ACCIAIO

Ex Ilva, l’udienza slitta al 20 dicembre per consentire la trattativa con Mittal

Il ricorso cautelare d’urgenza era stato chiesto dai commissari contro il recesso del gruppo indiano

di Domenico Palmiotti


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(ANSA)

2' di lettura

Tregua giudiziaria per ArcelorMittal. Il Tribunale di Milano ha rinviato al 20 dicembre prossimo la discussione del ricorso cautelare urgente, ex articolo 700 del Codice di procedura civile, con cui i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria hanno impugnato il recesso dal contratto di fitto da parte di ArcelorMittal.

C’è stata l'udienza davanti al giudice Marangoni, presidente della sezione Imprese, erano presenti, oltre agli avvocati, anche i commissari Ilva, Ardito, Danovi e Lupo e l'amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Morselli, ma si è fatto slittare tutto a poco prima di Natale. Questo perchè da venerdì scorso si è riaperto un canale di comunicazione tra il Governo e i Mittal, a capo dell'omonima multinazionale dell'acciaio. E già venerdì, a Palazzo Chigi, le parti avevano convenuto nel differimento della iniziativa giudiziaria proprio per stemperare il clima, sino a quel momento di scontro.

È il premier Conte a condurre la trattativa, per ora solo alle primissime battute ma che dovrebbe portare ad un nuovo piano industriale dell'acciaieria di Taranto, ad un nuovo modello produttivo con minore produzione, ad una ambientalizzazione più spinta e tecnologica, ad un ricorso alla cassa integrazione per gestire l'eccesso di personale aggravato anche dalla cris di mercato, nonchè, probabilmente, ad un riassetto della compagine societaria con una presenza dello Stato, forse attraverso Invitalia. Ed è stata proprio la trattativa in corso che ha fatto propendere per il rinvio della trattazione del ricorso cautelare urgente di Ilva.

Quest'ultima l'aveva presentato al Tribunale di Milano in risposta all'atto di citazione già depositato da Arcelor verso i commissari straordinari, atto con cui la società che gestisce in fitto gli impianti ex Ilva ha chiesto di pronunciarsi sul recesso adducendo una serie di cause e, soprattutto, l'impossibilità di tenere fede al contratto di fitto. I commissari Ilva hanno replicato accusando Arcelor - oltre al ricorso al Tribunale di Milano, depositato anche un esposto denuncia a Taranto - di aver svuotato e gravemente indebolito l'acciaieria, nonchè di comportamenti lesivi dell'economia nazionale.

Dal ricorso a Milano e dall'esposto a Taranto sono poi scaturite due inchieste delle rispettive Procure con perquisizioni e acquisizione di documenti che la Guardia di Fnanza e i Carabinieri hanno effettuato sia a Milano che a Taranto. Ascoltati anche diversi dirigenti come persone informate dei fatti.

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