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Ex Ilva, il governo studia incentivi green e newco a partecipazione pubblica

Il ministro Gualtieri: «rilancio possibile». L’azienda :«avanti con il confronto». Piano per la decarbonizzazione, con ipotesi newco a partecipazione pubblica. Sullo scudo si tratta

di Carmine Fotina


Ex Ilva, Conte: non accettiamo disimpegno, Mittal parli chiaro

3' di lettura

Un nuovo piano industriale, a sette anni, da supportare se possibile anche con incentivi dello Sviluppo economico per l’innovazione tecnologica e la transizione verso un modello produttivo più ecologico. Si parte da qui nel negoziato riaperto ufficialmente tra governo e ArcelorMittal. Sul tavolo anche misure di sostegno all’occupazione in accordo con i sindacati.

Resta aperto nel frattempo il tema dell’immunità penale, anche se non compare nel resoconto di Palazzo Chigi diffuso dopo l’incontro di venerdì sera. «Non ne abbiamo parlato» ha detto Conte. Ma si starebbe negoziando sottotraccia. L’accordo tra le due parti sarebbe quello di fare le cose nei tempi giusti, dopo aver maturato la versione normativa più adeguata a disinnescare nel contempo le contestazioni dei Cinque Stelle tarantini e i possibili rilievi della Corte costituzionale.

Per questo, non è detto che il lavoro tecnico pienamente in corso per un possibile decreto legge sia finalizzato già nel prossimo consiglio dei ministri. La novità emersa in questi ultimi giorni tra i tecnici del governo, ma non ancora sottoposta ufficialmente ai Mittal, verterebbe sulla natura dei reati coprendo con la protezione legale solo quelli di natura colposa, non quelli dolosi. Di certo il tema dell’immunità penale - non citato da ArcelorMittal nel comunicato di ieri (ma messo bene in evidenza due giorni fa) - resta strategico. «Il governo sta facendo bene a fare ogni sforzo per costringere Mittal a mantenere i propri impegni - ha detto ieri Paolo Gentiloni, commissario Ue agli Affari economici - farebbe bene il governo a mantenere anche i propri».

La multinazionale, assistita nel negoziato dagli avvocati Giuseppe Scassellati, Ferdinando Emanuele e Roberto Bonsignore, definisce «costruttivo» l’incontro di venerdì e conferma che si lavora per «raggiungere al più presto un accordo per una produzione sostenibile di acciaio a Taranto». L’azienda parla anche di una produzione e di una dinamica degli ordini ora «in marcia secondo un normale livello di funzionamento» e dell’intenzione di pagare il 60% delle fatture scadute per l’indotto entro il 2 dicembre. Per il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri si è a una «svolta positiva per un rilancio di Ilva».

I termini produttivi del piano industriale sono destinati a cambiare e sarebbero allo studio anche incentivi governativi per accompagnare la lenta conversione ecologica. È in questo lavoro che andrà inserito il confronto con i sindacati in merito alla forza lavoro e al ricorso alla cassa integrazione che il governo è pronto a mettere a disposizione. L’obiettivo, ha detto Conte, è garantire «il massimo livello di occupazione». Di fronte all’ipotesi di 5mila esuberi il governo ha messo sul tavolo la clausola contrattuale della penale di 150mila euro per ogni dipendente licenziato, ma è chiaro che il negoziato potrà portare a un parziale ridimensionato (almeno 2-2.500 lavoratori da coprire con gli ammortizzatori sociali).

Sul «coinvolgimento pubblico», preannunciato sempre da Palazzo Chigi, fonti di governo dicono che tutte le opzioni esaminate nei giorni scorsi sono ancora aperte. Innanzitutto il coinvolgimento delle società partecipate da Cassa deposti e prestiti in progetti ed investimenti sul territorio, anche per assorbire gradualmente ed in futuro una parte delle uscite da uno stabilimento che potrà essere più sostenibile dal punto di vista ambientale ma meno possente in termini di capacità produttiva. Ma anche l’ipotesi di una newco a sostegno di una parziale decarbonizzazione – con l’ingresso della Cdp oppure di altre partecipate o direttamente del Mef nel capitale – ad oggi non viene ancora esclusa. È anche questo un capitolo di quella che Conte definisce «una negoziazione che sarà faticosa e complicata».

Per approfondire:
Ex Ilva, le imprese dell’indotto minacciano di bloccare le merci
Nuova Ilva, futuro in due tempi (verso il ridimensionamento)
ArcelorMittal: «Sull'ex Ilva il confronto va avanti». Gualtieri ottimista

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    Carmine FotinaVicecaposervizio

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: inglese, spagnolo

    Argomenti: Politica industriale, commercio estero, innovazione digitale, tlc

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