Plan per l’ex Ilva, di lì capiremo davvero tante cose - rileva ancora Melucci -. L’unica certezza è che noi fermeremo l’area a caldo dello stabilimento siderurgico, con ogni mezzo possibile, ogni giorno sarà una pena per loro e per chi intenderà danneggiare ancora la vita dei tarantini e interferire con la svolta della città».

I sindacati: Governo riprenda in mano la questione

Secondo Roberto Benaglia, segretario Fim Cisl, «è una buona notizia che dà serenità, che deve permettere di riprendere le attività tra le parti. Adesso - chiede Benaglia - ArcelorMittal riprenda il confronto col sindacato, a partire dagli investimenti e da cosa si dovrà fare a partire dal 2021, ma chiediamo anche al Governo di proseguire nell’attuazione degli impegni presi da parte di Invitalia e di convocarci rapidamente». «Il Consiglio di Stato chiarisce la situazione nell’immediato ma non è questa la soluzione del problema Ilva», sostiene Rocco Palombella, segretario Uilm. E conclude: «Il pronunciamento dei giudici dà ora tempo al Governo di riprendere in mano l’intera questione. Ma il Governo chiarisca cosa vuole fare per questa azienda. I nodi da sciogliere sono ancora tanti, sono lì, e attendono una risposta che sta tardando da troppo tempo».

Infine, per Francesca Re David e Gianni Venturi della Fiom Cgil, adesso «occorre completare la transizione degli assetti societari con l'ingresso di Invitalia e la possibilità di utilizzare le risorse del coinvestimento».
«Inoltre - aggiungono gli esponenti Fiom -, è necessario aprire immediatamente il confronto sul piano industriale e sul rapporto tra lo stesso e le scelte e le decisioni sul Recovery Fund per costruire da subito le condizioni per una produzione ambientalmente sostenibile dell'acciaio a Taranto e nell'insieme della siderurgia».


Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti