Nuovo incontro al ministero

Ex Ilva invia le lettere della cassa per un anno, a Taranto è sciopero Uilm e Usb

I numeri iniziali: 3.000 addetti di cui 2.500 nella città pugliese. Da azienda prima riduzione a 2.800

di Domenico Palmiotti

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3' di lettura

Arrivano a Taranto le lettere di Acciaierie d'Italia, ex Ilva, della cassa integrazione straordinaria per un anno e scattano le prime proteste. La Uilm e Usb per lunedì 28 marzo hanno indetto dalle 10 alle 14 uno sciopero con presidio esterno alla fabbrica dei lavoratori di Acciaierie d'Italia, delle aziende di appalto collegate e di Ilva in amministrazione straordinaria (questi ultimi sono già in cassa straordinaria da tempo).

La Uilm ha promosso lo sciopero perché le lettere agli interessati sono state recapitate nonostante per la stessa giornata di lunedì il ministero del Lavoro abbia convocato un nuovo incontro, dopo quello di venerdì scorso, per cercare un accordo tra le parti. E lunedì è anche, per l'azienda, il giorno di avvio dei nuovi ammortizzatori sociali. Acciaierie d'Italia chiede la cassa straordinaria per la ristrutturazione e il nuovo piano industriale per 3.000 addetti di cui 2.500 solo a Taranto. Nell'incontro ministeriale l'azienda aveva ridotto i numeri a 2.800 ma questa riduzione non è ritenuta dai sindacati una base sufficiente per firmare l'accordo.

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Ci sono molte distanze

Le distanze tra ex Ilva e sindacati sono importanti così come quelle tra gli stessi sindacati. Perché Fim Cisl, Fiom Cgil e Ugl vogliono trattare con l'azienda ed arrivare anche ad un accordo sulla cassa straordinaria ma in un quadro di garanzie. Uilm e Usb, invece, dichiarano che la procedura di cassa va ritirata. Perché, sostengono, si è difronte di una società che già da quest'anno aumenterà la produzione - attestandosi poco sotto i 6 milioni di tonnellate di acciaio - e che il premier Mario Draghi vuole che produca di più per sostenere la manifattura industriale italiana.

Nei giorni scorsi, dopo il varo del Dl Energia, il premier ha infatti annunciato nuove misure affinchè l'Ilva aiuti il sistema produttivo ora in serie difficoltà sul fronte dell'importazione, dei costi energetici e del caro materie prime, oltrechè introvabili. E nello stesso Dl Energia sono state prese prime decisioni per Acciaierie d'Italia come la garanzia pubblica Sace al 90 per cento sulle linee di credito e il trasferimento dai fondi per le bonifiche alla decarbonizzazione di 150 milioni.

Le posizioni sindacali

“Dopo la seconda riunione ministeriale e le comunicazioni di cassa integrazione straordinaria già inviate ai lavoratori da parte di Acciaierie d'Italia, siamo sempre più convinti di esercitare una netta opposizione ad un piano fantomatico di investimenti fatto di promesse puntualmente disattese”. Per la Uilm, il piano di ex Ilva “porta il presagio di migliaia di esuberi strutturali legati alla inesistente messa in sicurezza degli impianti e mancata salvaguardia dell'ambiente circostante”. Per la Uilm, “l'avvio unilaterale da parte di Acciaierie d'Italia delle lettere di cigs ai lavoratori, peraltro alla vigilia di un incontro ministeriale già pianificato, null'altro è che l'ennesima dimostrazione di totale inaffidabilità e mancanza di serietà”.

La Fim Cisl, con Roberto Benaglia e Valerio D'Alò, dice che il 28 marzo sarà “al tavolo fino alla fine per cercare un'intesa, ma chiediamo in queste ore al ministro Orlando il massimo impegno politico per realizzare questo risultato che permetta di tutelare il lavoro e dare una spinta al rilancio di ogni sito produttivo”. “A chi chiede ancora oggi il ritiro della cassa integrazione, osserviamo - afferma Fim Cisl - che Taranto lavora oggi al 50 per cento del potenziale produttivo e occupazionale. Il 2022 deve essere un anno di transizione e che porti sulla base del futuro piano industriale, alla conferma di tutte le garanzie occupazionali per tutti i dipendenti di Acciaierie e per quelli in Ilva amministrazione straordinaria”. “Per la Fim - concludono Benaglia e D'Aló - l'accordo è possibile solo se sancirà che non ci sono esuberi strutturali. Se tutti i sindacati domani lavoreranno nella stessa direzione potremo fare un buon risultato”.

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