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Ex Ilva, corruzione in atti giudiziari: processo per ex procuratore Capristo ed ex commissario Laghi

Corruzione in atti giudiziari. Con quest'accusa sono stati rinviati a giudizio il 14 marzo l'ex procuratore capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, attualmente in pensione, e l'ex commissario di Governo di Ilva in amministrazione straordinaria, Enrico Laghi

di Domenico Palmiotti

3' di lettura

Corruzione in atti giudiziari. Con quest'accusa sono stati rinviati a giudizio il 14 marzo l'ex procuratore capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, attualmente in pensione, e l'ex commissario di Governo di Ilva in amministrazione straordinaria, Enrico Laghi. A giudizio con la stessa motivazione anche il funzionario di Polizia, Filippo Paradiso, l'avvocato Giacomo Ragno, di Trani, l'ex consulente Ilva Nicola Nicoletti e l'avvocato Pietro Amara. Quest'ultimo è il legale che tempo addietro ai pm di Milano e Perugia ha parlato della cosiddetta “Loggia Ungheria”, la quale avrebbe veicolato le nomine dei magistrati negli uffici giudiziari di tutta Italia. Amara in passato è stato anche consulente di Eni ed Ilva.
Il rinvio a giudizio riguarda vicende che ruotano attorno all'ex Ilva di Taranto nel periodo in cui Capristo era a capo della Procura e Laghi uno dei tre commissari dell'amministrazione straordinaria nominati dal Mise. Il processo comincerà a Potenza il 25 maggio. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal giudice dell'udienza preliminare Annachiara Di Paolo. Potenza è l'organo giudiziario competente territorialmente per le vicende che riguardano Taranto.
L'inchiesta della Procura di Potenza, guidata dal procuratore capo Francesco Curcio, è esplosa il 19 maggio 2020 con l'arresto di Capristo insieme ad altre quattro persone, con l'accusa di tentata interferenza (induzione indebita) ed un'inchiesta della Procura di Trani, dove Capristo era stato prima di essere assegnato a Taranto. Dalla vicenda di Trani è poi sgorgato il capitolo Ilva, che l'8 giugno 2021 ha portato - sempre da parte della Magistratura di Potenza - a misure cautelari nei confronti dell’avvocato siciliano Pietro Amara (carcere), dell’avvocato di Trani, Giacomo Ragno (arresti domiciliari), del poliziotto Filippo Paradiso (carcere), e dell’ex consulente di Ilva in amministrazione straordinaria, Nicola Nicoletti (domiciliari). In quell'occasione era anche scattato l'obbligo di dimora per Capristo, nel frattempo andato in pensione. Il gip di Potenza ritenne Laghi, Capristo, Amara, Paradiso e Nicoletti “in permanenza” e Ragno “con più azioni esecutive”, autori in concorso “di un medesimo disegno criminoso”. Per la Procura lucana, “Capristo, a fronte della garanzia di una gestione complessivamente favorevole dei numerosi procedimenti ed indagini in cui era coinvolta Ilva in amministrazione straordinaria, otteneva in cambio, da Laghi e Nicoletti, favori materiali quali lucrosi incarichi ad amici, segnatamente all'avvocato Giacomo Ragno”. Mentre l'approccio dell'ufficio di Capristo “certamente più aperto, dialogante e favorevole alle esigenze dell'Ilva e della politica aziendale, giudiziaria ed economica praticata e voluta da Enrico Laghi, rafforzava il prestigio professionale e la capacità” di quest'ultimo, tanto da “essere considerato negli ambienti governativi ed economici, manager capace di risolvere le situazioni più complesse”. Così scrissero i magistrati all'epoca. Laghi, commissario di Governo di Ilva in amministrazione straordinaria dal 2015 a giugno 2019, finì ai domiciliari per corruzione in atti giudiziari in una fase successiva, a settembre 2021. Per i magistrati, sarebbe stato il presunto “regista” degli accordi illeciti con l'allora procuratore Capristo per assicurare all'acciaieria (commissariata nel 2013 dallo Stato dopo la gestione del gruppo privato Riva) un trattamento di favore in diversi procedimenti giudiziari, tra i quali il patteggiamento nel processo “Ambiente Svenduto”, rigettato dalla Corte d'Assise di Taranto perché i fatti contestati erano estremamente gravi. Tutte le persone coinvolte a suo tempo dai provvedimenti dell'autorità giudiziaria sono attualmente libere.

Dallo studio DLA Piper riceviamo e pubblichiamo: Il Dott. Nicola Nicoletti non è tra i soggetti rinviati a Giudizio dal GUP di Potenza all'esito dell'udienza preliminare del 14 marzo 2023. Il Dott. Nicoletti, infatti, ha definito la sua posizione processuale già nella fase delle indagini preliminari, uscendo, ormai più di un anno fa, dal procedimento. La decisione del GUP di Potenza, pertanto, non lo riguarda in alcun modo, considerato che la stessa Procura della Repubblica di Potenza non ha mai neanche chiesto il suo rinvio a giudizio.

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