siderurgia

Ex Ilva, i fondi Recovery plan per risanare il polo di Taranto

Primo round del confronto Orlando: impegno sulla Cig Giorgetti: Invitalia avanti. Il Consiglio di Stato non dà la sospensiva e rinvia la pronuncia all'11 marzo.

di Domenico Palmiotti e Giorgio Pogliotti

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2' di lettura

ArcelorMittal dovrà aspettare per la pronuncia del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva che l’azienda ha presentato, in appello, contro la sentenza del Tar Lecce del 13 febbraio che ordina lo spegnimento in 60 giorni degli impianti dell’area a caldo del siderurgico di Taranto perché ritenuti inquinanti (i termini decorrono da sabato scorso). ArcelorMittal che ha presentato in tempi rapidissimi il ricorso ai giudici di Palazzo Spada con l’obiettivo di avere in tempi altrettanto rapidi la sospensiva sul Tar, ieri si è vista rinviare ogni decisione all’11 marzo. Sino ad allora la situazione resta congelata. Non si avvia lo spegnimento degli impianti e la richiesta di ArcelorMittal di stoppare il Tar rimane integra.

Luigi Maruotti, presidente della quarta sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto che non ci fossero i presupposti per decidere con un decreto monocratico del presidente, come da istanza aziendale. Lo dovrà fare «nella ordinaria sede collegiale», considerate le «delicate questioni controverse tra le parti». Di qui, dunque, la camera di consiglio dell’11 marzo mentre il secondo grado di giudizio sarà nell’udienza del 13 maggio. ArcelorMittal spiega che «il presidente della IV Sezione ha chiarito che, allo stato, non sussistono ragioni di estrema urgenza di adottare misure cautelari atteso che, prima dell’11 marzo, non sussiste l’obbligo di avviare le operazioni di fermata dell’area a caldo e degli impianti connessi». Per il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci «la partita è aperta».

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Ieri della vicenda Ilva si sono occupati i neo ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro, rispettivamente Giancarlo Giorgetti e Andrea Orlando che hanno incontrato prima i commissari straordinari Ilva Francesco Ardito, Antonio Lupo ed Alessandro Danovi, poi i leader di Cgil, Cisl e Uil, e delle categorie (Fiom, Fim e Uilm), e infine l’Ad ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, con il Coo Adolfo Buffo. La prossima settimana è in calendario l’incontro con Comune di Taranto e Regione Puglia. Il ministro Giorgetti ha ribadito come la siderurgia sia strategica per il sistema industriale italiano, e ciò impone di trovare una soluzione che sia sostenibile ambientalmente. Soluzione che potrà contare sulle risorse del Recovery plan, tanto che un prossimo incontro si svolgerà proprio per approfondire questo tema. Il ministro Giorgetti ha anche auspicato che Invitalia «prosegua sul percorso dell’accordo». Sull’integrazione salariale per i 1.700 lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria il ministro Orlando ha confermato che sarà inserita in un provvedimento (nel Milleproroghe o nel Dl Ristori5).

«I ministri hanno convenuto sulla necessità di colmare rapidamente il deficit di confronto sul piano industriale - ha commentato Francesca Re David (Fiom) -. Non è immaginabile arrivare ad un accordo sindacale entro il 31 marzo, si rischia di non cogliere il legame con le scelte che si vanno definendo nel Recovery Plan». Per Roberto Benaglia (Fim) «gli impegni politici vanno concretizzati e bisogna ritornare ad un tavolo contrattuale che costruisca le condizioni per un accordo sindacale». Rocco Palombella (Uilm) ricorda che del nuovo piano industriale «abbiamo apprezzato la spinta verso una transizione ecologica ma espresso contrarietà rispetto agli esuberi previsti e i tempi troppo lunghi di realizzazione».

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