parere intermedio

Ex Ilva incassa il sì della Procura alla proroga dell’altoforno 2

Tra domani e dopo spetterà al giudice del dibattimento dare il responso definitivo e quindi ad accordare o meno la proroga alla società proprietaria degli impianti

di Domenico Palmiotti


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2' di lettura

Per la Procura della Repubblica di Taranto l’Ilva in amministrazione straordinaria può avere la proroga per l’uso dell’altoforno 2 al fine di effettuare gli ulteriori lavori di messa in sicurezza. Oggi, 9 dicembre, la Procura, dopo la relazione del custode giudiziario dell’area a caldo, Barbara Valenzano, ha espresso il suo parere favorevole e lo ha trasmesso al giudice del dibattimento, Francesco Maccagnano.

Sarà quest’ultimo, infatti, tra il 10 e l’11 dicembre, ad esprimere il responso definitivo e quindi ad accordare o meno la proroga alla società proprietaria degli impianti. Quello della Procura è un parere favorevole con prescrizioni. Secondo quanto si è appreso, le prescrizioni riguardano l’adozione, da parte di ArcelorMittal, gestore in fitto della fabbrica, delle nuove procedure operative individuate da Ilva in as.

Nella relazione del custode giudiziario Valenzano proprio questo punto è stato evidenziato, nel senso che il custode ha dato atto a Ilva di aver depositato entro il termine previsto, 13 novembre scorso, l’analisi di rischio ma ha pure riscontrato che ArcelorMittal non aveva applicato le modificate procedure operative e finalizzate ad ottenere più sicurezza sull’impianto.


Ilva in as ha vissuto le ore che hanno preceduto il disco verde della Procura con apprensione in quanto temeva un parere negativo. Va tuttavia precisato che quello della Procura è solo un parere e non determina automaticamente anche il responso favorevole alla proroga da parte del giudice competente. Anzi, proprio sull’altoforno 2, a fronte di una precedente istanza di uso fatta da Ilva, è accaduto che la Procura abbia detto sì e il giudice no, tanto da spingere la stessa Ilva ad impugnare a settembre il rifiuto al Tribunale del Riesame, dove ha ottenuto un risultato positivo.

I nuovi lavori di messa in sicurezza consistono nell’installazione sui due campi di colata dell’altoforno 2 di sei nuove macchine per un investimento di circa 10 milioni. Ilva sinora ha speso 300mila euro circa di consulenze tecniche e fatto bonifici alle imprese fornitrici per circa 3,5 milioni di euro a valere sull’importo totale del nuovo investimento. Si calcola che i nuovi lavori necessitino di un anno. Sia il piano di ArcelorMittal che quello, in elaborazione, del Governo non prevedono in futuro l’uso dell’altoforno 2 per il siderurgico di Taranto in quanto è un impianto quasi prossimo al fine attività. Tuttavia la disponibilità dell’altoforno 2, ammodernato e messo soprattutto in sicurezza dopo l’incidente mortale di giugno 2015, da cui discende tutta la vicenda giudiziaria dell’impianto ed anche il primo sequestro, è essenziale in attesa che il nuovo assetto della fabbrica, tra decarbonizzazione e forno elettrico, prenda corpo.

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