lo scontro governo-arcelor mittal

Ex-Ilva, Conte: Parlamento sovrano, l’immunità è un privilegio

Due giorni fa, dopo un esame lampo, il Senato ha dato via libera al Dl "omnibus" per la crescita, che introduce la limitazione temporale al 6 settembre 2019 dell'esonero dalla responsabilità penale per l'attuazione del piano ambientale dell'ex-stabilimento Ilva di Taranto rilevato da Arcelor Mittal


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2' di lettura

«Pensare che si possa gestire un'azienda solo a condizione di avere un'immunità penale è un privilegio». Era «un'eccezione, su cui è intervenuto il Parlamento e ha eliminato l'eccezione. Ripeto: il Parlamento è sovrano, io confido solo che gli investitori non abbiano affidato le loro valutazioni di investimento a questa regoletta». È la linea sul dossier Ilva del premier Giuseppe Conte, ribadita in conferenza stampa ad Osaka al termine del G20.

Due giorni fa, dopo un esame lampo, il Senato ha dato via libera al Dl "omnibus" per la crescita, che introduce la limitazione temporale al 6 settembre 2019 dell'esonero dalla responsabilità penale per l'ex-stabilimento Ilva di Taranto, rilevato dalla multinazionale franco-indiana Arcelor Mittal. Alla vigilia, il 26 giugno, l'Ad di ArcelorMittal Europa, Geert Van Poelvoorde aveva ribadito ancora una volta l'intenzione di chiudere lo stabilimento proprio a partire dal 6 settembre in mancanza di una soluzione normativa che permetta il mantenimento delle tutele legali per l'attuazione del piano ambientale.

Di fatto un ultimatum al Governo che ha provocato la secca la replica del vicepremier Luigi Di Maio: «Io non accetto ricatti. Qui la legge è uguale per tutti. Ilva resti aperta, non hanno nulla da temere, le soluzioni si trovano». Mentre il vicepremier Matteo Salvini ha preferito

rimarcare anche su questo fronte la distanza tra Lega e M5s: «Io avrei lasciato la garanzia legale. Di Maio mi assicura che non rischia, io mi fido».

I timori del mondo imprenditoriale per le sorti dell'acciaieria di Taranto sono stati espressi a più riprese negli ultimi giorni dal leader di Confindustria, Vincenzo Boccia. «È auspicabile che si possa trovare spazio di manovra perché quando arriva un investitore che vuole fare dell'Ilva la più grande acciaieria del mondo in termini di produttività e di sostenibilità, dobbiamo fare del nostro meglio per agevolarlo e per cogliere questa opportunità come paese», ha ribadito ieri Boccia a margine dell'assemblea generale dell'Associazione industriale bresciana.

Sulla vicenda pesa anche l’imminente avvio (da lunedì 1 luglio) della
Cassa integrazione ordinaria annunciata dall'azienda per 1.395 lavoratori, per 13 settimane, salvo proroghe. Per il 9 luglio i l ministero dello Sviluppo economico ha convocato un tavolo per il monitoraggio dell'accordo sindacale sull'Ilva sottoscritto da ArcelorMittal il 6 settembre 2018, e ora messo in dubbio prior dal ricorso alla Cig. Convocati i sindacati nazionali e territoriali di categoria e confederali; la direzione aziendale e i commissari Ardito, Danovi, Lupo. L'incontro sarà presieduto dal ministro Luigi Di Maio.

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