Taranto

Ex Ilva: giudice reintegra lavoratore licenziato per un post

Il caso Cristello

di Domenico Palmiotti

I punti chiave

  • Il giudizio
  • I fatti contestati
  • Il confronto

3' di lettura

Non vi è modo di ritenere che i riferimenti allo stabilimento siderurgico di Taranto presenti nel post, permangano nel presente e si proiettino verso il futuro sì da interessare anche la Acciaierie D'Italia spa. Lo scrive il giudice del Tribunale di Taranto, sezione lavoro, Giovanni Di Palma, nell'ordinanza - depositata il 26 luglio - con la quale dispone nei confronti dell'ex Ilva ed ex ArcelorMittal Italia il reintegro nel suo posto di lavoro del dipendente Riccardo Cristello. Stabilito anche il risarcimento del danno con il pagamento al lavoratore «di un'indennità pari alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello della effettiva reintegrazione, oltre rivalutazione e interessi».

Riccardo Cristello, tarantino, è il tecnico che l'azienda, lo scorso aprile, ha prima sospeso dal lavoro per cinque giorni insieme ad un altro collega e poi ha licenziato (mentre l'altro dipendente, a fronte delle scuse presentate all'azienda, non ha ricevuto ulteriori provvedimenti). Tutto ruota su un post che i due lavoratori hanno messo sulla propria bacheca Facebok relativa alla fiction di Canale 5, “Svegliati amore mio”, con Sabrina Ferilli, su idea e regia di Simona Izzo e Ricky Tognazzi. Nella fiction si narra di un'acciaieria che inquina, collocata vicina ad una città, e di una bambina che, a causa delle emissioni, si ammala.

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Nel post contestato, Acciaierie d'Italia ha visto un'offesa all'immagine e alla reputazione dell'azienda e dei suoi dirigenti. Il caso, mesi addietro, suscitò clamore e intervenne anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che ricevette al ministero il dipendente licenziato e cercó di far fare un passo indietro all'azienda. Il giudice, adesso, chiude il caso e sulla base delle tesi espresse dalla difesa del licenziato, chiarisce che nessun riferimento vi è all'attuale gestione dell'acciaieria di Taranto. Per il magistrato, «non essendovi ragione di ricondurre i fatti oggetto di addebito al piano di rilevanza degli obblighi di fedeltà a carico del lavoratore o di correlare ad essi l'inosservanza dei generali principi di correttezza e buona fede contrattuale, è, giocoforza, da escludere che detta condotta extra lavorativa possa, sotto tale profilo, assumere rilievo disciplinare». È accertata la mancata integrazione della giusta causa afferma ancora De Palma riferendosi alla motivazione addotta dall'azienda. Il giudice chiarisce poi due punti controversi della vicenda: non c'è stata ritorsione aziendale e quanto Cristello ha postato sulla propria bacheca Fb, non è semplice condivisione di un messaggio altrui. Il giudice scrive infatti che non vi è modo di dimostrare che la società Acciaierie d'Italia sia pervenuta alla... contestazione disciplinare con l'esclusivo intento di perseguire fini ritorsivi, né vi è, in ogni caso, ragione di ritenere... che il provvedimento espulsivo alla mancata pubblica resipiscenza del lavoratore possano valere a far emergere la paventata ritorsività dell'atto.

E in quanto a Cristello, il magistrato rileva come i contenuti del post in questione, al contrario di quanto sostenuto dalla parte ricorrente, si intende la difesa del lavoratore, “non promanino dalla condivisione di un messaggio pubblicato da altri sul social Facebook, ma siano, invece, direttamente ascrivibili al Cristello, avendole il ricorrente “postate” sulla bacheca del proprio profilo.

Per Mario Soggia, legale del sindacato Usb che ha assistito Cristello in giudizio, «il giudice De Palma accetta sostanzialmente la nostra linea difensiva e conviene che nel post contestato non vi è alcun riferimento alla attuale gestione del siderurgico e cioè ad Acciaierie d'Italia. Infatti - prosegue il legale -, quel post certo prendeva le mosse dalla fiction, ma nella serie televisiva si parla di una città non identificata, quindi nessun riferimento a Taranto, e soprattutto a fatti che risalgono al 2002, ovvero ad un periodo temporale largamente antecedente all'arrivo di ArcelorMittal Italia nella gestione del siderurgico».

Il magistrato «ha accertato la natura offensiva delle espressioni utilizzate dal signor Cristello (tra le altre, “assassini”). Inoltre, ha confermato la certa ascrivibilità al dipendente del post pubblicato, nonché l'assenza di alcun intento ritorsivo da parte dell'azienda, con l'applicabilità dell'obbligo di fedeltà a prescindere dalla tipologia degli strumenti di comunicazione adoperati». Lo rende noto Acciaierie d’Italia, ex Ilva, a proposito dell’ordinanza del giudice del lavoro di Taranto, Giovanni Di Palma, che iha reintegrato Giovanni Cristello nel posto di lavoro. «Acciaierie d'Italia - dichiara l’azienda in una nota - prende atto che il magistrato, nella fase sommaria del giudizio, ha adottato il provvedimento di reintegra ritenendo che l' “attacco verbale” operato dal signor Cristello fosse in realtà riferito alle precedenti gestioni dello stabilimento siderurgico tarantino e, tanto, indipendentemente dalla coniugazione al presente delle voci verbali impiegate».

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